A PERALTA DE LA SAL il 24 novembre si sono riuniti moltissimi fratelli e sorelle, religiosi e laici, giovani e bambini, della nostra provincia di Emmaus attorno al Calasanzio. E Peralta li ha accolti con la stessa gioia con cui la madre riceve e prepara il meglio per tutta la famiglia allargata, con i suoi bambini e le loro grida, con i nonni saggi e affettuosi, con coloro che preparano tutto affinché non manchi nulla, con gli abbracci, gli scherzi, con la saggezza e la fiducia che nascono dalla storia condivisa.  Tutte le presenze scolopiche si sono avvicinate alla casa natale del nostro amato fondatore per concludere quest’anno pieno di momenti e di attività intensi.

Il giorno prima, la sera del 23, si sono riuniti due gruppi importanti della provincia: il gruppo dei coordinatori di presenza, e quello dei coordinatori del Movimento Calasanzio. Sono potuti andare avanti rispetto all’agenda e lavorare in rete, unendo sforzi e incoraggiando i diversi ritmi.

La festa è iniziata alle 10,30 di sabato, con un lavoro negli atelier dove quasi 300 fratelli e sorelle hanno potuto scambiare idee su diversi temi comuni. La storia ci è stata raccontata da Juan Antonio Frías, che ci ha spiegato le ricchezze più importanti del museo della casa. Itaka-Escolapios ci ha invitato a ricordare tantissimi progetti a favore dei più piccoli. La comunità Cristiana Scolopica, è stata anch’essa un tema oggetto di riflessione. Gli altri temi trattati sono stati i seguenti: Oltre Emmaus, la vocazione scolopica, la missione, il Calasanzio, l’innovamento a partire dal progetto ‘Suma y Sigue’, ed il sinodo, per i giovani, con loro e attraverso di loro. E tutti noi abbiamo potuto essere presenti a tre di questi nove incontri così calasanziani. Tutti gli incontri hanno provocato in noi una profonda emozione ascoltando i molti progetti che abbiamo tra le mani e le profonde intuizioni che alimentano la nostra vita e che ci permettono di crescere numericamente e dentro di noi.

L’eucarestia ci ha portato a Gesù, colpevole e responsabile di tutta questa gioia, e di quella di Roma e di quella di tanti luoghi pieni di bambini, di giovani e di speranza. E alzando tutti gli occhi al cielo, sentiamo la benedizione di questo affettuoso e vecchio santo che continua ad avere tanta cura di noi. Ed infine, la foto che certamente non può mancare!

Sulle note di strumenti locali, il pranzo ci ha resi più ‘fratelli’ e il saluto finale un arrivederci a presto, o fino al prossimo whatsapp del pomeriggio o di domani. Il titolo che possiamo dare a questa giornata è: “La gioia di tutta la famiglia di Emmaus”.

Siamo tornati a casa con dei libri calasanziani belli e nuovi, scritti da diversi scolopi che ci regalano la loro riflessione sulla mistica del Calasanzio, la scuola santa e sociale, il contesto del pensiero attorno al Calasanzio. Grazie Antonio Lezáun, a Javier Alonso, a Bonaventura Pedemonte i Feu, ed a Jesús Guergué, che si aggiungono al lungo elenco di firme che spinti dall’immenso affetto per il Calasanzio ci invitano a seguirlo più da vicino.

Rimaniamo con il buon sapore in bocca di tutto un anno pieno di benedizioni e di gioia, durante il quale abbiamo rinnovato la nostra vocazione. Credo che abbiamo vissuto ampiamente L’ALLEGRIA DI TUTTA LA FAMIGLIA, che consiste in questo:

Stare insieme con molti fratelli celebrando molte cose, quattrocento anni di cose.

Leggere insieme la Parola di Dio con gli occhi del Calasanzio, benedicendo i più piccoli, imparando ad essere piccoli.

Cantare insieme la bontà del Signore con tutti coloro con cui abbiamo condiviso anni di cammino scolopico.

Ricordare le molte cose che facciamo e tutto quello che ci resta ancora da fare.

Istituire nuovi progetti tra i più piccoli, in modo che un giorno non ci siano più progetti e semplicemente non saremo più necessari.

Brindare per altri 400 anni di fedeltà creativa, in comunità capace di convocare, lavorando a fondo ma con il cuore libero e capace di liberare.

Sentire Cristo che ci dice “quando lo avete fate a loro”, sapendo che anche io forse sono stato Cristo per un altro, per un’altra, quando ho aiutato, quando mi hanno aiutato.

Innamorare i giovani in modo che diano la loro vita. Ed accompagnarli in modo da essere trascinati dalla loro speranza e non cadere in delusioni.

Entrare nel movimento avviato da altri, per aiutare a camminare ed a proseguire insieme per l’avvento del Regno.

Sentire la fiducia del fratello, sentire la gioia dei bambini.

Questo può essere oggi Peralta de la Sal, Roma, il tuo collegio, o il mio. Festa che celebra la gioia di tutta la famiglia. Per il Calasanzio, per noi, per loro, bambini e bambine, ragazzi e ragazze che lunedì staranno lì, a scuola, nel collegio, in attesa di vivere con allegria.