Durante la seconda giornata del Congresso Internazionale dell’Educazione Scolopica #Coedupia2017 è stato affrontato il tema del contributo pedagogico di Gesù di Nazaret, presentato dal dottore in teologia biblica,  Arturo Bravo. La sua relazione, svolta al mattino, è stata preceduta da una preghiera, in presenza di alunni e professori del Hispano. Bravo ha parlato del “dialogo”, presentandolo come una chiave pedagogica assai presente nella vita di Gesù. “Il dialogo è possibile quando svuotiamo la nostra mente per renderla capace di accogliere qualcosa di nuovo”, e ha insistito nell’uso delle parabole “che permise a Gesù di aprire gli occhi degli uditori su una realtà nuova”. Il teologo ha spiegato che il successo delle parabole di Gesù si deve al fatto che “sono radicate nell’esperienza di vita”, e questo permette connettersi rapidamente con gli uditori e lì dove la coerenza è una chiave di vita. “Gesù insegna e vive ciò che insegna” ha ripetuto Bravo, insistendo nella metodologia delle domande da porre all’altro. “Le domande occupano un posto centrale nell’insegnamento di Gesù e costituiscono un’arte nell’azione pedagogica”.

Al mattino i presenti disposero di un tempo per riflettere in gruppo sull’identità e le nuove sfide della presenza scolopica. I partecipanti hanno discusso sull’azione educativa in contesti non formali, fuori dallo spazio e dall’orario scolastico. Il pomeriggio è stato dedicato alla condivisione delle esperienze educative in diverse opere scolopiche del mondo, dalla Slovacchia all’Argentina, passando per la Spagna. Anche le Calasanziane hanno partecipato con la loro proposta di legame tra scuola e comunità. Alla sera i presenti hanno assistito ad un concerto di musica tradizionale e classica, a carico del Coro della Encina nel Collegio Calasanz.