NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE DI GESU’[1]

In memoria del 150° anniversario del suo arrivo a Guanabacoa, Cuba.

“Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù” a Guanabacoa, è per molte famiglie, ex studenti, scolopi, membri della UFEC (Unione delle Famiglie Scolopie di Cuba) e dell’Arciconfraternita, una ragione di vita che genera orgoglio, gratitudine e devozione mantenuta nel tempo nonostante tutte le difficoltà.

Le circostanze in cui viviamo in tempi di pandemia, hanno reso il 150° anniversario del suo arrivo a Cuba, celebrarlo con semplicità, senza rumore e con tutto l’affetto, come piace a Maria. Che queste righe servano come ricordo di un anniversario di tutti i suoi devoti e fratelli defunti dell’Arciconfraternita di Nostra Signora, dell’UFEC e degli Scolopi.

La storia

A Issoudum, in Francia, la Congregazione religiosa dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù fu fondata nel 1854. Questa devozione, che richiama il mistero dell’Immacolata Concezione insieme alla devozione al Cuore di Gesù, ha guadagnato un notevole slancio.

Gli scolopi hanno introdotto questa devozione a Cuba e in America, come racconta P. Calasanz Bau:

La devozione a Nostra Signora del Sacro Cuore trasformerà la nostra chiesa in un vero santuario”. L’inizio del suo culto è ancora precedente a P. Parera, che corrisponde a P. Jofre. Pablo Marqués fu colui che presentò un primo quadro molto umile nel novembre 1871. Ma il 23 novembre 1873, quando P. Parera era rettore, fu portata da Barcellona l’immagine splendidamente scolpita e policroma che ancora si venera. (Storia delle Scuole Pie a Cuba 1857-1957)

Fu intronizzata il 23/11/1873. Nel giubileo di diamante, l’8 giugno 1946, fu incoronata da Mons. Evelio Díaz Cía, e nel primo centenario, il 5 giugno 1971, fu la nuova titolare di questa chiesa per decreto dell’Arcivescovo dell’Avana, Mons. Francisco Quer.

Cercando nelle cronache e nei libri, ho trovato questo sonetto del 1881, forse di P. Pablo Marqués (PM),

Trascriviamo una citazione dal “Mensajero Católico, numero 490, anno 1952. In questa pubblicazione mensile e organo dell’associazione NSSCJ. Descrive l’anima di questa devozione:

“‘Speranza degli abbandonati’ nelle parole di Sant’Efrem (…) Contempliamo nell’immagine della Madonna i tratti e l’atteggiamento della Madre che porta il Figlio tra le braccia. E vediamo Gesù con il cuore sul suo petto, indicandolo con una delle sue mani, mentre con l’altra indica sua Madre, la cui mano destra tiene il Cuore di Cristo; Maria afferma il suo ineffabile potere sul cuore di suo Figlio e Gesù conferma tale potere sul suo cuore, come per dire: Se vuoi ricevere gli infiniti tesori che contiene, rivolgiti a mia Madre, lei può dispensarteli come vuole perché non li respinge mai. L’ho nominata tesoriera celeste. Non c’è da stupirsi quindi che questa immagine risvegli così tanta speranza in coloro che soffrono, anche tra coloro che si sentono più impotenti”. (P. Girerd, “La vera devozione a Nostra Signora del Sacro Cuore”).

Esperienze e favori ricevuti. Sarebbe una lunga lista di persone e dettagli che sono stati ricevuti, li concentro in questi punti, spero che tutti voi vi sentiate accolti in essi:

– Tra queste mura coloniali della nostra chiesa ho visto ex studenti degli anni ’50, che sono venuti a visitare la loro casa, ricordare e ringraziare per i loro tempi giovanili e l’educazione ricevuta. Vederli piangere con emozione e devozione pregando ai piedi della Madonna è qualcosa che vale la pena di vedere.

– Molti di loro si sono sposati qui, quanti mi hanno detto: Padre Joaquín Hereu mi ha sposato, io…, e mi mostrano le foto.

– Altri ricordano come posero ai suoi piedi il desiderio di un figlio impossibile da concepire e la Madonna lo concesse loro.

– Quelli che non dimenticheranno mai il loro ultimo giorno a Cuba, che dovendo lasciare la loro amata isola in tempi difficili, hanno salutato ai piedi della Madonna della loro amata patria, prima di prendere l’aereo, una messa presieduta dal Padre Pastor Gonzalez e un addio del figlio che sogna di tornare un giorno alla casa di sua madre.

– Miracoli conservati nella storia personale: La bambina nata il 19 ottobre 1965 a cui fu diagnosticato un glaucoma congenito. I suoi genitori chiesero a padre Hereu di andare in chiesa per supplicare la Madonna di fare il miracolo di salvarla dalla cecità. Quando è tornata a casa, la macchia bianca nell’occhio destro era scomparsa. Hanno deciso di operarla e non ha mai avuto traccia di quella condizione.

– Tutti sono sotto la protezione di questa Madre e la portano nel loro cuore ovunque vadano. Per tutti, quelli che sono in un’altra terra e quelli che sono qui, NSSCG è sempre invocata come fonte di forza e di speranza. Molti ricordano tradizioni come:

La Messa per tutti gli associati all’Arciconfraternita nella chiesa dei Padri Scolopi la prima domenica di ogni mese.

Le Messe all’altare della Madonna, la gratitudine al nostro camerlengo e ai guardiani, le suppliche e i favori concessi, i battesimi, le prime comunioni, le cresime, la novena di ogni anno con la predicazione dei padri Munfort, Galofré, Carceller, Arcusa, …

 

Le cronache degli anni 50:

“L’altare della Vergine pieno di gladioli, la grande Salve e il canto delle litanie da parte del coro dell’Avana accompagnato da strumenti e armonia, (…) le lacrime lungo le guance di chi ricorda anno dopo anno nelle “Porte di bronzo” quei scolopi che con i loro canti lodavano la Vergine sotto l’invocazione di Nostra Signora.

La messa solenne, officiata da P. Manuel Arcusa, assistito dai Padri Masdevall e Marqués. P. Pedro Carceller responsabile della musica. Modesto Galofré, rettore della scuola e direttore dell’Arciconfraternita di Nostra Signora ha cantato le glorie di Maria… Dopo la Messa ha avuto luogo l’Atto di Consacrazione, sono state imposte le medaglie ai nuovi membri e impartita la Benedizione Papale”. (El Mensajero Católico, giugno 1953).

Tutto questo è stato mantenuto fino ad oggi in un modo o nell’altro, NSSCG è sempre stata venerata.

Le testimonianze, le cronache della comunità dei padri, gli inni, le novene, continuano a risuonare tra queste mura, che chiedono riparazione e che la Madonna sappia farlo.

A causa della pandemia di covid-19, abbiamo rinviato la celebrazione di questo anniversario, che doveva tenersi il 6 giugno, presieduta dal cardinale Juan de la Caridad, alunno delle Scuole Pie di Camagüey. Avremo una celebrazione privata, e quando possibile avremo la celebrazione ufficiale.

Che la Madonna benedica tutti i suoi fedeli devoti e accolga tutti coloro che sono andati alla casa del Padre. Ricordiamo specialmente i padri che ci hanno lasciato di recente, Salvador Riera e Iñaki Arriola. Che possa dare la sua forza a noi che siamo qui per continuare a trasmettere la sua devozione.

 

Commento alla foto ai piedi di N. Signora:

Foto scattata a novembre del 2020, per ricordare tutti, perché rappresenta diverse generazioni.

In essa sono rappresentati tutti i suoi figli (da sinistra a destra):

  • Pablo González, ex studente. Porta nel suo portafoglio una preghiera dedicata da P. Agustín Munfort, portata da Lourdes negli anni ’50.
  • Gladys E. Valdivia, all’età di 18 anni, è stata la prima insegnante dei bambini della nostra scuola.
  • Isidoro Alejandro Solernou. La sua famiglia: tre generazioni legate agli scolopi.
  • Ada D’Angelo, cugina di Andrés Castellanos, della UFEC.
  • Mirta García, il cui matrimonio è stato benedetto da P. Joaquín Hereu ai piedi della Madonna.

 

“Un popolo senza religione morirà, perché nulla in esso alimenterà la virtù” (José Martí)

P. Alberto Sola Sch. P.

[1] Nel testo il nome sarà abbreviato, e useremo la sigla NSSCG. o Nostra Signora.