Scrivo questa lettera fraterna poco prima di partire per il Messico per partecipare al 48° Capitolo Generale del nostro Ordine. Stavamo aspettando questo capitolo da un po’ di tempo, ma ha dovuto essere rimandato per diversi mesi a causa della situazione di salute che stiamo vivendo. Infine, se non ci saranno nuovi sviluppi, potremo celebrarlo, tenendo sempre presenti le regole di prudenza naturale che ci aiuteranno a viverlo nel modo più sicuro possibile per tutti i partecipanti.

Vorrei condividere con tutti voi alcune semplici riflessioni su ciò che significa per noi celebrare e accogliere il Capitolo Generale. Voglio fare riferimento al contesto in cui lo celebriamo, alla sfida di accoglierlo – successivamente – nella vita quotidiana delle Scuole Pie, e ad alcune delle grandi questioni a cui dedicheremo il nostro lavoro.

CONTESTO

È impossibile elencare tutte le “chiavi contestuali” che definiscono il momento in cui stiamo celebrando il Capitolo Generale, ma è possibile citarne alcune – a titolo di esempio – che sono particolarmente influenti.

Non c’è dubbio che, dal punto di vista ecclesiale, ci sono alcune chiamate alle quali possiamo e dobbiamo essere particolarmente sensibili. Tra questi: la ricostruzione del Patto Educativo Globale a cui ci chiama Papa Francesco; l’invito a lavorare per una Chiesa sinodale, basata sulle chiavi di partecipazione, comunione e missione; le proposte di “Laudato Si’” e “Fratelli tutti”; l’accoglienza del povero, del diverso e del migrante, o l’appello per un rinnovato impulso della Pastorale con i Giovani sulla linea di “Christus vivit”. Tutte queste, e molte altre, sono scelte che la Chiesa ci propone e che noi accogliamo dal cuore del nostro carisma.

Socialmente è abbastanza chiaro che il contesto provocato dalla pandemia che stiamo vivendo deve essere tenuto in grande considerazione dal nostro Capitolo. Non solo per le conseguenze che sta provocando, ma anche perché sta mettendo in evidenza diverse sfide che erano presenti prima della COVID-19 ma che la pandemia ha contribuito a rendere esplicite: le questioni relative alle sfide educative del nostro mondo; la necessità di un’ecologia integrale; la sostenibilità economica della nostra missione; l’attenzione alla ricerca di una “vita significativa” da parte dei giovani, ecc. La post-pandemia, che forse non è ancora iniziata, deve essere ben analizzata e deve essere oggetto di discernimento.

E nel nostro piccolo contesto scolopico ci sono anche punti di attenzione molto significativi: la celebrazione del 400° anniversario dell’elevazione delle Scuole Pie alla categoria di Ordine religioso di voti solenni e l’approvazione delle Costituzioni scritte da San Giuseppe Calasanzio sono dati particolarmente significativi per noi, ma ce ne sono altri: l’Anno Vocazionale, la necessità di ridefinire le priorità per le nostre “chiavi di vita”, il processo di consolidamento, ristrutturazione ed espansione che stiamo vivendo; lo sviluppo del nuovo “soggetto scolopico”, o l’esperienza dell’apertura di nuove modalità di relazione e di costruzione della “vita dell’Ordine” attraverso le possibilità tecnologiche, ecc.

 

ACCOGLIENZA

Tutti sappiamo che un Capitolo Generale ha bisogno di tempo per essere compreso, ricevuto e accolto in una realtà così ampia e pluralista come la nostra. Ma, se sappiamo come fare, questi dinamismi avvengono poco a poco, e finiscono per stabilire la direzione. Questa è una delle grandi virtù dei Capitoli Generali: indicano l’orizzonte a cui vogliamo aspirare e il cammino che possiamo percorrere.

Ho potuto partecipare a quattro Capitoli Generali (1997, 2003, 2009 e 2015). Sono sicuro che ognuno di noi ha il proprio ricordo di questi capitoli (e dei precedenti, per chi li ha vissuti). Vorrei condividere con voi il mio, per illustrare cosa significa accogliere un capitolo e avanzare lungo i sentieri che ha tracciato.

I capitoli lavorano e riflettono su molte questioni, analizzano la realtà, elaborano piani, approvano o meno proposte e propositi. Ma ognuno di loro apporta dei contributi significativi, che sono quelli che finiscono per segnare la linea e rinnovare le nostre Scuole Pie. Darò alcuni esempi dei capitoli a cui ho partecipato.

Il Capitolo Generale del 1997 ha approvato un documento molto significativo: “I laici nelle Scuole Pie”. Questo documento ha segnato in modo decisivo – e continua a farlo – la vita delle Scuole Pie. Quel Capitolo Generale ha consolidato il cammino condiviso tra religiosi e laici, ha presentato i diversi modi in cui i laici partecipano alla vita e alla missione scolopica, ha tracciato itinerari, ha ispirato repertori, ha guidato tutte le decisioni e le opzioni dalle quali le Scuole Pie hanno trasformato profondamente la propria realtà. Senza questo documento, e senza questa decisione del Capitolo, non saremmo dove siamo. E ancora oggi continuiamo ad accogliere questo documento, perché è ancora necessario lavorarci in tutte le nostre demarcazioni e presenze.

Il Capitolo Generale del 2003, oltre ad approvare un documento istituzionale di grande valore (si intitolava “Da Cristo” ed era una sottolineatura molto forte di ciò che significa per noi cercare la centralità di Cristo nella nostra vita, tema su cui si lavorerà soprattutto nel Capitolo Generale del 2022) ha dato vita a due documenti istituzionali molto importanti che, senza molto “risalto pubblico”, ci hanno aiutato in modo decisivo in questi anni. Parlo del Direttorio di economia (“Gestione dei beni economici”) e del documento sulla pastorale scolopica (“Evangelizzare educando in stile calasanziano”). In questi anni abbiamo fatto grandi progressi in tutto ciò che riguarda la gestione economica dei nostri beni e, d’altra parte, non c’è dubbio che il documento sul Ministero Scolopico approvato da questo Capitolo ha provocato un lavoro molto ricco sull’identità calasanziana e sulla qualità del nostro ministero. Continuiamo a lavorare sulla base di ciò che abbiamo ricevuto da quel capitolo.

Il Capitolo celebrato nel 2003 (a Peralta de la Sal) ci ha offerto una preziosa e ricca serie di documenti. Credo che ci siano almeno quattro grandi opzioni sottolineate da quel Capitolo, sempre in continuità con quanto approvato dai precedenti e sempre in sintonia con la vita dell’Ordine. Mi riferisco ai seguenti: l’impegno per l’espansione dell’Ordine, con i criteri dai quali dovremmo camminare; i dieci elementi dell’identità calasanziana, che tanto ci hanno aiutato a migliorare la nostra proposta ministeriale in ciascuna delle nostre piattaforme di missione; l’avvento dell‘Educazione Non Formale nelle Scuole Pie e, infine, la decisione di andare avanti nel processo di ristrutturazione e rivitalizzazione dell’Ordine. Questo capitolo è abbastanza recente, e non c’è bisogno di soffermarsi sull’importanza delle scelte che ha fatto, perché sono lì sotto gli occhi di noi tutti.

Infine, quello tenutosi in Ungheria nel 2015 ha offerto all’Ordine le “Chiavi della Vita” che hanno ispirato il processo globale del sessennio che sta per concludersi. Camminare con “chiavi di vita” chiare e concordate rende possibile all’Ordine di avanzare in modo sistematico in tutte le aree della nostra vita e missione. Posso dire, alla fine del sessennio, che queste “chiavi di vita” sono state decisive per la Congregazione Generale e per tutti le Demarcazioni, che hanno saputo integrarle e adattarle alla propria realtà, per rinnovarla nella comunione dell’Ordine, sempre con un occhio alle Scuole Pie nel loro insieme. Sono “chiavi di vita” che hanno ancora molto da dire. Dal Capitolo Generale del 2021 (2022) ci aspettiamo nuovi accenti e chiarimenti per lo sviluppo di queste “chiavi di vita”.

Credo che il processo di accoglienza e di implementazione dei nostri capitoli sia proprio questo. Ci vogliono anni, ma non c’è dubbio che le decisioni che si prendono stabiliscono la direzione e, se le sappiamo capire e rispettare, ci aiutano a camminare nella fedeltà allo Spirito, alla Chiesa e al carisma del Fondatore, e ci spingono a dare una risposta sempre migliore ai bambini e ai giovani che danno senso della nostra vita.

MESSICO 2022             

Non è necessario che mi riferisca a tutti i temi che abbiamo in programma di lavorare in questo Capitolo Generale, perché sono noti a tutti voi e ne ho parlato in varie lettere. Voglio solo dire alcune cose su tutti i temi.

Un Capitolo Generale non può offrire una “dottrina completa” su un argomento, né può prendere tutte le decisioni possibili su ciascuno di essi. Ma può mettere sul tavolo dell’Ordine alcuni temi che sono particolarmente significativi, e offrire importanti orientamenti per svilupparli.

Questo Capitolo Generale ci proporrà di entrare in profondità in temi molto importanti che in questo momento sono in pieno sviluppo nella Chiesa, nella società e nelle Scuole Pie. Mi riferisco a questioni fondamentali come la sinodalità, la sostenibilità integrale dell’Ordine, la relazione tra interculturalità e inculturazione, il rinnovamento della cultura di Ordine e la centralità del Signore nella nostra vita. Queste sono sfide molto forti e significative che ci segneranno nei prossimi anni. Questo è il valore di un Capitolo Generale: raccogliere gli appelli che riceviamo dalla Chiesa, dalla società e dalla stessa vita dell’Ordine; riceverle e accoglierle a partire dalla nostra vocazione; e cercare di indicare nuovi orizzonti e cammini di rinnovamento. Diamo tempo – anni – a questo Capitolo, e celebriamolo e accogliamolo in uno spirito di discernimento e di missione.

La ricezione di un Capitolo ha lo stesso dinamismo – su piccola scala – di un Sinodo o di un’enciclica nella Chiesa intera. È lenta, e bisogna lavorarci molto, perché è un fatto che accade o no, e non è “decretato”, ma è stabilito a posteriori. Il nostro Ordine avrà una grande sfida nei prossimi anni: accogliere – o non accogliere – il Capitolo Generale. Perché può succedere che non lo accogliamo, o che lo facciamo in modo superficiale. Se così fosse abbiamo perso un’opportunità.

Lavorare per la ricezione del Capitolo non è solo una questione di incoraggiare la gente a leggere i documenti o di promuovere piani formativi per farli conoscere e studiare meglio. Affinché la ricezione del Capitolo avvenga, è necessario un dinamismo globale che presuppone atteggiamenti positivi e operativi. Significa avvicinare le decisioni e le opzioni del Capitolo a tutti i religiosi e i laici scolopi, aiutando i giovani a conoscerle e a scoprire le potenzialità e le esigenze che contengono, promuovendo iniziative e impegni concreti che rendano possibile quanto approvato dal Capitolo. Se “non succede niente di nuovo” dopo un Capitolo Generale, è perché non è stato detto niente di nuovo o perché non siamo stati capaci di accettare le novità che abbiamo approvato.

Non voglio terminare questa lettera fraterna senza ringraziare tutti voi per l’accoglienza, la pazienza e la collaborazione durante questi anni di servizio all’Ordine come Padre Generale. Che il Signore ci benedica e ci ispiri in questo nuovo periodo della vita delle Scuole Pie.

Un abbraccio fraterno.

 

P. Pedro Aguado Sch.P.

Padre Generale