Impegnati in educare per un mundo migliore

Sabato 3 ottobre si è svolto l’Incontro Internazionale degli Scolopi  per la ricostruzione del Patto Globale per l’Educazione.  Più di mille educatori hanno partecipato all’incontro online, che ha affrontato i temi proposti da Papa Francesco nel Patto Globale per l’Educazione.

Durante l’incontro, che è stato trasmesso in 4 lingue, sono state presentate quattro esperienze educative scolopiche provenienti da diversi continenti, che rispondono, come ha sottolineato p. Andrés Valencia, coordinatore dell’incontro, “a diversi modi di rispondere alla chiamata di Papa Francesco ad educare alla solidarietà, mettendo la persona al centro”. Le esperienze condivise hanno dimostrato che la realtà è un richiamo “che sfida e genera un dinamismo al quale dobbiamo essere attenti per discernere la direzione delle opere”. Dalle baraccopoli di Medellin o Buenos Aires alle scuole di Barcellona o del Senegal, il desiderio comune di servire i piccoli seguendo le orme del Calasanzio ci permette di promuovere queste esperienze di missione condivisa e di rafforzare le comunità scolopiche  che educano per un mondo migliore, per un cambiamento sociale, per una società diversa. Esperienze educative audaci che incarnano il carisma del Calasanzio, fondatore delle scuole popolari cristiane più di 400 anni fa.

All’incontro ha partecipato Juan Antonio Ojeda, fratello di La Salle e coordinatore del libro “Luci per la strada” e consulente del Papa. Ojeda ha spiegato la proposta del Papa come una proposta di revisione, e anche come “un luogo di incontro che non impone, ma offre delle vie”.

Infine, il Padre Generale, Pedro Aguado, ha spiegato nel suo intervento le sfide e le risposte che, come Scuole Pie, la proposta di Papa Francesco implica. Ha anche sottolineato la necessità di “lottare per le nostre scuole” in questo contesto della pandemia. “Le cose non sono facili – ha spiegato – soprattutto in alcuni contesti che hanno sofferto e soffrono soprattutto per la pandemia, come le nostre province americane”. Anche l’innovazione, ma sempre dal punto di vista di ciò che siamo. “Sappiamo che la vera scuola è quella che prepara i suoi studenti a saper vivere in un mondo che ancora non esiste, ma che permette loro di poterlo creare e trasformare” – ha spiegato il padre generale, per il quale la vera innovazione “può avvenire solo partendo dalla propria identità, a cui non si può rinunciare, di ciò che siamo e determinando, con un certo discernimento, quali sono i vettori essenziali da cui vogliamo innovare la nostra scuola”. Aguado ha anche evidenziato con cura il lavoro e il nostro contributo evangelizzatore (“Non c’è contributo migliore di Cristo nel nostro mondo, ansioso di orizzonti di speranza e di risposta”, ha detto p. Aguado).

In questa dinamica, contributi come il Sinodo dei giovani scolopi, il Movimento Calasanzio o la Preghiera continua come “anima della scuola”, costituiscono i “tesori del Calasanzio” che aiutano a promuovere e consolidare una cultura dell’incontro e un’educazione impegnata nella costruzione di un mondo più giusto e fraterno. Per il P. Generale, gli scolopi  si sentono chiamati a questa proposta di Papa Francesco, “una sfida iniziata profeticamente dal Calasanzio, e nella quale oggi possiamo e dobbiamo continuare a dare il meglio di noi stessi”.