Gli effetti della Pandemia sulla scuola giungono ben presto all’Istituto Calasanzio di Genova: la Regione Liguria infatti, già dal 24 febbraio, ha ordinato la sospensione delle attività didattiche e dei servizi educativi per l’infanzia come misura di prevenzione e contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid 19.

Improvvisamente ed in maniera inattesa la scuola , tra stupore ed incredulità, si è trovata di fronte ad una situazione imprevedibile ed inimmaginabile.

I primi giorni di marzo abbiamo compreso la gravità della situazione e l’immediata esigenza di intervenire e di pensare a come e con quali mezzi garantire ai nostri alunni una continuità con riguardo sia alla relazione educativa instaurata tra alunni ed insegnanti che naturalmente al ciclo degli apprendimenti ; possiamo senz’altro affermare che è stata una cosa non semplice, soprattutto se consideriamo che il nostro Istituto aveva necessità di provvedere non solo a una nutrita scuola dell’infanzia, ma anche a una primaria, una secondaria di primo grado ed a i licei.

A tal fine abbiamo messo in moto l’intera Comunità educante; sono stati giorni molto intensi, caratterizzati da continue riunioni con i genitori, con i docenti ed anche con esperti informatici, contattati per valutare quale piattaforma scegliere per il servizio a distanza, una piattaforma che meglio potesse adattarsi alle nostre necessità, offrendo una risposta semplice e concreta ed alla portata di tutti.

In ogni classe abbiamo chiesto ai genitori di individuare almeno due persone tra di loro che, per semplicità abbiamo nominato “FACILITATORI”, che fossero in grado di offrire la propria competenza informatica al servizio di tutti.

La risposta è stata sorprendente ed inattesa; i genitori hanno offerto prontamente il loro aiuto, ingenerando un sistema di collaborazione reciproca, condividendo tra loro idee, opinioni ed anche strumenti, c’è stato per esempio chi, possedendone due, ha messo a disposizione una stampante piuttosto che un computer che magari giaceva inutilizzato in cantina.

Questa collaborazione reciproca – devo confessare – ci ha allargato il cuore perché abbiamo visto la preoccupazione e la partecipazione di tutti.

Abbiamo compreso fin da subito che una reazione immediata avrebbe potuto garantire ai nostri alunni un senso di continuità; la nostra presenza sul campo doveva essere assolutamente ed indiscutibilmente garantita e questo poteva avvenire solo attraverso la didattica a distanza, fase necessaria ed indispensabile anche perché eravamo ben consci che se non avessimo provveduto ad effettuare rapidamente la conversione a questo nuovo sistema, da una parte avremmo demotivato i ragazzi e dall’altra avremmo deluso i genitori, che poi ci avrebbero senz’altro contestato il pagamento della retta a fronte di un servizio non percepito.

La scelta della piattaforma Zoom è stata motivata sia dal fatto che sembrava di facile utilizzo, e quindi adatta alle nostre esigenze, sia dal fatto che era gratuita: è sicuramente superfluo sottolineare che nelle scelte il profilo economico per chi dispone di poche risorse appare senz’altro fondamentale e decisivo.

Acquisita quindi la certezza che tutti gli alunni erano nella condizione di connettersi alla piattaforma, naturalmente con un’attenzione particolare nei confronti degli alunni disabili, già dal 10 marzo abbiamo iniziato ad operare tramite la didattica a distanza MANTENENDO IL MEDESIMO ORARIO SCOLASTICO ma con connessioni che prevedevano, ed anche oggi prevedono, una durata massima di quaranta minuti consecutivi sia per la scuola secondaria di primo grado che per i licei .

Per le medie la piattaforma zoom è stata implementata con gli strumenti del registro elettronico e delle mail, tramite i quali avviene lo scambio con i docenti dei compiti e degli elaborati, mentre al liceo, in aggiunta agli strumenti descritti abbiamo anche continuato ad utilizzare la piattaforma EDMODO, da tempo impiegata dai nostri docenti ancora prima della pandemia.

Per quanto poi concerne la scuola primaria abbiamo stabilito orari di lezione plasmandoli in ragione delle esigenze specifiche di ciascuna classe, cercando di capire e contemperare le difficoltà dei genitori e la scarsa autonomia dei più piccoli.

Il minimo comune denominatore, condiviso in modo convinto da tutti i docenti, la regola-base di ogni scelta e di ogni azione che abbiamo posto in essere in questi mesi (e che continuiamo a mantenere )è stato “PRESENZA COSTANTE TUTTI I GIORNI E CONDIVISIONE“, concetti a nostro avviso fondamentali ai fini di un’azione comune, perché è stato da subito chiaro che solamente un’azione condivisa avrebbe potuto rimetterci in gioco, permettendoci così di ripartire. Ma soprattutto era la scelta giusta per sostenere e mantenere impegnati i ragazzi e conservare per loro una forma di NATURALE CONTINUITÀ con il lavoro iniziato a settembre, anche al fine di evitare disorientamento, demotivazioni o addirittura traumi.

L’infanzia si è mossa come ha potuto e, devo dire, whatsApp ci ha soccorso e ci è stato molto utile. In ogni classe, naturalmente insieme con i genitori, abbiamo costituito dei gruppi con le insegnanti e così ogni giorno vengono proposte agli alunni esperienze formative nuove, dove lavoretti, canzoncine e piccole fantasie contribuiscono a stimolare i bambini facendoli così sentire ancora un gruppo . Dal mese di aprile, poi – e non è stato certamente facile – siamo riusciti ad attivare anche per l’infanzia un collegamento settimanale tramite piattaforma zoom al fine di poterci vedere di persona per condividere così momenti e situazioni in tempo reale. La partecipazione, dobbiamo dire, è stata numerosa e chiassosa, ogni bambino voleva “aggiornare” la maestra: chi mostrava i dentini, chi apriva i cassetti, chi gridava “ciao maestre, questo è il mio cane!”, insomma frammenti della loro vita reale.

La didattica a distanza certo non è stata un’impresa facile; per esempio, abbiamo dovuto rimodulare gli obiettivi formativi sulla base delle mutate esigenze, riesaminare le progettazioni definite ed intercettare i disagi offrendo una proposta formativa nuova, costituita e creata ad hoc, una proposta formativa che interpretasse i nuovi bisogni e le nuove priorità di fronte a una situazione di generale emergenza. Tutto questo è stato possibile grazie alla tempestività, la quotidianità (gli interventi si sono sviluppati sistematicamente nel normale orario della mattinata) e alla trasparenza, privilegiando la partecipazione, la qualità dell’interazione e la produzione di materiali didattici specifici.

Abbiamo cercato di far parlare i ragazzi di loro per creare una comunicazione empatica, nella consapevolezza che il Covid per tutti noi rappresenta soprattutto un’emergenza di carattere emotivo e relazionale. Ci siamo posti l’obbiettivo di sollecitare nei ragazzi comportamenti di responsabilità e partecipazione, di stimolare il senso di appartenenza ad una Comunità Educante, quindi qualcosa più ampio della famiglia. Gli insegnanti si sono messi in gioco per creare una DIDATTICA NUOVA che punti sulla relazione nella quale le discipline sono uno strumento, lo sguardo acuto ed intelligente per comprendere la realtà.

Per gli alunni disabili o con bisogni specifici abbiamo cercato di rendere concreto il principio di personalizzazione degli apprendimenti realizzando interventi didattici calibrati sul tipo di bisogno, adattando i materiali, con spiegazioni individuali e soprattutto cercando di coinvolgere nel progetto i genitori.

E non sono mancati dei CORSI DI RECUPERO POMERIDIANI in varie discipline per gli studenti in difficoltà tramite la piattaforma Zoom e per i genitori abbiamo conservato i colloqui con i docenti con l’unico onere di prenotarsi tramite registro elettronico o tramite mail; insomma tra consigli di classe, riunioni tra docenti, formazione, lezioni interattive, tra l’altro …senza messa in piega…, abbiamo trascorso le giornate TUTTI CONNESSI.

Il Covid 19 ha portato con sé morte e disperazione, ha modificato il nostro modo di vivere e sentire , ma certamente non è riuscito a fermare le Scuole Calasanziane, ossia le scuole di chi crede nel valore della scuola.

Dirigente Scolastico: Laura Castella.

Rettore Istituto Calasanzio: P. Mario Saviola.

P.S.- La Pandemia ha certamente modificato il modo di fare scuola inserendo nuovi strumenti, che certamente non sostituiscono il valore della presenza, ma che, se bene utilizzati , possono rappresentare una finestra di collaborazione e aiuto reciproco per l’intero Ordine. È un’occasione importante ed unica per costruire gemellaggi fra scuole, per mettere al servizio le tante competenze dei Padri e dei collaboratori, per scambi culturali.

 

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