Prot.S.193.2020

AGLI EDUCATORI ED EDUCATRICI DELLE SCUOLE PIE

A QUANTI RENDONO POSSIBILE LA MISSIONE SCOLOPICA

 

“Se infatti i fanciulli fin dai primi anni ricevono una seria formazione nella pietà e nelle lettere, è da sperare, senza alcun dubbio, che sarà felice tutto il corso della loro vita” (San Giuseppe Calasanzio)1.

“Il credito delle scuole consiste in avere buoni maestri” (San Giuseppe Calasanzio)2.

 

Dalla Casa Generalizia delle Scuole Pie, dove San Giuseppe Calasanzio ha dato gradualmente forma al suo sogno di un’educazione integrale per tutti i bambini e i giovani, mi rivolgo a tutti voi, educatori di tutte le Scuole Pie, di tutte le nostre Istituzioni Educative e di tutte le piattaforme dalle quali l’Ordine svolge, con voi, la sua missione di evangelizzareeducando.

Vi scrivo questa lettera soprattutto per dirvi GRAZIE. Da settimane ormai viviamo nel mezzo di una difficile pandemia che ha messo alla prova, in modo molto intenso, il nostro impegno per l’educazione e la missione scolopica. Posso dire, con profonda convinzione, e non senza orgoglio, che la risposta scolopica che stiamo dando insieme è degna del fondatore delleScuole Pie. Grazie a tutti!

Tutti voi avete dato un bell’esempio di cosa significhi credere nel progetto per il quale lavorate e a cui dedicate la vostra vita. E mi riferisco agli insegnanti, al personale amministrativo e di servizio, ai catechisti, ai direttori, ai responsabilidelle varie aree educative e pastorali, a tutti. Tutti hanno dato il meglio di sé e continuano a farlo.

Questa è l’identità, e si esprime in modo particolarmente significativo quando le circostanze richiedono risposte nuove eimpegnative. Molte ore di lavoro online, molto tempo trascorso ad ascoltare e accompagnare gli studenti e le famiglieattraverso vari mezzi, incontri e pianificazione per rispondere alle sfide del momento, molto lavoro per preparare lescuole in vista di una ripresa delle attività. Molti di voi hanno dovuto combinare il lavoro professionale di educatori con lacura dei propri figli e il lavoro scolastico. L’elenco delle ragioni per essere grati per tutto quello che avete fatto e continuate a fare sarebbe infinito.

Vorrei accompagnare questo ringraziamento con una semplice condivisione, con tutti voi, di alcune convinzioni che sono emerse chiaramente, tra noi, in mezzo a questa pandemia. Le nominerò brevemente, pensando a voi.

VOCAZIONE. La nostra missione educativa è profondamente vocazionale. Si basa su convinzioni profonde e in comunione con un progetto in cui crediamo. Credo che queste settimane ci abbiano aiutato a rafforzare queste convinzioni, perché abbiamo avuto l’opportunità di fare tutto il possibile per andare avanti in ciò per cui ci sentiamo chiamati. Rinnoviamo la nostra convinzione vocazionale.

RISPOSTA. La missione scolopica è nata come risposta a una sfida: il diritto a un’educazione integrale e di qualità per tutti i bambini e i giovani. In questi giorni, questa componente “impegnativa” della nostra missione ci è stata resa evidente con rinnovata chiarezza. E credo che abbiamo saputo, e stiamo sapendo, rispondere. Cerchiamo di essere sempre consapevoli che i bambini e i giovani ci sfidano.

CORRESPONSABILITA’. Sappiamo tutti che le nostre scuole sono responsabilità di tutti e che ognuno di noi ha una missione da compiere. Ma quando le circostanze sono come quelle che abbiamo vissuto, questa componente di “corresponsabilità” appare  più chiaramente nello spirito di ciascuno di noi. Questa è anche l’identità: sentire e sapereche la scuola in cui lavoro dipende anche da me. Facciamo crescere, giorno dopo giorno, la convinzione che la scuoladipende anche da noi.

LEGAME. L’impossibilità di vederci e di incontrarci ci ha spinto a stabilire nuovi legami. Ad esempio, abbiamo visto come il legame tra la scuola e la famiglia abbia cambiato il suo paradigma, perché i genitori hanno assunto una maggiore vicinanza con l’educazione quotidiana dei loro figli, perché la classe si è trasferita nelle loro case. Cresciamonella convinzione della Missione Condivisa con le famiglie.

INCLUSIONE. Da Roma abbiamo seguito il funzionamento di tutte le nostre scuole. Abbiamo visto i grandi sforzi che tutti hanno compiuto, ma abbiamo anche visto le enormi difficoltà che viviamo in quei luoghi dove non c’è internet, o non ci sono computer o tablet nelle famiglie. Abbiamo visto scuole che hanno operato con whatsapp, per telefono o perradio. E abbiamo visto scuole che hanno dovuto chiudere e bambini che sono rimasti senza lezioni. Questa pandemia ci hacrudelmente messo davanti la sfida che commosse il Calasanzio. Il diritto a un’istruzione completa e di qualità per tutti è ancora in sospeso. E in alcuni luoghi c’è stato un retrocesso. Rinnoviamo il nostro impegno in questa lotta permanente.

TESTIMONIANZA. La nostra proposta educativa è sostenuta e resa credibile attraverso la testimonianza e l’autenticità degli educatori. Questa pandemia deve aiutare tutti noi a rinnovare il nostro impegno a diventare gli educatoridi cui i bambini hanno bisogno. Abbiamo imparato che dobbiamo continuare ad imparare, che non siamo maicompletamente preparati, che gli studenti ci chiedono e hanno bisogno di più da noi. Impegniamoci e continuiamo acrescere come persone e come educatori.

LEADERSHIP. Vorrei dedicare qualche parola alle persone che hanno assunto la guida delle nostre istituzioni. Laleadership di cui abbiamo bisogno diventa più chiara quando il momento è avverso, quando il vento è contro di noi. Voglio ringraziare pubblicamente le persone e le equipe che si assumono la responsabilità di far funzionare il tutto. Tutti noi dobbiamo loro molto. Vi invito a esprimere la vostra gratitudine e il vostro apprezzamento.

FEDE. La nostra missione, che svolgiamo nelle nostre scuole e in tante piattaforme diverse, viene direttamente dalVangelo di Gesù. Per questo è un carisma. Il carisma è un aspetto centrale del Vangelo, che diventa progetto, impegno ecomunità. Per questo voglio invitarvi a rinnovare la vostra fede, a continuare a confidare nell’amore di Dio, che è preferenziale per i bambini e i poveri. La fede ci ricorda che, anche se siamo piccoli, c’è un Dio che è Padre. Ricordarlo e viverlo ci fa molto bene. Ed educare i bambini e i giovani in questa esperienza dà loro ciò di cui hanno più bisogno per laloro vita, ed è una missione straordinaria. Vi invito a rinnovare il vostro desiderio di crescere nella fede.

CONTINUIAMO AD ANDARE AVANTI. Concludo questa lettera con questa proposta: dobbiamo continuare il nostro lavoro e la nostra missione. Ma facciamolo con la consapevolezza delle nuove sfide che stanno emergendo tra di noi.

  1. Ci sono alcune cose che non cambieranno mai nelle Scuole Pie. Non c’è nessun virus in grado di Parlo della passione per la missione, della vicinanza agli studenti, dell’annuncio del Vangelo, dell’impegno per la qualità in tutto ciò che facciamo, del Movimento Calasanzio, della Missione Condivisa, della crescita dell’identità. Crediamo in un’educazione sostenuta da un rapporto educativo che non si accontenta di essere virtuale, ma autentico. Per andare avanti, è il momento di rinnovare la nostra convinzione e il nostro impegno per ciò che definisce la nostra proposta educativa.
  2. Ma ci sono cose che sì cambieranno, o che sembrano sfide ‘nuove’. Ne cito alcune: il patto educativo globale proposto da Papa Francesco, che implica l’impegno all’alleanza tra tutte le persone e le istituzioni che credono nell’educazione per cambiare questa società; la chiamata all’educazione nella cura della casa comune; l’educazione ai valori di una vita umanamente sostenibile; l’asse portante della pace, della solidarietà, dell’ecologia e del diritto all’educazione; il valore e le opportunità dell’educazione e della cura pastorale in rete e nella rete; la verifica del valore della qualità nella sua capacità di rispondere alla povertà e alla situazione di esclusione,
  3. E ci sono sfide che vorremmo cercare di superare. Tra queste, la crisi economica che stiamo già vivendoe che renderà più difficile la nostra vita e la nostra missione    in vari modi; l’imparare a vivere in modo diverso, con altri tipi di relazioni e di assistenza sanitaria; la sfida di accompagnare le persone, perché il logorio subito non è stato poco; la sfida di aiutare i nostri bambini e i nostri giovani ad esprimere ciò che hanno vissuto e imparato, ecc.
  4. E c’è un riferimento centrale: il Ha dato vita a una nuova scuola, centrata sull’alunno, integrale, popolare, alla ricerca di innovazione, ispirata al Vangelo, basata su educatori identificati, con un progetto chiaro, con una vocazione alla trasformazione personale e sociale, e cercando di offrire agli studenti il tesoro    che era il suo centro e il suo asse portante: c’è una nuova vita, un nuovo uomo e una nuova donna, che possiamo e dobbiamo costruire, perché è il desiderio e la volontà di Dio per noi. Questo era il Calasanzio.

Non voglio mancare di menzionare la stupenda testimonianza delle comunità religiose scolopiche, che sono state ben presenti durante tutto questo processo, così come la Fraternità. La fede e l’Eucaristia sono state celebrate online; ci sono state preghiere e celebrazioni; ci sono state molte ore di ascolto e di accompagnamento; il Movimento Calasanzio ha continuato a incontrarsi settimanalmente; ci sono state molte esperienze di catechesi attraverso internet; abbiamo seguito e sofferto la situazione di ciascuno dei nostri educatori e delle loro famiglie, ecc.

In modo particolare, abbiamo pregato e continuiamo a pregare per coloro che ci hanno lasciato: Scolopi, educatori, parentidei nostri educatori, persone conosciute e amate. Ci sentiamo vicini a chi è malato o in difficoltà.

GRAZIE per tutto ciò che fate e vivete. Auguro a voi e alle vostre famiglie ogni bene, e rinnovo l’impegno delle Scuole Pie di andare avanti con tutte le nostre scuole, con tutte le nostre piattaforme di missione, con tutte le nostre convinzioni, nella certezza che le condividiate e le sosteniate.

Ricevete un abbraccio fraterno. Dio, nostro Padre, vi benedica.

 

P. Francesc Mulet Sch. P.

Segretario Generale

P. Pedro Aguado Sch. P.

Padre Generale

Roma, 22 maggio 2020


1Costituzioni dell’Ordine delle Scuole Pie, 5.

2 San Giuseppe Calasanzio. Opera Omnia. Vol. 1, pagina 93. Anno 1620.

Este sitio web utiliza cookies para que usted tenga la mejor experiencia de usuario. Si continúa navegando está dando su consentimiento para la aceptación de las mencionadas cookies y la aceptación de nuestra política de cookies, pinche el enlace para mayor información. ACEPTAR

Aviso de cookies