{"id":100868,"date":"2023-12-31T09:47:04","date_gmt":"2023-12-31T08:47:04","guid":{"rendered":"https:\/\/scolopi.org\/como-cuidas-tu-vocacion\/"},"modified":"2023-12-31T09:51:00","modified_gmt":"2023-12-31T08:51:00","slug":"come-ti-prendi-cura-della-tua-vocazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scolopi.org\/it\/come-ti-prendi-cura-della-tua-vocazione\/","title":{"rendered":"Come ti prendi cura della tua vocazione?"},"content":{"rendered":"[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;3_4,1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;3_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.3&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]\n<p style=\"font-weight: 400;\">La domanda posta all\u2019inizio di questa lettera fraterna presuppone qualcosa di molto importante: ci\u00f2 che non viene curato, si deteriora. Questo si pu\u00f2 dire non solo delle cose materiali o delle relazioni interpersonali, ma anche degli aspetti spirituali e, naturalmente, della propria vocazione, del tesoro immeritato che ognuno di noi porta con s\u00e9 in <em>vasi di argilla<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><em>.<\/em>\u00a0 Ricordo con affetto P. Jaume Pallarolas che, durante il suo mandato di provinciale, era di solito regalare un vaso di argilla ad ogni giovane che emetteva i voti solenni, per ricordargli che l&#8217;impegno che stava assumendo era pi\u00f9 grande di lui e che doveva prendersene cura giorno per giorno, con coraggio e fedelt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Continuo a svolgere la visita canonica dei religiosi giovani adulti dell&#8217;Ordine e vorrei condividere con voi una semplice riflessione legata a una delle domande fondamentali che pongo a ciascuno di loro nei dialoghi personali: <em>come ti prendi cura della tua vocazione? La nostra <\/em>autenticit\u00e0 vocazionale dipende in larga misura dalla risposta che ciascuno di noi d\u00e0 a questa domanda.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella tradizione cristiana c&#8217;\u00e8 una parola che rappresenta molto bene l&#8217;importanza della cura delle vocazioni: <em>vigilanza<\/em>. Papa Francesco vi ha fatto riferimento in una delle sue catechesi settimanali<a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> . Il contenuto di questa catechesi \u00e8 altamente importante per tutti noi, ed \u00e8 bene rifletterci attentamente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Francesco riflette su una breve parabola di Ges\u00f9 (Mt 12, 43-45) e si riferisce a un padrone di casa negligente che, essendo assente, permette a vari <em>spiriti maligni di <\/em>prendere possesso della sua casa. \u00c8 una parabola sulla vigilanza, sull&#8217;attenzione al proprio cuore, sulla cura della risposta, senza dubbio generosa, che tutti noi desideriamo dare alla chiamata del Signore. Mi piace soprattutto la riflessione del Papa sulla necessit\u00e0 di essere attenti ai &#8220;<em>diavoli educati, che entrano in casa tua senza che tu te ne accorga, mascherati<\/em>&#8220;.\u00a0<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vorrei dedicare questa lettera a questi &#8220;diavoli educati&#8221; che dobbiamo scoprire e su cui dobbiamo lavorare. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che la mondanit\u00e0 spirituale sia il principale di tutti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La mondanit\u00e0, che consiste nel vivere secondo lo &#8220;spirito del mondo&#8221;, assume diverse forme e molte di esse passano inosservate. E a poco a poco fa il suo lavoro, che consiste essenzialmente nel trasformarci in &#8220;un altro&#8221;, togliendoci tutto ci\u00f2 che la nostra vocazione ha di alternativo, di segno e di orizzonte. Entriamo in questo &#8220;diavolo educato e cortese&#8221; e diamo un nome ad alcune delle sue manifestazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Conformismo spirituale<\/strong>. \u00c8 l&#8217;atteggiamento del servo che ha sotterrato il talento ricevuto e non lo ha fatto crescere e fruttificare. La tentazione del conformismo spirituale \u00e8 molto forte e persistente, e si manifesta in molti modi: l&#8217;assenza di cura per la preghiera, la trascuratezza del lavoro interiore, la mancanza di attenzione alle sfide e alle sofferenze dei fratelli, la disconnessione con la vita della comunit\u00e0 e della Chiesa, poca lettura e riflessione, ecc. Ci sono molte manifestazioni di questo conformismo spirituale, che trasforma i cristiani, e anche i religiosi, in persone e comunit\u00e0 irrilevanti, anche se possono sembrare applaudite e apprezzate.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>L&#8217;individualismo<\/strong>, che ha le sue radici in parte nell&#8217;egoismo e in parte nel narcisismo insito nella condizione umana. L&#8217;individualismo, che indebolisce la comunit\u00e0, a volte \u00e8 mascherato da dedizione, lavoro e sforzo personale. Ma sotto di esso c&#8217;\u00e8, in molte occasioni, la ricerca della propria fama, del proprio benessere, della propria stima. E questo indebolisce radicalmente una vocazione come la nostra, che si basa sull&#8217;esperienza della comunit\u00e0 e sulla costruzione di spazi fraterni in cui possiamo camminare tutti insieme, condividendo i nostri doni individuali per il bene di tutti. L&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 uno dei migliori antidoti contro questo diavolo educato che vuole intrappolarci tutti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Lamentele costanti<\/strong>. L&#8217;atteggiamento permanente di lamentela, critica, lamentela di fronte a ci\u00f2 che vediamo che non ci piace, generalmente accompagnato da una mancanza di impegno nell&#8217;offrire un&#8217;alternativa o una proposta, o una mancanza di realismo che ci impedisce di vedere che spesso non ci sono altre possibilit\u00e0 migliori per portare avanti il progetto comune. Una volta ho sentito un vescovo dire che sarebbe bene dare forma a un &#8220;nuovo voto religioso, quello di non lamentarsi, di puntare alla costruzione&#8221;. Tutti noi ci rallegriamo degli atteggiamenti positivi e fiduciosi, che sono portatori di proposte e di speranza. Sono questi che trasformano le critiche in contributi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;<strong>orgoglio apostolico<\/strong>, tipico di coloro che pensano che i &#8220;successi pastorali&#8221; siano loro e che causa una terribile cecit\u00e0: dimenticare che siamo semplicemente &#8220;servi inutili&#8221; e che l&#8217;unico padrone della missione \u00e8 il Signore, che la affida alla Chiesa e questo all&#8217;Ordine, e non alla persona concreta, che \u00e8 semplicemente al servizio di questa missione. \u00c8 bene essere felici perch\u00e9 le cose vanno bene, le scuole funzionano, il Movimento Calasanzio cresce o perch\u00e9 abbiamo vocazioni. Ma quando questo provoca orgoglio o soddisfazione inconscia della propria fragilit\u00e0, diventa una via sicura che porta all&#8217;incoerenza del progetto. Abbiamo molti esempi di questa tentazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>L&#8217;incoscienza <\/strong>nelle relazioni e nella nostra presenza pubblica, che ci porta a banalizzare ci\u00f2 che siamo e a renderlo &#8220;normale&#8221;. A volte sono sorpreso da alcuni post pubblicati da persone religiose sui social network, o da alcuni modi in cui utilizziamo il nostro tempo libero, o dalle relazioni poco attente che intratteniamo, senza renderci conto che stiamo mettendo a rischio lo stile di vita che abbiamo assunto. Gli ambienti che frequentiamo, l&#8217;immagine pubblica che assumiamo e il tipo di relazioni che coltiviamo spesso indicano dove si trova il nostro cuore o il livello della nostra distrazione. E mentre a volte riceviamo applausi o il numero di &#8216;mi piace&#8217; aumenta, rimaniamo tranquilli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Superficialit\u00e0 illetterata<\/strong>. Ammiriamo le persone che leggono e si istruiscono, ma non le imitiamo. E quando questo accade, diventiamo gradualmente persone con poca riflessione e scarsa capacit\u00e0 di comprendere il mondo che ci circonda, i suoi movimenti e le sue ragioni. \u00c8 vero che in alcune fasi della vita non abbiamo molto tempo per leggere, ma questo non significa che non possiamo farlo. Credo che questa sia una delle tentazioni che si possono combattere bene nella vita comunitaria, offrendo e condividendo opzioni di formazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Autoinganno<\/strong>. \u00c8 una delle forme pi\u00f9 sofisticate di mondanit\u00e0. Inganniamo noi stessi, dandoci delle ragioni per giustificare o rimandare le decisioni che sappiamo di dover prendere. \u00c8 una dinamica che non \u00e8 facile da smascherare, perch\u00e9 tutti tendiamo a giustificare ci\u00f2 che facciamo o a minimizzare le difficolt\u00e0 o le contraddizioni. Ecco perch\u00e9 \u00e8 bene essere vigili.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La <strong>cultura dell&#8217;effimero<\/strong>, dell&#8217;apparenza, dell&#8217;apparire bene. La cultura del &#8220;tutto va bene&#8221;, che pu\u00f2 portarci a perdere di vista il fatto che la fede in Ges\u00f9 e la vocazione cristiana non si basano su queste dinamiche, ma sulla fedelt\u00e0 coerente di coloro che costruiscono la loro vita sulla roccia. \u00a0<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La vigilanza spirituale consiste nel custodire il proprio cuore, essere consapevoli di se stessi. Non \u00e8 un compito facile. Non \u00e8 facile perch\u00e9 dobbiamo riconoscere che non possiamo farlo da soli e che abbiamo bisogno dell&#8217;aiuto degli altri e dell&#8217;amore di Dio, che spesso si manifesta in esperienze non facili, ma che portano i semi del cambiamento personale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non sono molte le parabole spiegate da Ges\u00f9 stesso. Ho sempre pensato che quando Ges\u00f9 spiega una parabola, lo fa perch\u00e9 vuole assicurarsi che comprendiamo la forza del suo messaggio. Una di queste &#8216;parabole spiegate&#8217; &#8211; e in dettaglio &#8211; \u00e8 quella del seminatore. I semi cadono lungo la strada, tra le pietre, tra i rovi o su un buon terreno. Il motivo per cui il seme che cade tra i rovi non porta frutto \u00e8 molto significativo: le <em>preoccupazioni del mondo<\/em>. Cio\u00e8, la mondanit\u00e0. \u00c8 abbastanza chiaro&#8230;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il secondo seme non porta frutto perch\u00e9 manca di radici. Penso che il contrario sia vero per la mondanit\u00e0: ha radici profonde, molto profonde, ed \u00e8 per questo che \u00e8 difficile da sradicare. Come possiamo sradicare la mondanit\u00e0? Come possiamo avanzare in questa entusiasmante lotta spirituale? Penso che sia giusto parlare di una &#8220;lotta spirituale&#8221;\u2026<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Calasanzio dedica un capitolo delle sue Costituzioni a ci\u00f2 che chiama &#8220;distacco dal mondo&#8221;. Credo che la cosa pi\u00f9 significativa di questo capitolo sia il suo inizio, i numeri 33 e 34. \u00c8 la &#8220;porta d&#8217;ingresso&#8221; della sua riflessione sulla &#8220;lotta contro la mondanit\u00e0&#8221;. Ci\u00f2 che il Calasanzio afferma in questi paragrafi \u00e8 che &#8220;<em>ogni anima fedele che desidera ricavare dal nostro Istituto i frutti pi\u00f9 abbondanti, \u2026attaccandosi a Cristo Signore per il quale unicamente si sforzi di vivere e di piacergli&#8221;<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><em> . <\/em>Il fondatore elenca poi alcuni atteggiamenti e pratiche tipiche della mentalit\u00e0 del suo tempo. Ma chiarisce il suo impegno: \u201c<em>Cercate<\/em> <em>di non guardarvi indietro dopo aver arato con la mano. Metta da parte gli affari di questo mondo e le preoccupazioni meramente secolari&#8221;<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><em><strong>[4]<\/strong><\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Credo che l&#8217;intuizione del Calasanzio punti alla radice, alla chiave della lotta per superare la mondanit\u00e0: la centralit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo nella vita di ognuno di noi. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che il processo di identificazione con Cristo, se \u00e8 onesto e sincero, se \u00e8 vissuto consapevolmente, se \u00e8 autenticamente desiderato, porter\u00e0 gradualmente a quell'&#8221;<em>essere nel mondo senza essere del mondo<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>&#8220;, che \u00e8 la vera proposta di Ges\u00f9 per ogni cristiano e che noi scolopi siamo chiamati ad assumere con certezza. Questa \u00e8 la chiave per superare la mondanit\u00e0, e non si impara facilmente. Non proteggiamo la nostra vocazione isolandoci dalla realt\u00e0, n\u00e9 la proteggiamo annullando il suo contributo alternativo. La faremo crescere solo se avremo chiaro il centro e, da quel centro, faremo le nostre scelte e condivideremo le nostre decisioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo processo non \u00e8 certamente facile. Il Calasanzio lo ha gi\u00e0 scoperto nella sua vita, ed \u00e8 per questo che ha affermato che \u00e8 bene &#8220;<em>aver lasciato il mondo, ma \u00e8 meglio vivere in modo tale che il mondo ti <\/em>disprezzi&#8221;<a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> .<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Imparo molto dalle risposte che i giovani scolopi danno alla mia domanda: come ti prendi cura della tua vocazione? Quello che vedo \u00e8 una ricerca onesta della fedelt\u00e0 attraverso la vita quotidiana vissuta con una crescente consapevolezza della piccolezza e della conversione. Appaiono mediazioni ordinarie che non sono nuove, ma sono efficaci: la preghiera personale, il servizio umile nei compiti della comunit\u00e0, la vita di povert\u00e0, il dialogo formativo, la meditazione, il lavoro impegnativo, la responsabilit\u00e0 nei propri compiti, il lavoro per conoscere meglio il Calasanzio, la lotta contro lo scoraggiamento dovuto ai fallimenti o all&#8217;indifferenza, la dedizione ai bambini, lo sforzo di non cercare se stessi, ecc.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Credo che tutte queste semplici mediazioni di fedelt\u00e0 vocazionale ci avvicinino all&#8217;esigente ideale proposto dal Calasanzio, l&#8217;espressione pi\u00f9 chiara di ci\u00f2 che significa prendersi cura della vocazione: &#8220;<em>Non hai dato nulla a Cristo se non gli hai dato tutto il tuo cuore<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> &#8220;. E per questo, non c&#8217;\u00e8 altra strada che quella del giorno per giorno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un abbraccio fraterno<\/p>\n<p>P. Pedro Aguado Sch.P.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Padre Generale<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> IICor 4, 7<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Francesco. Catechesi all&#8217;Udienza Generale del 14 dicembre 2022<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> San Giuseppe CALASANZIO. Costituzioni della Congregazione Paolina dei Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie, numeri 33 e 34.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> San Giuseppe CALASANZIO. Costituzioni della Congregazione Paolina dei Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie, numero 35.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Gv 15, 19<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> San Giuseppe di CALASANZ. Opera Omnia, volume 10, pagina 394.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/9B935307-FD7E-440C-9EA6-E9856F284379#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> San Giuseppe di CALASANZ. Opera Omnia, volume 10, pagina 394.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_button button_url=&#8221;https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/salutatio-202401-en-feb-ita.pdf&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; button_text=&#8221;Scarica la lettera \/ pdf&#8221; _builder_version=&#8221;4.23.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_button=&#8221;on&#8221; button_text_color=&#8221;#0C71C3&#8243; button_border_color=&#8221;#0C71C3&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_button][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La domanda posta all&rsquo;inizio di questa lettera fraterna presuppone qualcosa di molto importante: ci&ograve; che non viene curato, si deteriora. 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