{"id":102929,"date":"2024-02-29T20:59:58","date_gmt":"2024-02-29T19:59:58","guid":{"rendered":"https:\/\/scolopi.org\/?p=102929"},"modified":"2024-02-29T21:00:03","modified_gmt":"2024-02-29T20:00:03","slug":"io-infatti-conosco-i-progetti-che-ho-fatto-a-vostro-riguardo-per-concedervi-un-futuro-pieno-di-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scolopi.org\/it\/io-infatti-conosco-i-progetti-che-ho-fatto-a-vostro-riguardo-per-concedervi-un-futuro-pieno-di-speranza\/","title":{"rendered":"&#8220;Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo\u2026 per concedervi un futuro pieno di speranza\u201d."},"content":{"rendered":"[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;3_4,1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;3_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.4&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]\n<p style=\"font-weight: 400;\">Intitolo questa lettera fraterna con l&#8217;annuncio centrale che il profeta Geremia invia al suo popolo, esiliato a Babilonia. Il profeta annuncia che Dio ha dei piani per il suo popolo, e sono piani di pace, portatori di speranza<a href=\"applewebdata:\/\/5205CAD8-54BE-4561-BFCC-CA7343516AF3#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> . Dio annuncia la speranza a un popolo esiliato, in mezzo alla sofferenza, attraverso Geremia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ho deciso di scrivere questa lettera perch\u00e9 credo che la speranza sia, forse, l&#8217;annuncio di cui il nostro mondo, le nostre societ\u00e0, la nostra Chiesa, i nostri bambini e giovani hanno pi\u00f9 bisogno. E, \u00e8 bene ammetterlo, anche noi scolopi abbiamo bisogno di proclamare la speranza a noi stessi. Sebbene sia pubblicata a marzo, questa lettera \u00e8 stata scritta in Avvento, un tempo di trepidante attesa di Colui che verr\u00e0 per rimanere, per sempre, in mezzo a noi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quando guardiamo il nostro mondo, \u00e8 facile essere tentati dalla disperazione. Vediamo guerre, violenze ingiustificate, anche contro i bambini, movimenti migratori che vengono fraintesi e trattati senza solidariet\u00e0. Vediamo anche leggi disumane, la brama di potere e di ricchezza, l&#8217;ingiusta disuguaglianza. Assistiamo al degrado della nostra casa comune, senza che le autorit\u00e0 pubbliche se ne preoccupino troppo. Quando guardiamo i nostri bambini e giovani, sentiamo la sfida di nutrire la loro gioia, i loro sogni, i loro desideri per un mondo migliore, spesso interrotti da una crisi di significato, una crisi del futuro, una crisi di fede.\u00a0 L&#8217;elenco delle sfide umane che stiamo affrontando e che giustificano un sentimento di scoraggiamento sarebbe infinito. Anche questo \u00e8 un sentimento umano. E dobbiamo rispettarlo e accoglierlo come una chiamata alla nostra vocazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tuttavia, credo che ci\u00f2 di cui il nostro mondo ha bisogno, pi\u00f9 che mai, sia una <em>profezia di speranza<\/em>. Il profeta, come sappiamo, ha una missione composta da due dimensioni inseparabili: <em>rivelare il presente e proporre il futuro<\/em>. Ed entrambi dal punto di vista di Dio. Questa \u00e8 la missione del profeta Geremia, splendidamente espressa nel messaggio che invia &#8211; in nome di Dio &#8211; agli esuli di Babilonia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Come avranno ricevuto queste persone questo annuncio di speranza? Come possiamo annunciare la speranza ai nostri giovani, alle nostre famiglie, ai nostri figli, ai nostri fratelli e sorelle, alla nostra Chiesa, alle nostre societ\u00e0? Quale contributo di speranza possiamo e dobbiamo dare noi, come figli e figlie del Calasanzio, in questo mondo in cui viviamo? Credo che ci troviamo di fronte a una riflessione importante, che dobbiamo approfondire. Vorrei farlo da tre punti di vista: quello della <strong>fede<\/strong>, quello dell&#8217;<strong>educazione <\/strong>e quello della <strong>nostra vita quotidiana<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Per una persona di fede<\/strong>, per un Ordine religioso, le situazioni buie non devono oscurare la speranza. La speranza \u00e8 una virt\u00f9 teologica, viene da Dio. Non \u00e8 la stessa cosa dell&#8217;ottimismo, che \u00e8 semplicemente uno stato d&#8217;animo. Stiamo parlando di speranza. Ci sono molti esempi che possono aiutarci a capire che la speranza esista e cresca, anche in situazioni difficili. Mi ha sempre fatto riflettere ci\u00f2 che ha fatto San Giovanni della Croce: ha scritto il suo Cantico Spirituale nell&#8217;oscurit\u00e0 della prigione, o che ha fatto Santa Teresa, che ha scritto il suo libro \u201c<em>Las moradas o el castillo interior<\/em>\u201d nel bel mezzo della persecuzione. Il contenuto di alcune lettere di Paolo, scritte in prigione e in mezzo a persecuzioni e difficolt\u00e0, \u00e8 impressionante. Mi ha sempre fatto pensare il fatto che il Calasanzio, nel bel mezzo della crisi delle Scuole Pie, abbia invitato gli scolopi a rimanere uniti e gioiosi, confidando in Dio e lavorando per i bambini.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le persone di fede non aspettano semplicemente tempi migliori. No. Oggi \u00e8 il giorno. Oggi \u00e8 il momento di lavorare per un nuovo mondo. Mi \u00e8 sempre piaciuta questa definizione di fede nello Spirito Santo: <em>credere nella fecondit\u00e0 del presente<\/em>. \u00c8 nel presente che lo Spirito Santo agisce. Questa \u00e8 la nostra fede. A Martin Luther King, uno dei pi\u00f9 forti profeti di speranza, portatore del sogno di un mondo nuovo, viene attribuita questa frase significativa: \u201c<em>Anche se sapessi che il mondo finir\u00e0 domani, oggi pianterei, comunque, un albero&#8221;<\/em>. Il presente in cui viviamo \u00e8 il luogo della speranza; e in questo presente siamo chiamati, per fede, a cercare e generare segni di vita e di speranza. Questa \u00e8 la nostra missione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La speranza \u00e8 figlia della fede. E le persone di fede, se la loro fede \u00e8 autentica, sono portatrici di speranza. Sono certo che un mondo in rovina pu\u00f2 essere sostenuto solo da gruppi di fede, da persone che confidano in Dio e che sanno di essere portatori di una promessa. Queste persone emergono con forza in mezzo al nostro mondo e generano risposte vitali. In quella Roma dilaniata dall&#8217;ingiustizia sociale, dalle malattie e dalla povert\u00e0, un uomo di fede ha dato vita a una risposta di speranza: le Scuole Pie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Passo al secondo punto della mia lettera: l&#8217;<strong>educazione alla speranza<\/strong>. L&#8217;educazione guarda sempre al futuro. Sempre. Cerchiamo di preparare i nostri studenti a un mondo che non esiste ancora, ma che devono creare e costruire. Come possiamo farlo? Non ho intenzione di scrivere un trattato educativo sulla speranza. Mi limiter\u00f2 a citare ci\u00f2 che sappiamo fare, ci\u00f2 che sappiamo che funziona e ci\u00f2 che non possiamo dimenticare. Si tratta di alcuni dinamismi educativi che sono radicati nella nostra tradizione e nelle nostre scuole e che ritengo debbano essere sistematicamente rafforzati. Permettetemi di citarne brevemente alcuni:<\/p>\n<ol>\n<li>Un&#8217;educazione alla fede, che aiuta i nostri giovani a guardare oltre se stessi e il loro &#8211; a volte &#8211; piccolo mondo, aiutandoli a scoprire e sperimentare che Dio si fida di loro, che Dio conta su di loro e che \u00e8 degno di fede. La fede apre gli orizzonti e li porta alla pienezza. Provoca audacia e pazienza, come nel Calasanzio.<\/li>\n<li>Un&#8217;educazione al sentimento di fraternit\u00e0, alla cosiddetta \u201ccittadinanza globale\u201d, che offre ai nostri studenti la prospettiva di un mondo diverso, un mondo che possono trasformare. Un&#8217;educazione che permetta loro di sperimentare e comprendere il valore della solidariet\u00e0, dell&#8217;impegno e della fraternit\u00e0. Un&#8217;educazione toccata dall&#8217;esperienza dell&#8217;altro, del diverso.<\/li>\n<li>Un processo educativo in cui si sentono ascoltati, accompagnati e guariti nelle loro ferite e delusioni, in cui gli educatori scolopi puntano davvero su di loro e sul loro futuro. Un processo che provoca domande e li incoraggia a trovare risposte.<\/li>\n<li>Un&#8217;educazione vocazionale, in cui possiamo offrire agli studenti orizzonti di vita pi\u00f9 ampi, non chiusi in schemi sociali o curricolari. Un&#8217;educazione che provoca crescita, opzioni e progetti di vita, e che alimenta questi progetti da una coscienza di umanit\u00e0.<\/li>\n<li>Un&#8217;educazione olistica, che cerca di far crescere ogni studente in tutte le dimensioni, compresa la fiducia nella vita e in un mondo diverso.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sappiamo che il mondo pu\u00f2 essere cambiato, ma solo attraverso l&#8217;educazione. Rinnoviamo il nostro impegno in tal senso e andiamo avanti. Promuoviamo tutte le dinamiche che possono portare a questo tipo di educazione, dalle scuole a tempo pieno e da altre piattaforme educative diverse, tutte calasanziane.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vengo a un terzo e ultimo aspetto a cui voglio fare riferimento in questa semplice riflessione sulla speranza. <strong>Noi scolopi siamo persone di speranza, portatori di speranza<\/strong>, <strong>generatori di speranza<\/strong>? Quando guardiamo l&#8217;Ordine e contempliamo la vita e la missione scolopica nel mondo, proviamo gioia, proviamo speranza? Voglio contribuire a rispondere a questa domanda offrendovi alcuni segni di vita e di speranza che vedo nelle Scuole Pie, e che \u00e8 bene nominare e per cui \u00e8 bene ringraziare.<\/p>\n<ol>\n<li>L&#8217;impegno quotidiano per le nostre scuole, in tutte le situazioni. Non \u00e8 mai stato facile sostenere le scuole, e non lo \u00e8 nemmeno adesso. Ma se c&#8217;\u00e8 una cosa chiara quando guardiamo l&#8217;Ordine, \u00e8 il lavoro formidabile che viene fatto ovunque per mantenerle aperte e piene di studenti. Pensiamo a tutte le sfide che stiamo superando: situazioni sociali e politiche avverse, legislazione restrittiva, mancanza di sostegno da parte dello Stato, difficolt\u00e0 dovute al calo del tasso di natalit\u00e0 e, di conseguenza, del numero di studenti, ecc. Ma questo non \u00e8 nuovo nella nostra storia; abbiamo molta esperienza nella lotta per le nostre scuole. Dobbiamo continuare.<\/li>\n<li>E insieme alle scuole, e spesso da esse, l&#8217;enorme sforzo di creativit\u00e0 missionaria che facciamo, creando piattaforme educative diverse e plurali per rispondere a realt\u00e0 molto diverse. Mi piace citare ci\u00f2 che ho visto: scuole in quartieri allagati, in tende o sotto un albero frondoso; il Movimento Calasanzio nei quattro continenti; progetti pastorali diversi e ricchi; resistere ed educare in Paesi con dittature; collegi che rendono possibile la <em>scuola per tutti<\/em>; scuole con il 90% di musulmani o scintoisti; progetti di seconda opportunit\u00e0; appartamenti per giovani sotto tutela; case per bambini di strada; scuole sportive; scuole che si trasformano nel pomeriggio per offrire una formazione completa agli immigrati; appartamenti di accoglienza; progetti di integrazione per gli immigrati in arrivo; campi estivi; tutoraggio e accompagnamento; scuola dei compiti; scuole per famiglie; scuole per insegnanti; ricerca incessante sull&#8217;innovazione educativa; formazione per volontari e monitori; cattedre di riflessione pedagogica; pubblicazioni; partecipazione alla ricostruzione del Patto Educativo Globale; formazione sui diritti dei bambini; scuole di pace; biblioteche; preghiera continua; formazione al dialogo interreligioso; lavoro con i giovani nelle carceri; lavoro con i tossicodipendenti; programmi per proteggere i bambini dagli abusi; la semplice presenza in una baraccopoli; scuole consolidate che cercano di offrire proposte rinnovate sempre basate sulla chiave di un&#8217;educazione integrale e di qualit\u00e0&#8230;. e molte altre cose che sono risposte sincere e oneste al progetto Calasanzio. Continuiamo a rispondere&#8230;.<\/li>\n<li>La testimonianza dei nostri anziani, portatori di speranza. L&#8217;anziano che continua a incoraggiare e a sperare, non limitandosi a ricordare i tempi passati, \u00e8 un segno di profonda speranza per il giovane religioso che cerca di vivere la sua vita scolopica con autenticit\u00e0. La fedelt\u00e0 degli scolopi inviati in Paesi particolarmente difficili per la missione, e che continuano in essa sapendo che Dio la benedir\u00e0 a tempo debito. Penso, ad esempio, al Giappone. La fedelt\u00e0 gioiosa e positiva degli anziani \u00e8 una delle maggiori necessit\u00e0 dei giovani. E loro ne sono profondamente grati.<\/li>\n<li>La numerosa risposta vocazionale di giovani che desiderano seguire il cammino del Calasanzio e che crescono nelle nostre case di formazione con una visione sempre pi\u00f9 universale e &#8216;in uscita&#8217;. \u00c8 vero che la realt\u00e0 \u00e8 molto diversa a seconda dei contesti dei continenti, ma l&#8217;Ordine continua ad avere vocazioni, e queste sono buone e numerose.<\/li>\n<li>Lo sforzo delle Fraternit\u00e0 scolopiche di consolidarsi, crescere e vivere nella fedelt\u00e0 calasanziana, cos\u00ec come il loro profondo desiderio di condividere la missione scolopiche da diverse opzioni e strutture, forse Itaka-Escolapios \u00e8 la pi\u00f9 sviluppata.<\/li>\n<li>Nuove fondazioni e presenze, promosse in tutte le demarcazioni, in vari modi e forme, comprese fondazioni in nuovi Paesi dove cerchiamo semplicemente di servire, come abbiamo sempre fatto.<\/li>\n<li>La vita quotidiana delle nostre comunit\u00e0, di coloro che si sforzano di vivere con semplicit\u00e0 e autenticit\u00e0 lo stile di vita che abbiamo assunto con la nostra professione. La vita quotidiana \u00e8 sempre un crogiolo di vita e di speranza.<\/li>\n<li>Non mi sfugge che a volte visito comunit\u00e0 e presenze in cui gli scolopi non sono visti come speranzosi. Una delle ragioni di questa mancanza di speranza \u00e8 talvolta la mancanza di vocazioni. Altre volte, i disaccordi con le opzioni o gli orientamenti. Il disaccordo \u00e8 una cosa, la mancanza di speranza \u00e8 un&#8217;altra. Se manca la speranza, manca anche la fede. Solo attraverso la fede si rafforza la speranza. Non dimentichiamolo mai.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Recentemente ho incontrato uno scolopio che si dedica alla formazione, in uno Studentato piuttosto grande. Mi ha detto di avere tanta speranza quanta preoccupazione. Ho capito perfettamente questa affermazione, che credo che anche il Calasanzio stesso sottoscriverebbe. La speranza non \u00e8 ingenua, ma realistica. Possiamo vivere una speranza profondamente realistica? Sembra un ossimoro, ma non lo \u00e8: realismo e speranza non sono dinamiche opposte. Al contrario. La speranza ci lancia a trasformare la realt\u00e0, e la realt\u00e0 ci chiede di illuminarla con progetti e orizzonti di rinnovamento. Siamo persone di speranza se lavoriamo giorno per giorno per fare le cose bene e per dare risposte nuove e rinnovate, certi che sia la volont\u00e0 di Dio a lavorare per il bene e la felicit\u00e0 delle persone.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vorrei concludere questa lettera invitandovi a pregare, chiedendo al Signore di essere sempre persone di speranza. La preghiera \u00e8 sempre situata tra la realt\u00e0 e ci\u00f2 che speriamo. Pregare \u00e8 sperare, perch\u00e9 \u00e8 confidare in Colui che pu\u00f2 fare tutto. Ci insegni, il Signore, a sperare nella Sua bont\u00e0 e nella pienezza delle Sue promesse, sicuri che <em>La troveremo quando La cercheremo con tutto il cuore<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/5205CAD8-54BE-4561-BFCC-CA7343516AF3#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><em><strong>[2]<\/strong><\/em><\/a> .<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un abbraccio fraterno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">P. Pedro Aguado Sch.P.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Padre Generale<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"applewebdata:\/\/5205CAD8-54BE-4561-BFCC-CA7343516AF3#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Ger 29, 11<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/5205CAD8-54BE-4561-BFCC-CA7343516AF3#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Ger 29, 13<\/p>\n[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_button button_url=&#8221;https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/salutatio-202402-MARZO-ITA.pdf&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; button_text=&#8221;Scarica la lettera \/ pdf&#8221; _builder_version=&#8221;4.23.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_button=&#8221;on&#8221; button_text_color=&#8221;#0C71C3&#8243; button_border_color=&#8221;#0C71C3&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_button][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intitolo questa lettera fraterna con l&#8217;annuncio centrale che il profeta Geremia invia al suo popolo, esiliato a Babilonia. 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