{"id":115563,"date":"2025-02-11T15:58:58","date_gmt":"2025-02-11T14:58:58","guid":{"rendered":"https:\/\/scolopi.org\/restauration-du-dome-des-escuelas-pias-de-valence\/"},"modified":"2025-02-19T08:35:26","modified_gmt":"2025-02-19T07:35:26","slug":"restauro-della-cupola-delle-scuole-pie-di-valencia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scolopi.org\/it\/restauro-della-cupola-delle-scuole-pie-di-valencia\/","title":{"rendered":"Restauro della Cupola delle Scuole Pie di Valencia"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Il collegio e la chiesa delle Scuole Pie di Valencia, fondati dagli Scolopi nel XVIII secolo, svolgono diverse funzioni culturali, tra cui l\u2019istruzione e l\u2019organizzazione di eventi. La chiesa presenta una cupola notevole, la pi\u00f9 grande del suo genere in Spagna, che ha subito gravi problemi strutturali e ha richiesto un ampio intervento di restauro avviato nel 2021. Tra le attivit\u00e0 eseguite vi sono state le indagini geofisiche, il posizionamento dei ponteggi e il restauro accurato delle piastrelle e degli elementi strutturali. Sono state impiegate metodologie innovative, come la scansione laser 3D e l\u2019artigianato tradizionale. Inoltre, il complesso offre visite guidate, concerti e un museo che espone opere d\u2019arte e reperti storici di grande rilievo, mettendo in evidenza l\u2019ampio valore di questo patrimonio culturale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Parole chiave<\/strong>: Scuole Pie, cupola, intervento, metodologia<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Valore e importanza del monumento<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel 1597, san Giuseppe Calasanzio fond\u00f2 a Roma la prima scuola pubblica, in un\u2019epoca in cui solo le classi benestanti avevano accesso all\u2019istruzione, chiamandola \u201cScuola Pia\u201d. L\u2019ordine dei Padri Scolopi arriv\u00f2 a Valencia nel 1737, inizi\u00f2 la costruzione della scuola nel 1739 e la termin\u00f2 nel 1747. Nel 1767 presero avvio i lavori per la chiesa secondo i progetti realizzati dal capomastro Josef Puchol. L\u2019arcivescovo Andr\u00e9s Mayoral, promotore dei lavori, desiderava un edificio che si distinguesse dallo stile architettonico valenciano tradizionale e invi\u00f2 pertanto l\u2019architetto a visitare la chiesa delle monache bernardine ad Alcal\u00e1 (Madrid). Oggi, oltre un migliaio di studenti e i loro insegnanti vivono quotidianamente in questo Bene di Interesse Culturale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il collegio e la chiesa delle Scuole Pie si trovano nel quartiere storico di Velluters, inclusi nel Piano Speciale di Protezione di Ciutat Vella, occupando quasi interamente l\u2019isolato di forma rettangolare, eccetto l\u2019angolo orientale. La scuola ha pianta rettangolare e all\u2019estremit\u00e0 orientale si trova la chiesa, delimitata dalla facciata principale con il campanile (a sud), due ali del chiostro scolastico (a ovest), un vicolo (a nord) e alcuni edifici residenziali e un cortile (a est). La cupola di questa chiesa costituisce un punto di riferimento nel quartiere di Velluters, che nel XVIII secolo rivestiva grande importanza per la presenza di numerose botteghe seriche, da cui il nome \u201cSederos\u201d. Inoltre, la chiesa funge da sede religiosa della corporazione dei falegnami, e tradizionalmente vi si celebrava la Messa delle Fallas (Patrimonio Culturale Immateriale dell\u2019Umanit\u00e0) nel giorno di San Giuseppe, patrono dei falegnami.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La chiesa fu inizialmente progettata e diretta da Jos\u00e9 Puchol fino a quando, nel 1768, fu sostituito da Antonio Gilabert, il quale revision\u00f2 anche il progetto. Tuttavia, la costruzione si ferm\u00f2 nel 1769 a causa della morte di Mayoral e della carenza di risorse finanziarie. Dopo diversi ritardi dovuti alla mancanza di fondi, la chiesa fu infine completata nel gennaio 1771 e consacrata nel 1773. La pianta interna \u00e8 di forma circolare, con dieci esedre collocate tra pilastri trapezoidali di 3 metri di spessore, lasciando spazio a due ingressi, alla cappella maggiore e alle altre sette cappelle. Inoltre, una di queste cappelle d\u00e0 accesso allo spazio tra la facciata principale e la struttura della chiesa, dove si trova la scala che conduce ai livelli superiori e al campanile. Il muro che circonda la chiesa \u00e8 spesso circa 50 cm.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Al secondo livello vi sono spazi tra i contrafforti e una galleria con balaustra, che funge da tribuna per il coro e per altri usi. Il terzo livello inizia alla cornice superiore, a 21 metri di altezza, dove si trovano le nicchie dei dieci apostoli e le finestre che formano il tamburo. Il livello successivo corrisponde alla cupola, la cui luce di 24,5 metri di diametro e quasi 1000 metri quadrati di superficie la rende la pi\u00f9 grande cupola rivestita di tegole azzurre, inserita all\u2019interno del prestigioso gruppo delle grandi cupole europee. Per quanto riguarda le dimensioni interne, essa \u00e8 la seconda cupola pi\u00f9 grande di Spagna, superata soltanto da quella di San Francisco el Grande a Madrid, progettata dal francescano valenziano Cabezas.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019architettura classicista di questa chiesa a pianta centrale presenta notevoli parallelismi compositivi con il Pantheon di Agrippa e con la Minerva Medica, entrambi a Roma, grazie alla duplice corrispondenza tra la dimensione del diametro e la suddivisione in dieci esedre, che sostengono lo spazio voltato. La costruzione di questa \u201cRotonda\u201d rappresenta la concretizzazione architettonica degli ideali accademici nell\u2019ultimo terzo del XVIII secolo, coronando il percorso avviato dal circolo illuminista di Tom\u00e1s Vicente Tosca. Inoltre, costituisce una delle pietre miliari nella storia della muratura, essendo citata dallo stesso Rafael Guastavino nel suo libro <em>Essay on the Theory and History of Cohesive Construction, applied especially to the Timbrel Vault (1893)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Contesto in cui \u00e8 stato effettuato l\u2019intervento; stato di conservazione e utilizzo prima dell\u2019inizio dei lavori, e risultati ottenuti<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le precarie condizioni della copertura della cupola e la presenza di fessurazioni in quattro dei dieci settori resero necessaria, negli anni Novanta, la redazione del Piano Direttore a cura dello studio di Rafa Soler. Tuttavia, gli unici interventi riguardarono le facciate, poich\u00e9 l\u2019elevato costo e la complessit\u00e0 di intervenire sulla cupola blu pi\u00f9 grande di Spagna ne ritardarono la realizzazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel 2016 fu completato il progetto di base e, entro il 2021, dopo che Luis Cort\u00e9s (Universitat Polit\u00e8cnica de Val\u00e8ncia) ebbe redatto i piani per il restauro integrale della chiesa, vennero ottenuti i fondi per il restauro della cupola tramite il \u201cMinistero dello Sviluppo\u201d nella Legge di Bilancio dello Stato del 2022.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La cupola presentava quattro ampie fessure nella calotta che si estendevano dall\u2019interno verso l\u2019esterno, nonch\u00e9 crepe nel tamburo; inoltre, due spigoli della copertura si erano spostati, consentendo infiltrazioni d\u2019acqua all\u2019interno. Il manto di copertura in tegole versava in pessime condizioni di conservazione, con infiltrazioni di acqua che causavano umidit\u00e0, sali e distacchi di intonaco, fra le altre problematiche. All\u2019esterno, si riscontravano numerose tegole rotte, vegetazione, tegole mancanti e tegole con perdita di smalto. Inoltre, la lanterna presentava le aperture tamponate con tavelle forate e pittura impermeabile di colore rosso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Metodologia di lavoro<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Prima dell\u2019inizio dei lavori e parallelamente alla stesura del progetto, sono stati condotti diversi studi per individuare l\u2019origine delle fessurazioni. \u00c8 stato realizzato un esperimento impiegando un modello di cupola progettato da Manuel Fortea, finalizzato ad analizzare le rotture nelle cupole e il possibile collasso del modello. \u00c8 stata inoltre costruita una maquette in scala 1:1 per testare le fessurazioni, insieme ai mortari che sarebbero stati impiegati nell\u2019intervento e al sistema di posizionamento delle tegole. Inoltre, \u00e8 stato realizzato uno studio con termocamera in collaborazione con Jaume Coll (direttore del Museo Nazionale di Ceramica e Arti Suntuarie Gonz\u00e1lez Mart\u00ed) per indagare la patologia delle tegole blu.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Stato della cupola prima dell\u2019intervento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il criterio e l\u2019approccio di intervento del progetto miravano a rispettare la materialit\u00e0 del monumento, partendo dall\u2019idea che l\u2019edificio stesso fosse il Maestro. Per questo motivo, si sono effettuati vari studi e prove per comprendere la patologia strutturale e la composizione costruttiva. Questo progetto non consisteva nella ricostruzione della copertura in tegole, ma, per citare Le Corbusier, nel restauro della \u201cquinta facciata\u201d di questa chiesa unica. Essendo una cupola, ci\u00f2 assume un rilievo ancora maggiore, in quanto rappresenta l\u2019elemento pi\u00f9 caratteristico dell\u2019architettura storica valenciana, essendo la pi\u00f9 grande nel suo genere e parte del prestigioso gruppo delle grandi cupole europee.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Lo studio del progetto \u00e8 iniziato con un\u2019analisi dettagliata dei ponteggi \u2014un anno di lavoro\u2014 e del loro posizionamento, poich\u00e9 non potevano poggiare sulla cupola a causa delle ampie fessure presenti. \u00c8 stato necessario coprire una luce di 31 metri, richiedendo una struttura di 75 tonnellate, interamente sostenuta dal tamburo, che a sua volta presentava fessurazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Poich\u00e9 la cupola presentava fessure, dopo aver analizzato diverse miscele in base alla loro fluidit\u00e0, le stesse sono state riempite con una boiacca di calce e, in alcuni casi, con una piccola quantit\u00e0 di sabbia. La cupola riparata non si comporter\u00e0 mai esattamente come il primo giorno, ma \u00e8 fondamentale garantire un contatto permanente in tutti i punti, cos\u00ec da assicurarne il comportamento tridimensionale. Allo stesso modo, nelle aree interessate dalle fessure, e per migliorarne la resistenza in caso di terremoti o movimenti, si \u00e8 provveduto al rinforzo esterno delle fasce relative alle 4 fessure e alle 10 nervature, applicando uno strato di 2 cm di malta di calce tradizionale e una rete in fibra di basalto. Questa composizione \u00e8 stata testata su un modello in scala 1:1 in cantiere e confrontata con altri premiscelati industriali, ottenendo un coefficiente di aderenza di 0,6 kp\/cm\u00b2, superiore a quello di noti marchi internazionali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La cupola copre una superficie di circa 1.000 m\u00b2, corrispondenti a circa 32.000 tegole: la met\u00e0 (16.000) sono tegole di canale (\u201cdi fiume\u201d) e l\u2019altra met\u00e0 tegole di coperta (blu). Di queste, 7.000 \u2014 cio\u00e8 il 44% \u2014 hanno dovuto essere sostituite. \u00c8 stata eseguita un\u2019analisi cromatica, che ha evidenziato fino a quattro diversi tipi di tegole, ognuna caratterizzata da una propria tonalit\u00e0 di blu. Per il restauro, le tegole sono state realizzate artigianalmente per riprodurre queste quattro diverse tonalit\u00e0 di blu, e sono state posate da personale specializzato seguendo metodi tradizionali. La malta impiegata era una malta di calce tradizionale. Per conservare l\u2019originalit\u00e0 dell\u2019intervento, le tegole con parti di smalto mancanti sono state ritoccate con una vetrificazione dello stesso colore, un procedimento curato da un restauratore specializzato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 stato installato un sistema di monitoraggio nei quattro punti cardinali per valutare le caratteristiche termiche e il comportamento della cupola, con sensori che misurano la temperatura, l\u2019umidit\u00e0 relativa e i livelli di CO\u2082 sia all\u2019interno che all\u2019esterno, nonch\u00e9 distanziometri laser per verificare possibili inclinazioni o cedimenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Uno degli aspetti pi\u00f9 rilevanti \u00e8 la riapertura delle aperture della lanterna e il recupero del suo colore originale mediante una velatura a calce, cos\u00ec come era nel XVIII secolo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">All\u2019interno, la lanterna ha recuperato la sua illuminazione naturale e si \u00e8 restaurata la decorazione originaria, caratterizzata da un disegno di cerchi intrecciati con fiori centrali. Questa decorazione \u00e8 analoga a quella che Gilabert ide\u00f2 per il rinnovo neoclassico della Cattedrale di Valencia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per comprendere a fondo questo manufatto edilizio, \u00e8 stato condotto uno studio geofisico (prove non distruttive) allo scopo di individuare gli anelli metallici menzionati da Zacar\u00e9s nel XIX secolo all\u2019interno della cupola, ai quali fa riferimento anche Guastavino, definendo cos\u00ec l\u2019ipotesi costruttiva pi\u00f9 corretta per questa cupola. Inoltre, sono stati eseguiti rilievi con Laser Scanner 3D (TLS) per ottenere un resoconto completo del monumento nelle fasi del progetto (prima, durante e dopo) in vista di una futura gestione con HBIM.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Nuovi usi, gestione e manutenzione. Aspetti innovativi dell\u2019intervento<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019uso di questa chiesa \u00e8 vario, ma sempre con un\u2019impronta culturale: conserva la sua funzione eucaristica, oltre a fungere da sala per gli eventi del collegio. Inoltre, grazie all\u2019acustica e alla magnificenza della sua architettura, vi si tengono concerti, e svolge anche una funzione museale poich\u00e9 la galleria della chiesa ospita la mostra Escola Piart, una collezione di opere provenienti dall\u2019istituto, con pezzi di artisti come Segrelles, Pinazo e Benlliure, oltre a un dipinto attribuito a Goya. Nell\u2019esposizione figurano anche libri di grande importanza, tra cui un incunabolo di Nebrija (XV secolo) e la prima storia di Valencia scritta in valenciano (XVI secolo), nonch\u00e9 una raccolta di paramenti e ornamenti liturgici risalenti al XVI secolo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella scala che conduce alla galleria, i visitatori trovano il museo dedicato all\u2019intervento, dove sono esposti pezzi ceramici originali, immagini e modelli che consentono di comprendere meglio la costruzione e il restauro della cupola 250 anni dopo la sua realizzazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019intervento \u00e8 stato finanziato interamente e direttamente dal Governo spagnolo, senza bisogno di richiedere altri contributi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Esiste un team dedicato alla gestione del patrimonio e degli interventi da realizzare, incaricato anche di richiedere e gestire i fondi per la conservazione di questo monumento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si organizzano visite guidate della chiesa da parte di una societ\u00e0 specializzata, e si tengono anche concerti di musica classica a lume di candela.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tra gli aspetti pi\u00f9 innovativi dell\u2019intervento si segnala l\u2019approfondito studio realizzato prima e durante i lavori, definendo una metodologia operativa ottimale. Spiccano gli studi per la posa di un ponteggio di 31 metri di luce e 75 tonnellate di peso su un tamburo lesionato; gli studi geofisici (non distruttivi) per localizzare le catene di ferro all\u2019interno della cupola; la prova Flat-Jack per verificare lo sforzo di esercizio della cupola; i prelievi che hanno rivelato la decorazione interna e la colorazione esterna; nonch\u00e9 le analisi in fase di modellazione, in particolare lo studio solare, che ha messo in luce l\u2019illuminazione dell\u2019altare maggiore nel giorno della festa del patrono della chiesa (San Gioacchino). L\u2019architettura \u00e8 stata ridisegnata utilizzando pettini archeologici; la patologia delle tegole \u00e8 stata esaminata insieme al dott. Jaume Coll (Direttore del Museo Nazionale di Ceramica e Arti Suntuarie Gonz\u00e1lez Mart\u00ed); sono state effettuate prove e analisi su malte, rivestimenti, pitture ecc.; si \u00e8 studiato il comportamento della cupola con un modello reale; la cupola \u00e8 stata dotata di sensori per umidit\u00e0 e temperatura interna ed esterna, CO\u2082 e distanziometri laser; ed \u00e8 stato effettuato un rilievo laser 3D per controllarne le inclinazioni e garantirne la futura gestione con HBIM.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si \u00e8 inoltre fatto ricorso all\u2019artigianato tradizionale per la produzione delle tegole, l\u2019esecuzione di tecniche di muratura tradizionali e il ripristino della lanterna della cupola al suo stato originario.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sono state organizzate visite guidate e workshop tecnici per la visita del cantiere, coinvolgendo gli ordini professionali di Architettura e Architettura Tecnica, nonch\u00e9 studenti dell\u2019Universit\u00e0 Politecnica di Valencia e dell\u2019Universit\u00e0 di Valencia. Di recente sono stati promossi dei simposi; il primo \u00e8 stato tenuto dalla Real Academia de Bellas Artes de San Carlos di Valencia prima dell\u2019esecuzione dei lavori, per discutere questioni tecniche, con la partecipazione di eminenti ricercatori nazionali come Rafael Soler, Adolfo Alonso e Jos\u00e9 Luis Gonz\u00e1lez Moreno, insieme a responsabili del patrimonio dell\u2019amministrazione e figure di rilievo nella restaurazione architettonica, quali Juli\u00e1n Esteban Chapapr\u00eda, Jos\u00e9 Ignacio Casar Pinazo, Elisa Moliner o Luis Almena. Un altro simposio \u00e8 stato organizzato da Luis Cort\u00e9s e Manuel Fortea nell\u2019ambito del Master in Conservazione del Patrimonio Architettonico (UPV), incentrato sulle volte valenciane e dedicato al progetto e ai lavori di restauro della cupola.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sono stati inoltre pubblicati articoli di ricerca su riviste di prestigio, e pi\u00f9 volte la stampa e i mezzi audiovisivi hanno dato risalto a queste attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Attualmente si sta producendo un documentario di un\u2019ora sul cantiere e sul monumento, di cui il trailer \u00e8 stato recentemente caricato su YouTube.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Restauraci\u00f3n c\u00fapula iglesia de las Escuelas P\u00edas de Valencia. Corto\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/vMHOXA3WU5I?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Un paio di anni fa \u00e8 stato anche pubblicato su YouTube un cortometraggio dedicato al monumento.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Iglesia de las Escuelas P\u00edas de Valencia\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ILpHMvx45cg?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 stato realizzato un rilievo completo con scanner 3D, e sono state scattate immagini mediante droni. L\u2019avvio della manutenzione del monumento attraverso il BIM applicato al patrimonio (HBIM) \u00e8 gi\u00e0 in corso, in collaborazione con l\u2019esperto Jorge Garc\u00eda Valldecabres.<\/p>\n<p><strong>Luis Cort\u00e9s Meseguer, architetto<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>RIFERIMENTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"https:\/\/dialnet.unirioja.es\/servlet\/autor?codigo=339615\">Alonso Dur\u00e1<\/a>, A. &amp;\u00a0<a href=\"https:\/\/dialnet.unirioja.es\/servlet\/autor?codigo=339614\">Mart\u00ednez Boquera<\/a>, A. (2003). Diagn\u00f3stico sobre el comportamiento estructural de la c\u00fapula de las Escuelas P\u00edas de Valencia. In <a href=\"https:\/\/dialnet.unirioja.es\/servlet\/revista?codigo=1112\"><em>Restauraci\u00f3n &amp; rehabilitaci\u00f3n<\/em><\/a>,<a href=\"https:\/\/dialnet.unirioja.es\/ejemplar\/60459\"> 74,<\/a>\u00a054-57.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Barba, S., Di Filippo, A., Cotella, V.A., &amp; Ferreyra, C. (2021). BIM Reverse Modelling Process for the Documentation of Villa Rufolo in Ravello. In <em>DisegnareCON<\/em>, 14 (26): 1.1-1.11.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">B\u00e9rchez, J. (1983). Iglesia de las Escuelas P\u00edas. In Joaqu\u00edn B\u00e9rchez (Ed.) <em>Cat\u00e1logo de Monumentos y Conjuntos de la Comunidad Valenciana<\/em> (pp. 492\u2013504). Valencia: Generalitat Valenciana, Conselleria de Cultura, Educaci\u00f3 i Ci\u00e8ncia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">B\u00e9rchez, J. (1987). <em>Los comienzos de la arquitectura acad\u00e9mica en Valencia: Antonio Gilabert<\/em>. 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(2013). <em>An\u00e1lisis estructural de b\u00f3vedas de f\u00e1brica. La eficacia de la geometr\u00eda<\/em>. (Doctoral dissertation). Universidad de Extremadura, Spain.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gil Saura, Y. (2015). \u201cEl miedo a levantar las cu\u0301pulas en la arquitectura valenciana del siglo XVIII: los tambores\u201d. In Piazza, S. (ed.), <em>Saperi a confronto. Consulte e perizie sulle criticit\u00e0 strutturali dell\u2019architettura d\u2019et\u00e0 moderna (XV-XVIII secolo)<\/em>. Palermo: Caracol.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gonz\u00e1lez, J. L. (2023). Estudio sobre el comportamiento estructural a acciones gravitatorias de la iglesia de las Escuelas P\u00edas de Valencia. In <em>Simposium Escuelas P\u00edas de Vale\u0300ncia, el panteo\u0301n valenciano. Abierto por obras.<\/em>Valencia: Real Academia de Bellas Artes de San Carlos. Not published.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Guastavino. R. (1893). <em>Essay on the theory and history of cohesive construction, applied especially to the timbrel vault<\/em>. Boston: Ticknor and company.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Huerta, S. (2004). <em>Arcos, b\u00f3vedas y c\u00fapulas<\/em>. Madrid: Instituto Juan de Herrera.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u00f3pez-Manzanares, G. (2023). Technical reports and theoretical studies about the structural behaviour of masonry domes in the 18th century. In <em>Frontiers of Architectural Research<\/em> 12, 42-66. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.foar.2022.06.012<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mar\u00edn S\u00e1nchez, R. (2021).\u00a0 El proyecto para la Rotonda de las Escuelas P\u00edas de Valencia (1767-1773). Una mirada t\u00e9cnica. In G\u00f3mez-Ferrer, M. and\u00a0 Gil Saura, Y. (Ed.) <em>Geograf\u00edas de la movilidad art\u00edstica. Valencia en \u00e9poca moderna<\/em>. Valencia: Cuadernos Ars Longa, n\u00ba 10.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mart\u00ednez Garc\u00e9s, (1995). <em>Estudio geot\u00e9cnico iglesia de las Escuelas P\u00edas de Valencia.<\/em> In\u00e9dito.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Masi, F., Stefanou, I. &amp; Vanucci, P. (2018). On the origin of the cracks in the dome of the Pantheon in Rome. In <em>Hal<\/em>. <a href=\"https:\/\/hal.archives-ouvertes.fr\/hal-01719997v2\">https:\/\/hal.archives-ouvertes.fr\/hal-01719997v2<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ponz, A. (1774). <em>Viage de Espa\u00f1a, \u00f3 cartas en que se d\u00e1 noticia de las cosas mas apreciables, y dignas de saberse, que hay en ella<\/em>. Tomo Quarto. Madrid: Joachin Ibarra<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Rodriguez-Navarro, P. &amp; Gil-Piqueras, T. (2020). New Contributions on the Escuelas P\u00edas Dome in Valencia. In <em>Nexus Network Journal<\/em>, 22(4), 1081\u20131098. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00004-020-00500-5\">https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00004-020-00500-5<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Rodr\u00edguez-Navarro, P., Cabezos Bernal, P., Gil Piqueras, T. &amp; Gim\u00e9nez Ribera, M. (2022). Using drones under 250 g for documentating the architectural heritage. In <em>DisegnareCON<\/em>, 15 (29).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Real Academia de San Carlos (1770). Libro de actas de 1768-1786. Junta general de 21 de Enero de 1770 y 18 de abril de 1770. Valencia: Not published.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Soler Verd\u00fa, R. &amp; Benlloch, J. (2023). Estructuras hist\u00f3ricas. Estudios sobre la estabilidad y la seguridad estructural. Modelos de da\u00f1os y causas; el caso de la rotonda de las Escuelas P\u00edas. <em>Simposium Escuelas P\u00edas de Valencia, el Pante\u00f3n Valenciano. Abierto por obras<\/em>. Valencia: Real Academia de Bellas Artes de San Carlos. Not published.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Soler Verd\u00fa, R. (1993). <em>Plan Director Iglesia Escuelas P\u00edas<\/em>. Valencia: not published.<\/p>\n<div class=\"et_pb_slider et_pb_slider_fullwidth_off et_pb_gallery_post_type\">\n\t\t\t\t<div class=\"et_pb_slides\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/01.png);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/02.png);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/03.png);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/04.png);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/05.png);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/06.png);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: 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lesionato (a sinistra), manifestandosi come crepe interne nella cupola (a destra).<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Stato dell\u2019interno che mostra i problemi causati dall\u2019umidit\u00e0 (a sinistra) e stato dell\u2019esterno, dove \u00e8 ben visibile la fessura nella cupola, che provoca la separazione degli spigoli della copertura e la presenza di vegetazione (a destra).<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Modello creato da Manuel Fortea (a sinistra) e verifica strutturale a cura di Adolfo Alonso (a destra).<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Modello in scala 1:1 per analizzare i mortai, la posa delle tegole sul supporto, ecc., e studio delle linee a piombo della cupola.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Mappatura delle lesioni (patologie) all\u2019esterno e all\u2019interno della cupola secondo il progetto di Luis Cort\u00e9s, seguendo la metodologia di lavoro stabilita.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Stato della cupola prima dell\u2019intervento.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Ponteggio studiato e sviluppato nel progetto, e immagine del processo di montaggio.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Rinforzo delle nervature con rete in fibra di basalto e malta di calce (a sinistra) e sostituzione delle tegole (a destra).<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Fabbricazione e smaltatura artigianali delle tegole, seguite dal processo di essiccazione e cottura di ogni singolo pezzo.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Stato prima (a sinistra) e dopo (a destra) il restauro.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Lanterna con le aperture tamponate e il colore sbiadito (a sinistra) e dopo il restauro (a destra).<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Prima (a sinistra) e dopo (a destra) il restauro, lasciando uno spazio non alterato dalla base della cupola minore per conservare la traccia della pittura originaria e primitiva.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Studio geofisico con il professor Paco Garc\u00eda e prelievo di una delle \u201ccatene\u201d metalliche.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Rilievo con pettine archeologico per ridisegnarne l\u2019architettura.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il collegio e la chiesa delle Scuole Pie di Valencia, fondati dagli Scolopi nel XVIII secolo, svolgono diverse funzioni culturali, tra cui l&rsquo;istruzione e l&rsquo;organizzazione di eventi. 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