{"id":119711,"date":"2025-05-01T08:51:47","date_gmt":"2025-05-01T06:51:47","guid":{"rendered":"https:\/\/scolopi.org\/?p=119711"},"modified":"2025-05-01T08:51:52","modified_gmt":"2025-05-01T06:51:52","slug":"ampliare-e-propagare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scolopi.org\/it\/ampliare-e-propagare\/","title":{"rendered":"Ampliare e propagare"},"content":{"rendered":"[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;3_4,1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;3_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.0&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questi sono i verbi che il Calasanzio adopera quando si riferisce alla costruzione delle Scuole Pie e che troviamo citati nella conclusione del Memoriale al Cardinale Tonti<a href=\"applewebdata:\/\/6BB8E971-501E-4874-B8FF-B0CBB32EDF67#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. \u00c8 chiaro che, nella sua mentalit\u00e0, il lavoro di costruzione delle Scuole Pie, portatrici del tesoro che ha scoperto, costituisce una sfida prioritaria, l&#8217;orizzonte della sua vita. Fin dal nostro ultimo Capitolo Generale, l&#8217;Ordine ha assunto la \u201c<em>costruzione delle Scuole Pie\u201d<\/em> come uno dei punti di riferimento di ogni Provincia e delle Scuole Pie nel loro insieme. \u00c8 bene, quindi, cercare di affrontare questa sfida partendo da diverse prospettive, per cercare di comprenderla nella sua globalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non pretendo di sviluppare questo tema nel breve spazio di una lettera fraterna; ci\u00f2 che desidero fare \u00e8 invitarvi a riflettere su alcune dimensioni di questo entusiasmante compito. \u00a0Mi concentrer\u00f2 su una delle dimensioni centrali dello sforzo di \u201ccontinuare a costruire\u201d le Scuole Pie: la trasformazione della nostra \u201ccultura scolopica\u201d, per cercare di avvicinarci a ci\u00f2 che siamo chiamati ad essere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La \u201ccultura dell\u2019Ordine\u201d<\/strong> \u00e8 l&#8217;incarnazione consolidata della nostra identit\u00e0 e del nostro carisma. Possiamo rinnovare la cultura scolopica? Questa \u00e8 una delle domande basilari che possiamo porci. Nel corso degli anni (o dei secoli), si consolidano modi di vivere, di agire, di reagire, di pregare, di decidere, che costituiscono la \u201ccultura istituzionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quando parliamo di \u201ccultura scolopica\u201d parliamo del nostro modo di organizzarci, di vivere, di lavorare, di decidere o di affrontare le sfide. Esiste una cultura dell&#8217;Ordine, senza dubbio. C&#8217;\u00e8 una cultura organizzativa. E questa sar\u00e0 la chiave della sfida di cui stiamo parlando. Ecco perch\u00e9 ci stiamo lavorando in tutte le &#8216;giornate continentali&#8217; che abbiamo convocato, con questa domanda: quali Scuole Pie vogliamo nel nostro continente?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tutte le istituzioni hanno una cultura, che si riferisce ai valori e alle pratiche che danno significato al lavoro di ciascuna di esse. Stiamo parlando dell&#8217;insieme di credenze e valori condivisi dai membri di un gruppo, in maggiore o minore misura. Questi valori e convinzioni vengono consolidati e trasmessi ai nuovi membri dell&#8217;istituzione e creano la necessaria coerenza istituzionale. Ma nessun gruppo pu\u00f2 intendere la propria cultura come qualcosa di immobile, permanente ed estraneo alle nuove situazioni in cui il gruppo vive.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La nostra cultura \u00e8 come un iceberg. C&#8217;\u00e8 una cultura visibile (<em>il modo in cui diciamo di fare le cose<\/em>) e una cultura sommersa <em>(il modo in cui facciamo effettivamente le cose<\/em>). La prima \u00e8 costituita da visione, strategie, valori condivisi, obiettivi, politiche, strutture, procedure, ecc. Di solito questi elementi sono incarnati in Costituzioni, Regole, Consigli e Documenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma c&#8217;\u00e8 una cultura invisibile, sommersa. Ci sono le credenze, i presupposti condivisi, le percezioni, la tradizione, le norme, i valori che ci guidano, le regole non scritte, le storie, i sentimenti e cos\u00ec via. Solo se comprendiamo l&#8217;iceberg possiamo aprirci a un nuovo momento. Ma per farlo, abbiamo bisogno di una dose formidabile di onest\u00e0 istituzionale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>I vettori del \u201ccambiamento culturale istituzionale\u201d<\/strong>. \u00a0Il cambiamento culturale, il processo di rinnovamento, richiede tre chiavi: i valori in cui crediamo e che vogliamo sviluppare, le scelte \u00a0a partire da cui vogliamo portarli avanti e i modi in cui vogliamo operare queste scelte. Ed \u00e8 qui che entra in gioco un concetto chiave, ovvero il concetto di \u201cvettori del cambiamento\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Fa parte della leadership di un&#8217;istituzione discernere quali sono i \u201c<em>vettori di cambiamento culturale\u201d<\/em>, le scelte che possono aiutarci nel percorso di apertura a un nuovo momento. L&#8217;ho visto chiaramente in alcune delle nostre Province, che al momento hanno definito i \u201cvettori di cambiamento\u201d e, nel tempo, ne stanno ricevendo i frutti. E ho visto anche il contrario, in alcune Province che non hanno mai pensato di dover cambiare, e l&#8217;orizzonte sta gradualmente svanendo. Lo stesso si pu\u00f2 dire dell&#8217;Ordine nel suo complesso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Stiamo parlando dei dinamismi che possono guidare il cambiamento, la maturazione, i processi e la crescita. Sono opzioni che possono aiutarci a rinnovare le nostre procedure e i nostri modi di agire e di situarci nella missione, i nostri stili di vita, la nostra comprensione del mondo in cui viviamo, i nostri processi di discernimento, ecc.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non intendo approfondirli o spiegarli in dettaglio in questa fase. Mi accontenter\u00f2 di alcuni esempi che possono aiutarci a capire di cosa stiamo parlando. Citer\u00f2 alcuni <em>vettori di cambiamento che ho visto nell&#8217;Ordine <\/em>e che ci stanno effettivamente cambiando. \u00a0E terminer\u00f2 con una proposta conclusiva sulla sfida da affrontare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>1-Decidere che la Pastorale Vocazionale non \u00e8 solo un \u201clavoro della persona responsabile\u201d, ma di tutti, e che dipende molto dalla presenza reale degli Scolopi tra i fanciulli e i giovani. <\/strong>Finch\u00e9 non saremo convinti di questa affermazione e ne trarremo le conseguenze; finch\u00e9 continueremo a pensare che la Pastorale Vocazionale sia un compito di pochi e non di tutti; finch\u00e9 gli Scolopi \u00a0non saranno convinti che dobbiamo \u201cpassare ore e ore\u201d con gli studenti e i giovani, accompagnando da vicino, a tutti i livelli, il loro processo e il loro cammino, il cambiamento di tendenza desiderato non sar\u00e0 possibile e continueremo a essere \u201csorpresi\u201d dal fatto che la maggior parte dei giovani che entrano nell&#8217;Ordine provengono dall&#8217;esterno delle nostre Opere. Questo cambiamento \u00e8 possibile e reale, ed \u00e8 un vettore di cambiamento fondamentale per la nostra \u201ccultura dell&#8217;Ordine\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>2-Credere veramente nelle comunit\u00e0 e nelle \u00e9quipe<\/strong>. Dobbiamo generare corresponsabilit\u00e0. La comunit\u00e0 religiosa, o la comunit\u00e0 educativa, \u00e8 composta da adulti, capaci di comprendere e assumere i compiti necessari per il buon funzionamento del gruppo e della missione.\u00a0 Quando la comunit\u00e0, l&#8217;\u00e9quipe o il segretariato approva un piano, alcuni obiettivi, alcuni compiti, alcuni progetti&#8230; ciascuna delle persone del gruppo se ne fa carico. Se il progetto \u00e8 condiviso, ogni persona lo sente come suo. La corresponsabilit\u00e0 e la disponibilit\u00e0 sono atteggiamenti che vanno di pari passo, cos\u00ec come la corresponsabilit\u00e0 e l&#8217;invio. E questo pu\u00f2 cambiarci profondamente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>3- Non cessare mai di costruire l&#8217;identit\u00e0<\/strong>. \u00c8 un compito senza fine. Le persone si rinnovano, i contesti cambiano, le sfide ci sorprendono. Abbiamo bisogno di un'&#8221;antenna aperta e connessa\u201d per capire che cosa deve essere messo in evidenza in ogni momento, al fine di rafforzare la nostra identit\u00e0. Ci sono spazi e scelte particolarmente significativi per la promozione di un&#8217;identit\u00e0 sostenibile. Mi riferisco soprattutto a quanto segue: la comunit\u00e0 religiosa inserita nella missione e con la vocazione a condividere e a chiamare; la comunit\u00e0 cristiana scolopica che assume la sfida di essere l&#8217;anima della missione; i ministeri scolopici \u00a0assunti come ci\u00f2 che sono: espressione di aspetti centrali della nostra identit\u00e0; le equipe missionarie condivise, i processi di formazione, il rapporto con i laici e, soprattutto, la capacit\u00e0 di chiamare i giovani ad assumere vocazionalmente la vita e la missione scolopica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>4-Ridare alla riunione comunitaria lo spazio centrale\u00a0 <\/strong>attribuitole dalle nostre Costituzioni, e non accontentarsi di avere il minor numero possibile di riunioni.\u00a0 Sono rimasto sempre molto colpito dagli obiettivi che le nostre Costituzioni<a href=\"applewebdata:\/\/6BB8E971-501E-4874-B8FF-B0CBB32EDF67#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> associano alla riunione comunitaria. Non pi\u00f9 e non meno di questi: la costituzione di comunit\u00e0 vere; la solidariet\u00e0 di azione e di responsabilit\u00e0; il trattare in comune le questioni di maggior rilievo; la nostra capacit\u00e0 di rivedere ci\u00f2 che viviamo e di migliorarlo. In altre parole, una vita comunitaria scolopica degna di questo nome non \u00e8 possibile senza una riunione comunitaria adeguatamente preparata e sistematicamente celebrata. E questo \u201cfa cultura\u201d e costruisce l&#8217;Ordine, senza alcun dubbio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>5-Promuovere l&#8217;accompagnamento. <\/strong>Questo \u00e8 senza dubbio un importante vettore di cambiamento culturale nel nostro Ordine. Vivere accompagnati \u00e8 essenziale per la nostra fedelt\u00e0 vocazionale. E non mi riferisco solo all&#8217;accompagnamento spirituale personale, che cerchiamo di ricevere da persone sagge di cui riconosciamo le capacit\u00e0 di ascolto e di consiglio. Mi riferisco alla capacit\u00e0 di accompagnamento della comunit\u00e0, al ruolo del superiore o all&#8217;accompagnamento che riceviamo da tante persone con cui condividiamo la vita e la missione. Forse questa \u00e8 una delle chiavi pi\u00f9 importanti che stanno emergendo nella visita che sto facendo ai giovani religiosi adulti: abbiamo bisogno di vivere accompagnati e vogliamo essere acccompagnati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>6-Puntare veramente su un Movimento Calasanzio <\/strong>che provochi seri processi di vita di fede e di identit\u00e0 scolopica, e che supponga, progressivamente, l&#8217;impegno di molti giovani nel compito comune di costruire Scuole Pie pi\u00f9 convincenti e missionarie. Ritengo che il Movimento Calasanzio sia un forte \u201cvettore di cambiamento\u201d se gli diamo la possibilit\u00e0 di esserlo, se lo colleghiamo allo sviluppo di processi comunitari stabili \u00a0quale la Fraternit\u00e0 e se favoriamo al suo interno una proposta vocazionale seria e coerente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>7-Saper individuare le nuove sfide e dare risposte adeguate<\/strong>. La ricchezza carismatica di un gruppo non ha a che fare solo con la storia o con le chiavi fornite dal fondatore, poich\u00e9 i carismi degli istituti religiosi sono costituiti in modo incarnato e offrono, nella loro incarnazione, indizi su come devono essere compresi. Dobbiamo sapere come vivere il nostro carisma con altrettanta fedelt\u00e0 e reattivit\u00e0 alle circostanze di oggi. Un carisma continua ad essere fecondo quando \u00e8 in grado di dare nuove risposte alle nuove situazioni che si presentano. Il carisma, per definizione, \u00e8 inculturato. E ora, per scelta, \u00e8 interculturato. Dobbiamo promuovere un \u201cdiscernimento prospettico\u201d, capace di approfondire la direzione in cui vanno la nostra realt\u00e0 e quella della societ\u00e0 che serviamo, per poterci preparare a dare risposte adeguate, spesso contro-culturali. Si tratta di discernere ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e di comprendere il contesto in cui dobbiamo svilupparlo. \u00a0Una sfida entusiasmante.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>8-Mettere profondamente in luce la comunit\u00e0<\/strong>. La comunit\u00e0 \u00e8 lo spazio da cui possiamo creare e vivere il nostro cammino di rinnovamento. Vedo tra noi un&#8217;enorme nostalgia per la vita comunitaria fraterna. E vedo le grandi linee a partire da cui sogniamo questa vita comunitaria: la celebrazione quotidiana dell&#8217;Eucaristia comunitaria; la Parola condivisa sulla base di una lectio divina comunitaria; il discernimento comunitario sulle questioni veramente importanti che ci riguardano e che hanno bisogno della nostra risposta; la condivisione della vita, ovvero la condivisione di ci\u00f2 che viviamo; la formazione, cos\u00ec necessaria tra noi, che ci aiuta ad essere sempre &#8216;attenti&#8217; alla realt\u00e0 e alle sue sfide; l&#8217;accompagnamento della missione; la collaborazione alla presenza scolopica di cui facciamo parte; la celebrazione e la gioia condivisa; il legame della comunit\u00e0 con la vita della Provincia e dell&#8217;Ordine; l&#8217;elaborazione, lo sviluppo e la vita di un progetto comunitario, ecc. Vedo un grande desiderio di pensare al rinnovamento delle nostre comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>9-La passione per la missione, lo zelo apostolico<\/strong>. Noi scolopi nutriamo un affetto particolare per una frase attribuita al Calasanzio che tutti conosciamo a memoria: \u201c<em>Ho trovato in Roma la maniera definitiva di servire Dio facendo del bene ai piccoli. Non la lascer\u00f2 per alcuna cosa al mondo\u201d<\/em>. Ecco il modo migliore per definire in cosa consiste la \u201cpassione per la missione\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Oggi, la vita di molte persone, inondata da mille offerte e possibilit\u00e0, \u00e8 frammentata, senza gli assi configuranti che preservano l&#8217;identit\u00e0 e offrono una direzione ben definita al processo di crescita personale. Nella maturit\u00e0 dei suoi 40 anni, il Calasanzio, raggiunge una definizione unitaria della sua vocazione, avendo un centro attorno al quale ruoter\u00e0 la sua vita, lasciando da parte le cose che considera, per sempre, secondarie, come diceva Paolo<a href=\"applewebdata:\/\/6BB8E971-501E-4874-B8FF-B0CBB32EDF67#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.\u00a0 Grazie al suo incontro personale con Dio, definisce la sua vocazione come un dono totale di s\u00e9 per sempre. Trova ci\u00f2 che d\u00e0 senso e unit\u00e0 alla sua vita, la fonte della sua pace interiore, che non perder\u00e0 mai. Solo una cosa appare veramente definitiva: <strong>vivere a partire da Dio, nella dedizione totale all&#8217;educazione dei bambini poveri.<\/strong> Solo questa scelta radicale pu\u00f2 soddisfare il suo cuore.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dobbiamo essere in grado di mettere in discussione certi stili di vita che conducono alla perdita dello zelo apostolico e dello spirito di lavoro, certe scelte di vita che, in fondo, cercano la comodit\u00e0 e mancano di dedizione. Finch\u00e9 questo non cambier\u00e0, non cambier\u00e0 nulla. La \u201cpassione per la missione\u201d trasforma l&#8217;Ordine, la comunit\u00e0 e la persona. Ma \u00e8 solo passione &#8211; e sostenibile come tale &#8211; se ispirata e sostenuta dall&#8217;esperienza di Dio. Ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario lavorare a partire da questo dinamismo apparentemente contraddittorio: essere tanto spirituali quanto impegnati nella missione. Questo \u00e8 anche un segreto chiave del nuovo paradigma verso il quale vogliamo camminare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>10-Una Formazione Iniziale che pu\u00f2 trasformare ci\u00f2 che viviamo<\/strong>. Concludo con un riferimento alla Formazione Iniziale. Al suo interno, cerchiamo di promuovere l&#8217;autenticit\u00e0 della vita comunitaria, l&#8217;accompagnamento, la trasparenza della vita, lo spirito di servizio, la preghiera condivisa. Troppo spesso, per\u00f2, quando i giovani terminano la formazione iniziale, viene chiesto loro di adattarsi a stili di vita gi\u00e0 esistenti, in cui questi elementi non vengono presi in considerazione e, cosa ancora pi\u00f9 grave, viene detto a coloro che sono in formazione iniziale che queste dinamiche sono proprie delle case di formazione, non della vita adulta. Dobbiamo lavorare per promuovere una formazione iniziale capace di rinnovare la nostra vita scolopica, e questo richiede da parte di tutti noi credere nelle scelte che abbiamo approvato nei nostri Capitoli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Concludo questa lettera citando un paragrafo approvato dal nostro 48\u00b0 Capitolo Generale, in cui si fa riferimento a uno dei temi centrali del Capitolo: la costruzione delle Scuole Pie. Il Capitolo dice: \u201cIl nostro Ordine e le Scuole Pie nel loro insieme vivono e camminano in un contesto di profondi cambiamenti e trasformazioni che ci obbligano a un discernimento intenso e attento dei segni dei tempi. La costruzione delle Scuole Pie richiede da parte nostra un&#8217;attenzione speciale ai cambiamenti che stanno avvenendo nella nostra &#8216;cultura scolopica&#8217;, nei nostri processi e nel nostro cammino. A tal fine, sar\u00e0 bene discernere i principali processi di trasformazione che stiamo subendo. Sar\u00e0 importante tenerne conto, se vogliamo davvero contribuire a un dinamismo di costruzione di Scuole Pie fedeli al carisma e alla realt\u00e0<a href=\"applewebdata:\/\/6BB8E971-501E-4874-B8FF-B0CBB32EDF67#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u201d. Forse questo \u00e8 un altro interessante &#8216;vettore di cambiamento&#8217;: tenere conto di ci\u00f2 che approviamo nei Capitoli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un abbraccio fraterno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">P. Pedro Aguado Sch.P.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Padre Generale<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"applewebdata:\/\/6BB8E971-501E-4874-B8FF-B0CBB32EDF67#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> San Giuseppe Calasanzio. Memoriale al Cardinale Tonti. Opera Omnia, volume IX, pag. 305-306.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6BB8E971-501E-4874-B8FF-B0CBB32EDF67#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Costituzioni delle Scuole Pie n. 32, 134, 165 e 167.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6BB8E971-501E-4874-B8FF-B0CBB32EDF67#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Fil. 3, 8.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6BB8E971-501E-4874-B8FF-B0CBB32EDF67#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> 48\u00b0 Capitolo Generale dell&#8217;Ordine delle Scuole Pie. Nucleo 2, pagina 27. Collezione \u201cCUADERNOS\u201d 65. Publicaciones ICCE. Madrid 2022.<\/p>\n[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_button button_url=&#8221;https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SALUTATIO-2025-04-MAYO-5-ita.pdf&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; button_text=&#8221;Scarica la lettera \/ pdf&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_button=&#8221;on&#8221; button_text_color=&#8221;#0C71C3&#8243; button_border_color=&#8221;#0C71C3&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_button][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questi sono i verbi che il Calasanzio adopera quando si riferisce alla costruzione delle Scuole Pie e che troviamo citati nella conclusione del Memoriale al Cardinale Tonti[1]. &Egrave; chiaro che, nella sua mentalit&agrave;, il lavoro di costruzione delle Scuole Pie, portatrici del tesoro che ha scoperto, costituisce una sfida prioritaria, l&#8217;orizzonte della sua vita. 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