{"id":120570,"date":"2025-05-31T09:14:51","date_gmt":"2025-05-31T07:14:51","guid":{"rendered":"https:\/\/scolopi.org\/?p=120570"},"modified":"2025-05-31T09:14:55","modified_gmt":"2025-05-31T07:14:55","slug":"il-nostro-santo-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scolopi.org\/it\/il-nostro-santo-padre\/","title":{"rendered":"Il nostro Santo Padre"},"content":{"rendered":"[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;3_4,1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;3_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.0&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]\n<p style=\"font-weight: 400;\">Cari fratelli,<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa \u00e8 l&#8217;ultima <em>Salutatio<\/em> che scrivo come Padre Generale dell&#8217;Ordine, e ho pensato di dedicarla, come non potrebbe essere altrimenti, al Nostro Santo Padre, San Giuseppe Calasanzio. Per sedici anni ho avuto l&#8217;immeritato onore \u2013 e la sfida \u2013 di accompagnare le Scuole Pie, e ho sempre saputo che il mio compito e il mio servizio all&#8217;Ordine avevano un modello chiaro: il nostro Santo Fondatore. Per questo desidero dedicarvi quest&#8217;ultima lettera fraterna, proponendovi cinque aspetti della vita del Calasanzio che possono aiutarci a incarnare la sua vocazione in modo pi\u00f9 autentico. Questi sono quelli che ho scelto: prete, educatore, religioso, fondatore e santo. Questi sono cinque aspetti del Calasanzio a cui \u00e8 bene riflettere un po&#8217;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>PRETE.<\/strong> Vorrei provare ad avvicinarmi \u2013 umilmente \u2013 al pensiero del nostro Fondatore sul sacerdozio a partire dalla lettera che scrive a uno dei suoi figli scolopi. Ho un affetto particolare per la lettera 4.572, indirizzata a un giovane sacerdote scolopio e scritta il 30 luglio 1648. In altre parole, il Calasanzio scrisse questa lettera quando era molto vecchio, gi\u00e0 in punto di morte. \u00c8 una lettera breve, ma straordinaria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vi si legge: <em>&#8220;Ringrazio V. R. per il pio affetto che dimostrate nella vostra lettera a me e al nostro Istituto. Il Signore lo ricompensi con i beni spirituali e gli dia la grazia di conoscere la dignit\u00e0 sacerdotale e gli doni l&#8217;umilt\u00e0 e la riverenza che merita un cos\u00ec alto ministero e sacramento. E lodo molto la prontezza che dimostra nel servire il Dio benedetto nel nostro Istituto, dove sar\u00e0 chiamato da Dio stesso, che tutti benedice e dona l&#8217;abbondanza della sua grazia<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><em><strong>[1]<\/strong><\/em><\/a><em>&#8220;. <\/em>Vorrei prestare particolare attenzione a tre accenti proposti dal Calasanzio che possono aiutarci a comprendere la sua visione del sacerdozio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Innanzitutto, il <strong>momento in cui viene scritto<\/strong>. Il Calasanzio sa che sta per terminare il suo pellegrinaggio terreno, e sa che l&#8217;Ordine \u00e8 stato ridotto per mandato papale. Ma \u00e8 convinto del suo sogno, del suo progetto, dell&#8217;amore di Dio per i bambini e i giovani, specialmente i pi\u00f9 poveri. A questo punto della sua vita, il Calasanzio non ha intenzione di scrivere una lettera su argomenti non importanti. Al contrario, vedo in questa lettera un piccolo <em>testamento <\/em>del Calasanzio sul sacerdozio scolopico,<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In secondo luogo, penso che la proposta che fa a questo giovane perch\u00e9 possa vivere autenticamente il sacerdozio sembri straordinaria. Desidera che il Signore gli dia la grazia di conoscere (nella lingua del Calasanzio significa sperimentare) la dignit\u00e0 sacerdotale. E gli indica la strada: la riverenza e l&#8217;umilt\u00e0. Due sono gli indizi formidabili: la riverenza, cio\u00e8 il &#8220;timore di Dio&#8221;, l&#8217;esperienza che Dio \u00e8 &#8220;sempre pi\u00f9 grande&#8221;, l&#8217;esperienza profonda di sapersi nelle sue mani, piccoli di fronte al mistero di Dio; e l&#8217;umilt\u00e0 (nella lingua del Calasanzio l&#8217;abbassamento) di riconoscere il proprio limite insieme alla misericordia ricevuta da Dio, che gli concede il dono immeritato del sacerdozio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In terzo luogo, gli augura &#8220;<strong>disponibilit\u00e0 a servire Dio nel nostro Istituto<\/strong>&#8220;. La dedizione al nostro Istituto \u00e8 l&#8217;educazione dei bambini e dei giovani, specialmente dei poveri. Il Calasanzio associa inseparabilmente il &#8220;servire Dio&#8221; con la &#8220;dedizione all&#8217;educazione dei piccoli&#8221;. \u00c8 una meravigliosa testimonianza! Il Calasanzio non concepisce il ministero degli scolopi dissociando l&#8217;esercizio del sacerdozio e l&#8217;educazione dei poveri. Al contrario, il sacerdote scolopico \u00e8 un uomo che cerca di vivere alla presenza di Dio, che serve con riverenza nei misteri sacramentali e che si abbassa a contatto con i piccoli e i poveri.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>EDUCATORE. <\/strong>Il Calasanzio fece dell&#8217;educazione un quarto voto che propose a tutti gli scolopi. \u00c8 importante cercare di scoprire perch\u00e9 lo ha fatto. Credo che questa scelta abbia molto a che fare con la sua lettura spirituale dell&#8217;affermazione del Signore sui bambini: <em>&#8220;Chi accoglie uno solo di questi, i pi\u00f9 piccoli, nel mio nome, accoglie me<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><em><strong>[2]<\/strong><\/em><\/a><em>&#8220;.<\/em> Questa \u00e8 la chiave della vocazione educativa del Calasanzio, che viene proposta dal Fondatore a tutti gli educatori scolopi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Possiamo avvicinarci alla visione del Calasanzio del nostro ministero insostituibile da vari punti di vista. Vorrei sceglierne due per questa lettera fraterna, perch\u00e9 credo che siano due chiavi essenziali che ci vengono presentate oggi come una proposta e una sfida.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il primo \u00e8 &#8220;<strong>l&#8217;umiliazione<\/strong>&#8220;. \u00c8 una convinzione preziosa del Calasanzio, espressa in una delle sue lettere pi\u00f9 note. Vi si legge: &#8220;<em>La via pi\u00f9 breve e pi\u00f9 facile per elevarsi alla propria conoscenza e da essa agli attributi della misericordia, della prudenza, della pazienza infinita e della bont\u00e0 di Dio \u00e8 quella di abbassarsi per dare luce ai bambini, e in particolare a quelli che sono come abbandonati da tutti.<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><em><strong>[3]<\/strong><\/em><\/a><em>&#8220;. <\/em>Ci sono molte sottolineature calasanziane in questa lettera, di cui ho citato solo un paragrafo, ma voglio evidenziarne solo una: saper stare vicino ai bambini e ai giovani, al loro livello, per camminare con loro e poter cos\u00ec essere l&#8217;educatore di cui hanno bisogno. Questo \u00e8 il sentiero degli scolopi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La seconda nota che voglio sottolineare \u00e8 chiara nel Calasanzio: i <strong>poveri<\/strong>. Nel corso dei nostri quattro secoli di storia abbiamo dedicato la nostra missione a bambini e ragazzi provenienti da condizioni molto diverse, ma non abbiamo mai smesso di avere come riferimento i poveri. Tuttavia, \u00e8 certo che le sfide dei poveri continuano, e continueranno, a bussare alla nostra porta e alla nostra coscienza di figli del Calasanzio. Siamo di fronte a una sfida che ci interpella pi\u00f9 profondamente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Scuola Scolopica non potr\u00e0 mai dimenticare che \u00e8 nata preferenzialmente per i poveri, e che deve lavorare affinch\u00e9 tutti noi cresciamo in una convinzione: \u00e8 necessario educare per creare un&#8217;altra societ\u00e0 e promuovere un altro modo di intendere l&#8217;essere umano in cui prevale la fraternit\u00e0. La Scuola Scolopica \u00e8 nata da un uomo che sapeva guardare i bambini come li guarda Dio.\u00a0Educhiamo per contribuire alla costruzione di un mondo pi\u00f9 giusto e fraterno, che sia pi\u00f9 vicino ai valori del Regno di Dio annunciato da Ges\u00f9 Cristo. Per questo cerchiamo di far s\u00ec che il nostro progetto educativo (integrale, inclusivo, plasmato dal Vangelo e aperto a tutti), incarnato da istituzioni e persone identificate e convinte, cresca e si sviluppi tra i poveri, anche tra le periferie sempre pi\u00f9 abbondanti delle nostre societ\u00e0 diverse e interculturali.\u00a0 Siamo di fronte a un cammino che dobbiamo continuare a percorrere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>RELIGIOSO. <\/strong>C&#8217;\u00e8 una frase del Calasanzio che ho visto scritta sui muri di diverse nostre scuole e che credo esprima molto bene la sua esperienza di religioso consacrato e le chiavi da cui ha deciso di lavorare tanto \u2013 di lottare, direi \u2013 affinch\u00e9 le sue Scuole Pie si configurassero come un Ordine religioso. Il Calasanzio dice: &#8220;<em>Non hai dato nulla a Cristo se non gli hai dato tutto il tuo cuore&#8221;.<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><em><strong>[4]<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Calasanzio ci propone una vita consacrata che porta l&#8217;umile pienezza, in cui Cristo \u00e8 il centro, e in Lui e nel seguirlo riponiamo tutti i nostri sforzi, desideri e amore, cos\u00ec come la nostra libert\u00e0. Il religioso sa di essere chiamato a dare tutto, e sa anche di essere incapace di farlo, e quindi intende la sua vita come un tentativo umile e sincero. Mi ha sempre colpito il modo in cui il Concilio Vaticano II presenta la vita consacrata: &#8220;<em>Ci sono sempre stati uomini e donne che hanno cercato di seguire Cristo pi\u00f9 liberamente e di imitarlo pi\u00f9 precisamente<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> &#8220;. La Vita Consacrata \u00e8 &#8220;<em>un tentativo di qualcosa di pi\u00f9<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vorrei offrire tre piccoli suggerimenti che oggi sono particolarmente importanti in questo nostro &#8220;tentativo&#8221;: passione, comunit\u00e0 e novit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La nostra Vita Consacrata ha bisogno di <strong>passione<\/strong>. Passione per Cristo, passione per la missione, passione per l&#8217;autenticit\u00e0 vocazionale. Solo dalla passione si pu\u00f2 intendere la perseveranza come un orizzonte possibile, e solo dalla passione si pu\u00f2 vivere la <em>routine <\/em>quotidiana facendo &#8220;percorso&#8221;. Solo a partire dalla passione possiamo vivere con sempre maggiore equilibrio le varie dimensioni della nostra vocazione, e solo a partire dalla passione possiamo vivere tutta la nostra vita desiderosi di accompagnare la vocazione di coloro che arrivano alle Scuole Pie. Solo attraverso la passione si pu\u00f2 vincere la paura del profetismo e si pu\u00f2 resistere all&#8217;accomodamento. Il Calasanzio era appassionato di educazione, di poveri, di preghiera, di comunit\u00e0. &#8220;<em>Tutto il tuo cuore<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La nostra <strong>vita comunitaria<\/strong>. Non ci si riunisce in comunit\u00e0 per legami di carne o di sangue, n\u00e9 per ragioni di efficacia nella missione, anche se \u00e8 evidente che la comunit\u00e0 aiuta. Viviamo in comunit\u00e0 perch\u00e9 siamo fratelli, chiamati a condividere la stessa esperienza vocazionale e carismatica. Persone di et\u00e0, culture, sensibilit\u00e0 e modi di pensare diversi si riuniscono per camminare insieme secondo la vocazione ricevuta. Ecco perch\u00e9 \u00e8 assolutamente necessario capire di nuovo oggi, in modo nuovo, qualcosa che abbiamo sentito fin dall&#8217;inizio del nostro cammino vocazionale: la vita comunitaria \u00e8 insieme un dono e un compito. Lo riceviamo in dono, e lo costruiamo giorno per giorno. Il Calasanzio ha gi\u00e0 sperimentato che non \u00e8 un dono facile da incarnare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vorrei esprimere il mio terzo suggerimento con la parola &#8220;<strong>novit\u00e0<\/strong>&#8220;. La missione centrale della Vita Consacrata \u00e8 quella di ricordare alla Chiesa che ci\u00f2 che \u00e8 veramente importante \u00e8 Cristo. Questa \u00e8 la missione: testimoniare Cristo. Per questo la Vita Consacrata ha sempre qualcosa di controculturale, di rischioso, di nuovo, persino di disagio. Il Calasanzio comprendeva bene quanto fosse difficile per la Chiesa comprendere il suo progetto e il suo modo di vivere. Ma \u00e8 andato avanti perch\u00e9 non ha posto il suo orizzonte sulla ricerca di un facile adattamento, ma sulla fedelt\u00e0 a un carisma che, per definizione, \u00e8 sempre pi\u00f9 grande dell&#8217;istituzione. Ecco perch\u00e9, quando l&#8217;istituzione \u00e8 entrata in crisi, la risposta del Calasanzio \u00e8 stata carismatica: &#8220;<em>continuare a lavorare per i bambini, confidare in Dio, rimanere uniti e non perdere la gioia<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><em><strong>[6]<\/strong><\/em><\/a><em>&#8220;. <\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>FONDATORE. <\/strong>Il Calasanzio \u00e8 il Fondatore delle Scuole Pie, ma non solo al passato, &#8220;colui che ha fondato&#8221;, ma nel presente, &#8220;colui che continua a fondarle&#8221;. Mi piace leggere da questa prospettiva il punto iniziale delle nostre Costituzioni, in cui definiamo la nostra famiglia religiosa: &#8220;<em>La famiglia religiosa scolopica, con atteggiamento umilmente grato, si riconosce come opera di Dio e della fortunata audacia e tenace pazienza di San Giuseppe Calasanzio. Egli, infatti, sotto il soffio dello Spirito, si \u00e8 dedicato anima e corpo all&#8217;educazione cristiana dei fanciulli, specialmente dei poveri, in spirito di intelligenza e di piet\u00e0&#8221;.<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><em><strong>[7]<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Credo che questa sia la chiave da cui ha affermato che &#8220;<em>l&#8217;abito dovrebbe essere dato solo a persone che hanno l&#8217;anima di un Fondatore<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>&#8220;. E da questa chiave possiamo capire bene cosa significhi la spiritualit\u00e0 della costruzione delle Scuole Pie. Gli Scolopi, tutti noi, dobbiamo essere costruttori di Scuole Pie, cio\u00e8 fondatori. Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante svelare, con occhio preciso, le chiavi di quel primo numero delle nostre Costituzioni. In questo modo possiamo sentirci chiamati a continuare a costruire.<\/p>\n<ol>\n<li>Umile <strong>gratitudine a Dio<\/strong>, nostro Padre, che ci riconosce piccoli e poveri, ma desiderosi di dare la vita per il suo Regno.<\/li>\n<li><strong>Noi siamo l&#8217;opera di Dio<\/strong>. La vita dell&#8217;Ordine non viene essenzialmente dal nostro lavoro, ma dal favore di Dio. Ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario pregare incessantemente per le Scuole Pie.<\/li>\n<li><strong>Audacia e Pazienza<\/strong> L&#8217;intelligente combinazione di questi due atteggiamenti \u00e8 alla base di ci\u00f2 che siamo e di ci\u00f2 che siamo chiamati a fare. I primi senza il secondo sono fuochi d&#8217;artificio; la seconda senza la prima sono risposte inutili.<\/li>\n<li><strong>Aperti allo Spirito<\/strong>. Non dimentichiamo mai questa affermazione del Calasanzio: <em>&#8220;la voce di Dio \u00e8 la voce dello Spirito che va e viene, tocca il cuore e passa; non si sa da dove provenga o quando soffi; da cui \u00e8 molto importante essere sempre vigili perch\u00e9 non arrivi inaspettatamente e passi senza frutto<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><em><strong>[9]<\/strong><\/em><\/a><em>&#8220;.<\/em><\/li>\n<li><strong>Arrenditi nel corpo e nell&#8217;anima<\/strong>. C&#8217;\u00e8 un solo modo per essere uno scolopio: completamente, in pienezza. Ogni giorno, ogni studente, ogni lavoro, ogni servizio, ogni Eucaristia, ogni preghiera. Non siamo chiamati a una vita di routine, ma a una vita di creazione.<\/li>\n<li><strong>L&#8217;educazione integrale<\/strong>, il ministero compendio di tutti gli altri; un ministero insostituibile.<\/li>\n<li><strong>Soprattutto i poveri<\/strong>, quelli che hanno meno possibilit\u00e0, quelli che sono i preferiti del Calasanzio perch\u00e9 sono i prediletti di Dio.<\/li>\n<li>In <strong>spirito di intelligenza e piet\u00e0<\/strong>. Cio\u00e8, confidare in Dio e fare le cose per bene. Ricordiamo il Fondatore: <em>&#8220;Se la nostra Opera viene svolta con la dovuta cura, \u00e8 indubbio che le insistenti richieste di fondazione continueranno in numerosi Stati, citt\u00e0 e paesi, come \u00e8 stato dimostrato fino ad oggi<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><em><strong>[10]<\/strong><\/em><\/a><em>&#8220;.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>SANTO. <\/strong>Questa \u00e8 la quinta e ultima chiave da cui voglio avvicinarmi al Calasanzio: sua santit\u00e0. Certo, quando contempliamo il Calasanzio, nella sua vita e nella sua opera, vediamo la presenza di Dio in lui, vediamo un uomo che ha cercato di vivere cercando la volont\u00e0 di Dio. E questa \u00e8 la santit\u00e0, qualcosa a cui tutti siamo chiamati: &#8220;<em>\u00e8 volont\u00e0 di Dio che siamo santi<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ricordo che Papa Francesco ci dice che <em>&#8220;tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo la nostra testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, ovunque ciascuno si trovi<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><em><strong>[12]<\/strong><\/em><\/a><em>&#8220;.<\/em> Forse uno dei pi\u00f9 grandi insegnamenti che possiamo ricevere dal Calasanzio \u00e8 quello di contemplare come egli seppe vivere della centralit\u00e0 di Ges\u00f9 nella sua vita, integrando in modo prezioso la cura della vita di preghiera, lo sforzo di costruire la comunit\u00e0, la dedizione generosa \u2013 senza sosta \u2013 ai bambini, l&#8217;amore per l&#8217;Ordine, la cura della vita quotidiana, il suo processo personale, il suo amore per la Chiesa&#8230; Il Calasanzio \u00e8, senza dubbio, un bellissimo esempio che \u00e8 possibile vivere la vita con un <strong>appassionato equilibrio vocazionale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il popolo di Dio ha un fiuto acuto nel riconoscere in alcune persone la loro testimonianza che Dio da solo \u00e8 sufficiente. I santi canonizzati sono aiuti preziosi che la Chiesa ci dona per scoprire indizi che ci avvicinano a Dio nella nostra vita quotidiana. Ma la santit\u00e0 \u00e8 un orizzonte per tutti ed \u00e8 un dono offerto a tutti. Perci\u00f2, quando preghiamo in memoria del Calasanzio, diciamo cos\u00ec: &#8220;<em>Signore nostro Dio, che hai arricchito San Giuseppe Calasanzio di carit\u00e0 e pazienza affinch\u00e9 potesse dedicarsi instancabilmente alla formazione umana dei bambini, concedici, ti preghiamo, di imitare nel suo servizio alla verit\u00e0 colui che veneriamo come maestro di sapienza&#8221;.<\/em> Il Calasanzio \u00e8 la nostra ispirazione, ed \u00e8 per questo che chiediamo a Dio di concederci il dono di imitarlo, in modo da poter essere, in tutta umilt\u00e0, un nuovo Calasanzio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Con questa lettera concludo il mio servizio all&#8217;Ordine come Padre Generale. A tutti, grazie e, con tutti, continueremo a camminare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ricevi un abbraccio fraterno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">P. Pedro Aguado Sch.P.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Padre Generale<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> San Giuseppe Calasanzio. Opera Omnia vol. VIII, pagina 481.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Marco 9:37<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> San Giuseppe Calasanzio. Opera Omnia, vol. III, pagina 235<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> San precisamente. Opera Omnia, vol X, pagina 394.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Concilio Vaticano II. Decreto &#8220;<em>Perfectae Caritatis<\/em>&#8220;, n. 1<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> San Giuseppe Calasanzio. Opera Omnia vol. VIII, pagina 273.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Costituzioni dell&#8217;Ordine delle Scuole Pie, n.1<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> San Giuseppe Calasanzio. Opera Omnia, vol. VIII, pagina 39.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> San Giuseppe Calasanzio. Opera Omnia. Capitolo 1, pagina 169. Lettera del 23 novembre 1622.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> San Giuseppe Calasanzio. Costituzioni della Congregazione Paolina, 175.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> II Tes 4, 3<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1914364D-AD76-4EB0-9D76-7002A7358FC2#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> FRANCESCO. &#8220;<em>Gaudete et exultate<\/em>&#8221; n. 14, 19 de Marzo de 2018<\/p>\n[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_button button_url=&#8221;https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/SALUTATIO-2025-05-JUNIO-ita.pdf&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; button_text=&#8221;Scarica la lettera \/ pdf&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_button=&#8221;on&#8221; button_text_color=&#8221;#0C71C3&#8243; button_border_color=&#8221;#0C71C3&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_button][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari fratelli, Questa &egrave; l&#8217;ultima Salutatio che scrivo come Padre Generale dell&#8217;Ordine, e ho pensato di dedicarla, come non potrebbe essere altrimenti, al Nostro Santo Padre, San Giuseppe Calasanzio. 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