{"id":126425,"date":"2025-10-10T18:47:22","date_gmt":"2025-10-10T16:47:22","guid":{"rendered":"https:\/\/scolopi.org\/tibi-derelictus-est-pauper\/"},"modified":"2025-10-10T18:53:30","modified_gmt":"2025-10-10T16:53:30","slug":"tibi-derelictus-est-pauper","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scolopi.org\/it\/tibi-derelictus-est-pauper\/","title":{"rendered":"Tibi derelictus est pauper"},"content":{"rendered":"[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;3_4,1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;3_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.0&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]\n<p style=\"font-weight: 400;\">Cari fratelli e sorelle Scolopi,<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Permettetemi di iniziare questa lettera con un ricordo personale. Nel 2006 ho vissuto in un sobborgo di Dakar, Sam Sam, dove abbiamo una comunit\u00e0 e opere molto scolopiche. Sono arrivato nella stagione delle piogge e, per entrare in casa, dovevo attraversare una piccola discarica. Il primo giorno lo feci scandalizzato, saltando di pietra in pietra per non toccare quei rifiuti e il loro lezzo che avvolgeva tutto. Due mesi dopo, passavo gi\u00e0 per la discarica come qualsiasi vicino, senza farci caso. Ne trassi allora due lezioni: <strong>l\u2019invisibilit\u00e0 della povert\u00e0<\/strong>\u2014forse il suo problema pi\u00f9 grande; nessuno si mobilita per ci\u00f2 che non vede o non sa vedere\u2014<strong>e la necessit\u00e0 di persone che ci tengano svegli<\/strong>, per non <em>abituarci<\/em> ad essa, come il ricco che pi\u00f9 volte al giorno incrociava Lazzaro senza accorgersene.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Col passare degli anni ho potuto constatare come la missione scolopica possa cambiare le vite\u2014persino salvarle\u2014o, in modo pi\u00f9 personale, ho avuto la fortuna di assistere a come molti Scolopi, fratelli e sorelle, siano stati determinanti per <strong>una vita pi\u00f9 dignitosa di molte persone<\/strong> di cui conosco volto e nome.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Perch\u00e9 parlare ora di povert\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Perch\u00e9 \u00e8 un tema che non potr\u00e0 mai dirsi concluso; perci\u00f2 dobbiamo rivederlo con regolarit\u00e0 nelle nostre comunit\u00e0, opere e Demarcazioni, <strong>interpellandoci<\/strong> senza paura delle nostre contraddizioni e <strong>incoraggiandoci<\/strong> sempre.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ottobre ci invita a guardare a <strong>Maria<\/strong>; a ricordare <strong>san Francesco d\u2019Assisi<\/strong>, modello di povert\u00e0 evangelica, con la sua radicalit\u00e0, le incomprensioni e le persecuzioni; a prepararci alla <strong>Giornata Mondiale dei Poveri<a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/strong>, istituita da papa Francesco; ad allinearci con la tanto attesa prima esortazione apostolica di <strong>papa Leone XIV, <em>Dilexi te<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><em>[2]<\/em><\/a>,<\/strong> sull\u2019amore verso i poveri; e a informarci sulla loro condizione con la <strong>Giornata Internazionale per l\u2019Eradicazione della Povert\u00e0<\/strong>, promossa ogni 17 ottobre dalle Nazioni Unite, il cui tema di quest\u2019anno \u00e8 centrato sulle famiglie\u2014<em>perch\u00e9 restino unite, prosperino e formino il proprio futuro<a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><strong>[3]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vorrei mettere a fuoco questo tema <strong>in tre dimensioni<\/strong>: la povert\u00e0 evangelica, quella scolopica e quella delle persone intrappolate in essa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La bellezza della povert\u00e0 evangelica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ges\u00f9 apre le Beatitudini proclamando<em>: \u00abBeati i poveri in spirito, perch\u00e9 di essi \u00e8 il regno dei cieli\u00bb<\/em> (Mt 5,3). Lungo tutto il Vangelo la povert\u00e0 ritorna di continuo: la vedova che dona tutto ci\u00f2 che possiede, Zaccheo che condivide i suoi beni, il giovane ricco che resiste, il ricco indifferente al povero Lazzaro\u2026<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La povert\u00e0 evangelica non \u00e8 miseria n\u00e9 rinunce forzate, ma una vita dotata di senso, coerente con il Vangelo. \u00c8 vivere senza false sicurezze, <strong>confidando<\/strong> <strong>pienamente in Dio<\/strong> e aprendosi al fratello. \u00c8 bella perch\u00e9 ci libera, ci umanizza e ci permette di amare senza legami.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Poveri della Madre di Dio, poveri come la Madre di Dio<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Come sappiamo, san Giuseppe Calasanzio ci chiamava <strong><em>\u00abpoveri della Madre di Dio<a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00bb,<\/em><\/strong> gi\u00e0 nel 1618<a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>\u2014probabilmente la prima menzione documentata di questa espressione per i fratelli, in una lettera, persino nella sua firma. In un\u2019altra del 1620<a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> non solo usa questa espressione, ma ne spiega il senso teologico e spirituale:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>\u00abSi tenga presente che siamo poveri della Madre di Dio e non degli uomini, cosicch\u00e9 la nostra insistenza sia presso la nostra Madre e non presso gli uomini; perch\u00e9 lei non si stanca mai delle nostre insistenze, mentre gli uomini s\u00ec.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Calasanzio comprese che la nostra povert\u00e0 dovesse essere <strong>una fiducia assoluta nella Provvidenza divina attraverso Maria<\/strong>, non dipendenza dalla carit\u00e0 umana. Per questo possiamo dire anche: siamo chiamati a <strong>essere poveri come la Madre di Dio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Maria fu una degli <em>anawim<\/em> d\u2019Israele, i poveri del Signore\u2014i piccoli che non hanno altra ricchezza se non la fiducia in Dio. Nel suo Magnificat proclama la grandezza di un Dio che rovescia i potenti dai troni ed esalta gli umili. La sua povert\u00e0 non fu miseria, <strong>ma pienezza nella fede e nel sequela.<\/strong> Essere <strong>poveri<\/strong> <strong><em>di<\/em><\/strong> <strong>Maria<\/strong> significa appartenerLe; essere poveri come Maria significa imitare la sua fiducia e il suo dono totale. \u00c8 il modello di chi non si aggrappa a nulla perch\u00e9 Dio sia tutto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em><strong>Tibi derelictus est pauper.<\/strong><\/em><strong><br \/>A te \u00e8 stato affidato il povero: che bella vocazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Che bella vocazione la nostra: il povero si affida alle mani di Dio, ma anche, misteriosamente, alle nostre. <strong>\u00c8 a noi (a ciascuno) che viene affidata la sua vita fragile.<\/strong> Quel <em><strong>tibi<\/strong><\/em> del salmo \u00e8 diretto, incalzante e ineludibile. Ci chiama per nome. Non possiamo voltare lo sguardo altrove. La fiducia del povero in Dio diventa una missione posta nelle nostre mani: <strong>essere l\u00e0 dove il Signore ascolta il grido dei poveri,<\/strong> condividere il loro destino e sostenere con loro la speranza che avanza in mezzo alla fragilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La povert\u00e0 non \u00e8 una statistica, n\u00e9 una causa: <strong>ha un volto, uno sguardo e un nome<\/strong>; e la nostra vocazione scolopica consiste nell\u2019accogliere quella vita affidata con tenerezza, intelligenza e impegno. Perch\u00e9 in ogni povero che ci \u00e8 affidato, Dio affida a noi qualcosa di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La nostra missione tra i poveri<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Le Scuole Pie sono nate dall\u2019incontro di Calasanzio con un bambino povero. <\/strong>Egli non volle accettare la povert\u00e0 come destino, <strong>ma trasformarla mediante l\u2019educazione.<\/strong> Per questo, la nostra missione non \u00e8 parlare dei poveri, bens\u00ec <strong>ridurre effettivamente la povert\u00e0 nel mondo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo esige tre atteggiamenti:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Sentire la povert\u00e0.<\/strong><br \/>Da quando la parola \u201cpovert\u00e0\u201d \u00e8 entrata nel mio vocabolario, non ho smesso di interrogarmi sul suo mistero. Non si tratta solo di capirla o analizzarla, ma di sentirla\u2014lasciando che ci tocchi, ci interpelli, ci faccia male.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo bisogno di <em><strong>pt\u014dch\u00f3gogos<\/strong><\/em><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><strong><em>[7]<\/em><\/strong><\/a>: persone che ci conducano verso i poveri, che ci sveglino dal torpore e ci restituiscano la capacit\u00e0 di guardare con compassione. Sono loro che ci aiutano a sviluppare una sensibilit\u00e0 che non si assopisce davanti alla sofferenza n\u00e9 si abitua all\u2019ingiustizia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Invito chi legge questa <em>Salutatio<\/em> <strong>a fare una sosta<\/strong> per ricordare con gratitudine quelle persone (forse alcuni Scolopi) che ci hanno aperto gli occhi e il cuore. Condividiamo anche le letture e le testimonianze che ci hanno accompagnato in questo cammino; tra le mie, una delle prime fu il libro di Majid Rahnema, <em>Quand la mis\u00e8re chasse la pauvret\u00e9<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><em><strong>[8]<\/strong><\/em><\/a>. <strong>Mi farebbe piacere conoscere anche le vostre<\/strong>\u2014nomi, vissuti o letture che vi hanno aiutato a guardare la povert\u00e0 con maggior profondit\u00e0 e speranza.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Conoscere la povert\u00e0.<\/strong><br \/>Non basta sentirla; occorre comprenderla in tutta la sua complessit\u00e0, nelle sue cause multifattoriali: economiche, sociali, culturali, politiche, educative e anche spirituali. <strong>Se non le comprendiamo, rischiamo di agire in modo assistenzialista o superficiale<\/strong>, alleviando i sintomi senza toccare le radici.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma conoscere la povert\u00e0 non \u00e8 solo questione di idee: \u00e8 questione di <strong>collocazione interiore. <\/strong>Come dico spesso, <strong>abbiamo la testa dove abbiamo i piedi<\/strong>: se i nostri piedi sono lontani dai poveri, lo sar\u00e0 anche la nostra comprensione. La sfida non \u00e8 solo pensare o studiare, ma pensare dal luogo giusto. Gli ambienti plasmano il nostro sguardo; e se il nostro ambiente \u00e8 comodo e stabile, senza accorgercene possiamo imborghesirci, persino giustificare le nostre distanze.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Vivere a partire dal luogo in cui sono i poveri<\/strong><br \/>Solo a partire dalla realt\u00e0 dei poveri la nostra missione \u00e8 credibile. Non basta lavorare <strong><em>per<\/em><\/strong> loro, neppure <strong><em>con<\/em><\/strong> loro; occorre anche farlo <strong><em>a partire da loro<\/em><\/strong>: cio\u00e8 dalla loro maniera di intendere la vita e di resistere. Questo <em>\u201ca partire da\u201d<\/em> ci ricolloca non come benefattori, ma come fratelli e sorelle.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Lavorare <strong>per<\/strong>, <strong>con<\/strong> e <strong>da<\/strong> (a partire dai) poveri ricolloca la nostra identit\u00e0. Non siamo semplici erogatori di servizi n\u00e9 funzionari di istituzioni educative o sociali; <strong>siamo religiosi e laici mossi da una vocazione<\/strong>, che donano la vita senza voltarsi indietro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non \u00e8 solo un impegno sociale, ma <strong>un\u2019esperienza spirituale<\/strong>: <strong><em>Quando ti fai vicino a un povero, \u00e8 Ges\u00f9 che si fa vicino a te<\/em><\/strong><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><em><strong>[9]<\/strong><\/em><\/a><strong><em>.<\/em><\/strong> <em>Chi riceve pi\u00f9 grazia nell\u2019elemosina \u00e8 chi la dona, perch\u00e9 si lascia guardare dagli occhi del Signore. <\/em>E in quella vicinanza accade qualcosa di decisivo: chi riceve pi\u00f9 grazia non \u00e8 chi d\u00e0, ma chi si lascia guardare dagli occhi del Signore attraverso il povero.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Uno sguardo sociale e samaritano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Laddove non possiamo cambiare strutturalmente la realt\u00e0\u2014per contesto o per storia\u2014siamo chiamati almeno ad avere <strong>uno sguardo sociale e samaritano<\/strong>: vivere con coscienza dell\u2019ingiustizia e con il desiderio di ripararla. Ricordiamo la parabola del <em>Buon Samaritano<\/em>: se non possiamo prenderci cura <em>direttamente<\/em> del ferito, dobbiamo almeno affidarlo all\u2019<strong>albergatore<\/strong><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><strong>[10]<\/strong><\/a> che ci aiuti a farlo. Le nostre alleanze, reti e progettualit\u00e0 sociali sono quegli <em>albergatori<\/em> che ci permettono di continuare a prenderci cura della vita degli scartati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Penso anche ad <strong>Don Antonio Brandini<\/strong>, parroco di Santa Dorotea nel 1597. Il suo desiderio di assistere lo port\u00f2 ad aprire alcune semplici stanze accanto alla parrocchia, dove un paio di maestri tenevano lezioni ai bambini del quartiere. Ma fu l\u2019arrivo di san Giuseppe Calasanzio a trasformare quella buona intenzione in un\u2019opera duratura. Con ingegno e passione diede struttura e visione a ci\u00f2 che sarebbe diventata la prima scuola popolare gratuita d\u2019Europa. Questo episodio ci ricorda che, talvolta, siamo chiamati a essere come Brandini\u2014persone che offrono ci\u00f2 che hanno (spazi, tempo, fiducia) perch\u00e9 altri possano dare forma a progetti che cambiano la vita dei giovani. Anche la missione scolopica nasce cos\u00ec: <strong>dalla collaborazione umile tra chi sogna e chi rende possibile il sogno.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Una fedelt\u00e0 che si verifica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Desidero congratularmi<\/strong> con tanti religiosi e laici scolopi che, con la loro dedizione quotidiana, offrono concrete opportunit\u00e0 di vita e di speranza. Molti non sono consapevoli del bene che compiono; altri soffrono e si logorano per la complessit\u00e0 dei contesti in cui operano. A tutti loro vanno la mia gratitudine e la mia preghiera.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo per\u00f2 bisogno anche di <strong>un continuo esame di coscienza<\/strong>. Non diffidenza verso ci\u00f2 che siamo, ma <strong>un atteggiamento umile di discernimento<\/strong>. Le presenze delle Scuole Pie e le Demarcazioni devono chiedersi, con semplicit\u00e0 e verit\u00e0, se stiamo ancora rispondendo al carisma di Calasanzio, all\u2019intuizione fondativa che ha dato origine alla nostra missione, al senso profondo della nostra vocazione scolopica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E forse vale la pena lasciarci interpellare da alcune domande:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Siamo davvero dove c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di noi?<br \/>Le nostre opere sono ancora una risposta per i bambini e i giovani che hanno pi\u00f9 bisogno di <em>opportunit\u00e0<\/em>?<br \/>Manteniamo viva la <em>passione<\/em> educativa ed evangelizzatrice che ci ha messo in cammino?<br \/>Il nostro stile di vita esprime ancora la <em>sobriet\u00e0<\/em> e la <em>speranza<\/em> dei poveri del Vangelo?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Signore, per intercessione di Maria,<br \/>ci conceda la grazia di vivere <strong>poveri della Madre di Dio<\/strong>,<br \/>e <strong>poveri come la Madre di Dio<\/strong>,<br \/>perch\u00e9 la nostra vita e le nostre opere<br \/>siano buona notizia per i piccoli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Con affetto fraterno,<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">P. Carles, Sch.P.<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Condivido la raccolta degli otto messaggi che papa Francesco ci ha rivolto in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, da lui stesso istituita nella XXXIII domenica. Vi invito a leggerli: <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/es\/messages\/poveri.html\">https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/es\/messages\/poveri.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Secondo la stampa vaticana, l\u2019esortazione apostolica <em>Ti ho amato<\/em> avr\u00e0 come tema l\u2019amore per i poveri.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.un.org\/es\/observances\/day-for-eradicating-poverty\">https:\/\/www.un.org\/es\/observances\/day-for-eradicating-poverty<\/a><\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Il 4 aprile, e firma come Vice-Prefetto dei Poveri della Madre di Dio. <em>Opera Omnia<\/em>, vol. 1, p. 54.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Il 19 ottobre indirizza una lettera <em>Al carissimo fratello in Cristo Juan Pedro della Vergine degli Angeli, povero della Madre di Dio, a Frascati<\/em>. <em>Opera Omnia<\/em>, vol. 1, p. 63.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Il 23 dicembre. <em>Opera Omnia<\/em>, vol. 1, p. 105.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> \u03c0\u03c4\u03c9\u03c7\u1f78\u03c2 + \u03b3\u03c9\u03b3\u03cc\u03c2: \u00abpovero\u00bb, nel racconto di Lazzaro (Lc 16,20), e \u00abcondurre\/guidare\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Rahnema, Majid, <em>Quand la mis\u00e8re chasse la pauvret\u00e9<\/em> (Quando la miseria scaccia la povert\u00e0), Saggio. Actes Sud (2003).<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Papa Francesco, Angelus del 27 ottobre 2024.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/6B90E319-6952-4EB9-824C-A656DC9EB1E7#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Lc 10,35.<\/p>\n[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_button button_url=&#8221;https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/SALUTATIO-2025-08-OCT-ITA.pdf&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; button_text=&#8221;Scarica la lettera \/ pdf&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_button=&#8221;on&#8221; button_text_color=&#8221;#0C71C3&#8243; button_border_color=&#8221;#0C71C3&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_button][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari fratelli e sorelle Scolopi, Permettetemi di iniziare questa lettera con un ricordo personale. 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