{"id":133560,"date":"2026-03-05T08:18:58","date_gmt":"2026-03-05T07:18:58","guid":{"rendered":"https:\/\/scolopi.org\/visite-canonique-dans-la-province-de-hongrie\/"},"modified":"2026-03-05T10:02:19","modified_gmt":"2026-03-05T09:02:19","slug":"visita-canonica-nella-provincia-dungheria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scolopi.org\/it\/visita-canonica-nella-provincia-dungheria\/","title":{"rendered":"Visita canonica nella Provincia d\u2019Ungheria"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Intervista con p. Carles Gil i Saguer, Sch. P., Superiore Generale dell\u2019Ordine delle Scuole Pie (Scolopi), registrata il 6 febbraio 2026 durante la visita canonica nella Provincia d\u2019Ungheria<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Per cominciare con una domanda ampia: arrivando al termine della visita generale, quale impressione ha della realt\u00e0 scolopia in Ungheria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Anzitutto desidero ringraziare il Provinciale, perch\u00e9 aveva davvero preparato molto bene la visita, con equilibrio: andando in luoghi dove incontravamo pi\u00f9 insegnanti e in luoghi dove parlavamo con padri e madri di famiglia. Insomma, lo si percepisce gi\u00e0 anche dal calendario: \u00e8 stata una visita molto ben pensata e ben preparata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019abbiamo gustata molto; l\u2019abbiamo vissuta con gioia, perch\u00e9 ci ha permesso di conoscere, non tanto l\u2019estensione della Provincia, quanto la sua profondit\u00e0. Questa volta non si trattava di saltare da una citt\u00e0 all\u2019altra dicendo soltanto \u201cciao\u201d, ma di andare da una presenza scolopia a un\u2019altra. E ogni volta che siamo stati in un luogo, ogni volta che abbiamo avuto un incontro, abbiamo parlato con persone preparate: non solo preparate per l\u2019incontro, ma con una vita quotidiana ben pensata, ben costruita, ben curata. Questa \u00e8 la grande impressione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Durante la sua permanenza ha parlato con molte persone della presenza degli Scolopi in altri Paesi e continenti, cos\u00ec come di alcuni nuovi progetti e piani per fondare nuovi centri. Come vede l\u2019inserimento della Provincia d\u2019Ungheria nella comunit\u00e0 scolopia universale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Anzitutto, la comunione nell\u2019Ordine \u00e8, per noi, fondamentale. Per questo insistiamo tanto su qualcosa di molto concreto: seguirci reciprocamente, seguire le nostre pubblicazioni, per vedere dove c\u2019\u00e8 vita; cio\u00e8 dove la vita scolopia sta emergendo perch\u00e9 ci sono pi\u00f9 vocazioni, o perch\u00e9 stiamo lavorando la pedagogia in un modo molto specifico, e anche per avere esempi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Credo che il ruolo della Provincia d\u2019Ungheria possa essere diverso; pu\u00f2 essere di sostegno, per esempio, condividendo conoscenze. \u00c8 una Provincia secolare. \u00c8 una Provincia che ha avuto grandi Scolopi e che continua ad avere grandi Scolopi, con laici molto solidi e impegnati, nel condividere temi di pedagogia o di pastorale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il secondo aspetto \u00e8, letteralmente, aiutare a fondare, per esempio, perch\u00e9 condivide alcune delle sue persone: sia perch\u00e9 alcune possono essere inviate in qualche luogo \u2014 e, ultimamente, la Provincia d\u2019Ungheria lo ha fatto \u2014, sia perch\u00e9 alcune persone collaborano in progetti internazionali. Penso, per esempio, al progetto Alumni, al progetto Calasanz e anche alla sostenibilit\u00e0 integrale, ambiti nei quali c\u2019\u00e8 un coinvolgimento molto diretto della Provincia d\u2019Ungheria. Credo che qui possiamo percepire come la Provincia d\u2019Ungheria sia molto connessa con l\u2019Ordine.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quanto alle fondazioni, vorrei aggiungere una sfumatura. Ed \u00e8 ci\u00f2 che ho cercato di sottolineare: non fondiamo solo in luoghi nuovi, come possono essere l\u2019Asia o l\u2019Africa; fondiamo anche in Europa. Negli ultimi dieci anni, in Europa abbiamo fondato pi\u00f9 di dieci nuove scuole. Vale a dire: in Europa c\u2019\u00e8 vita; in Europa stiamo fondando in nuove citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Possiamo fondare perch\u00e9 abbiamo nuovi progetti, e le Scuole Pie d\u2019Ungheria fondano perch\u00e9 hanno nuovi progetti di pastorale, con un approccio pi\u00f9 sociale. E le Scuole Pie d\u2019Ungheria fondano perch\u00e9 ripensano se stesse. Questo \u00e8 ci\u00f2 che, circa 20 o 30 anni fa \u2014 negli anni Novanta \u2014, abbiamo chiamato rifondazione: ripensarsi per rispondere meglio alle necessit\u00e0. Pertanto, l\u2019Europa fonda perch\u00e9 ci sono nuovi progetti sociali e pastorali, e l\u2019Europa fonda perch\u00e9 pu\u00f2 ripensarsi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Nel corso della visita abbiamo percorso otto presenze, oltre al centro delle suore, che giuridicamente non appartiene alla Provincia, ma condivide anch\u2019esso il carisma. Cos\u00ec ha potuto conoscere diversi tipi di servizi: dai pi\u00f9 piccoli fino agli universitari; scuole di alto livello e progetti educativi per bambini anche in situazione di svantaggio; parrocchie, pastorale universitaria\u2026 tutto. E, alla luce di tutto questo, come definirebbe la missione della Provincia ungherese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La prima parola che mi viene in mente \u00e8 viva. La missione della Provincia scolopia d\u2019Ungheria \u00e8 viva, e questo \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 \u00e8 una parola altamente evangelica: il Signore viene per dare vita. La Provincia d\u2019Ungheria esiste per dare vita \u2014 come lei ha detto molto bene, tra l\u2019altro \u2014 ai bambini, ai giovani, agli alunni, agli adolescenti e alle famiglie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ci sono progetti interessantissimi, come l\u2019extrascolastico, per esempio, a S\u00e1toralja\u00fajhely. Insomma: campi di lavoro, campi estivi\u2026 tantissime cose.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E questo permette di sottolineare che oggi, nell\u2019anno 2026, e anche in futuro, la Provincia d\u2019Ungheria deve pensarsi in modo integrale. Avete la fortuna di vivere in un Paese che non \u00e8 grande come il Brasile, e questo significa che la distanza tra comunit\u00e0 e presenze non \u00e8 cos\u00ec grande. Approfittiamone. Pensiamoci come Provincia. Questo permette che possiamo completarci molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Forse, per la storia, per gli edifici, per i beni immobili, ci sono comunit\u00e0 o scuole che non possono dare di pi\u00f9; cio\u00e8, forse offrono soltanto la dimensione educativa, senza poter offrire anche la dimensione sociale, per esempio. Pu\u00f2 dipendere dalla storia, dalla sociologia o dal tipo di scuola. Tuttavia, se pensiamo la Provincia come un tutto, se il nostro sentire non \u00e8 solo locale ma provinciale, vediamo come si possa compensare: nella scuola dove \u00e8 possibile, si pu\u00f2 essere pi\u00f9 sociali; e dove ci sono parrocchie, lavorare meglio la pastorale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Perci\u00f2 credo che la grazia di pensare come Provincia sia la grazia di trovare un maggiore equilibrio nei tre grandi pilastri scolopi, che sono l\u2019educativo, il pastorale e il sociale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>In un\u2019altra occasione lei ha detto che l\u2019identit\u00e0 scolopia nasce naturalmente dal carisma calasanziano, ma che \u00e8 anche in continua evoluzione. Per questo abbiamo forme di espressione molto diverse. Allora, come riassumerebbe oggi questa identit\u00e0 scolopia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Guardi, con due parole. Anzitutto, il fenomeno di aggiornare l\u2019identit\u00e0 o \u2014 come direbbe la Chiesa, a partire dal Concilio Vaticano II \u2014 fare un aggiornamento; a me piace chiamarlo fedelt\u00e0 creativa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Fedelt\u00e0 perch\u00e9, naturalmente, siamo Scolopi. Dunque, non ha alcun senso pensare a una comunit\u00e0, a un progetto o a un programma che non sia scolopio. Se facciamo qualcosa, deve rispondere al carisma scolopio, per\u00f2 adattato soprattutto con due parametri: il tempo e il luogo; e anche con il contesto sociologico, macroeconomico e la povert\u00e0. Perci\u00f2 serve molta creativit\u00e0: la capacit\u00e0 di adattare il carisma mantenendo la fedelt\u00e0 al carisma scolopio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E il carisma scolopio, fondamentalmente, consiste nel comprendere molto bene quali siano i bisogni socio-educativi, esistenziali e di fede dei bambini, delle bambine e dei giovani, e nel dare una buona risposta. Giuseppe Calasanzio fond\u00f2 la prima scuola, Santa Dorotea, rispondendo a un bisogno. In questo senso, noi Scolopi abbiamo un carisma molto sensibile ai bisogni e dobbiamo capire molto bene che cosa sta accadendo: ascoltare le persone, le famiglie, i popoli, il Popolo di Dio, gli adolescenti\u2026 per comprendere i loro bisogni, la loro sete spirituale, per esempio, e poter offrire una risposta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il carisma scolopio \u00e8 un carisma che, da secoli, si esprime in tre volti: educativo, pastorale e sociale. Perch\u00e9 vuole rispondere a quel bisogno attraverso il mondo educativo \u2014 che pu\u00f2 andare da una residenza a una scuola o a un\u2019universit\u00e0 \u2014, attraverso il sociale \u2014 mediante un programma, da uno semplice di borse di studio fino al volontariato, un progetto pi\u00f9 articolato o un progetto di mentoring \u2014, e attraverso il pastorale: mediante il Movimento Calasanz, che \u00e8 un progetto molto caro agli Scolopi, ma anche attraverso le parrocchie, liturgie curate, preghiere ed Eucaristie in cui gli alunni possano sentirsi alla presenza di Dio, che \u00e8 ci\u00f2 che <strong>conta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u2014Dunque, come abbiamo gi\u00e0 menzionato, abbiamo visto diversi tipi di servizi. Lei esprime sempre quanto considera molto prezioso ci\u00f2 che una comunit\u00e0 sta facendo, sia che si tratti di una scuola per \u00e9lite sia che si tratti di un altro tipo di centro. Ma c\u2019\u00e8 qualche tipo di servizio al quale attribuisce un\u2019importanza particolare e che ritiene prioritario rafforzare o promuovere pi\u00f9 attivamente?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014S\u00ec, certamente. Per\u00f2 forse non \u00e8 tanto che lo consideri prioritario io, quanto che lo considera prioritario Calasanzio. Perch\u00e9 stiamo parlando proprio di carisma e, logicamente, di come lo interpretiamo e di come lo adattiamo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Se ci avviciniamo a Calasanzio, vediamo che aveva, per cos\u00ec dire, due grandi priorit\u00e0. Quando parliamo di Calasanzio, parliamo del santo; quando parliamo degli Scolopi, parliamo di tutto l\u2019Ordine e di tutta la sua storia. Dunque, queste preferenze di Calasanzio \u2014 proprie del Fondatore \u2014 sono anche, logicamente, preferenze scolopie lungo tutta la storia e nei pi\u00f9 di quaranta Paesi in cui l\u2019Ordine \u00e8 presente: la preferenza per i pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E non sempre c\u2019\u00e8 una risposta facile a questo; ma il fatto che non ci sia una risposta facile non significa che non dobbiamo porci la domanda continuamente. La sfida di come dare una risposta dignitosa ai pi\u00f9 vulnerabili, ai pi\u00f9 poveri \u2014 detto in breve \u2014 deve martellare in modo ricorrente le nostre riunioni, i nostri collegi docenti, i nostri capitoli provinciali. Non possiamo \u201carchiviare\u201d e chiudere, una volta per tutte, il tema della povert\u00e0, il tema dei pi\u00f9 vulnerabili o il tema delle nuove periferie, che non sono soltanto povert\u00e0 materiali, ma periferie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Papa Francesco parlava di periferie esistenziali: i problemi psicologici ed emotivi di molti adolescenti, oppure i bisogni educativi speciali che richiedono inclusione. Tutto questo mondo della grande periferia deve tornare con regolarit\u00e0 sulle nostre tavole; e oso dire che deve perfino disturbarci un po\u2019, perch\u00e9 non possiamo mai dare una risposta del tutto adeguata. E ogni anno, o ogni quattro anni, quando ci ripenseremo, deve spronarci, pungolarci, farci camminare in avanti. Questo \u00e8 il grande tema della povert\u00e0 e del sociale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E il secondo grande tema, la seconda grande preferenza scolopia, \u00e8 presentare e curare la piet\u00e0, cio\u00e8 la vita spirituale per i bambini e i giovani, e anche per le famiglie. Come possiamo offrire alle famiglie, ai laici o ai docenti che lavorano con noi una partecipazione alla vita cristiana?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per questo, ultimamente, per esempio, parliamo di comunit\u00e0 cristiane scolopie, dove ci riuniamo per pregare, per celebrare l\u2019Eucaristia\u2026 La grande comunit\u00e0 scolopia \u00e8 formata da alunni, insegnanti, Scolopi religiosi, Scolopi laici, ex alunni e, naturalmente, dai giovani del Movimento Calasanz.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E anche, pi\u00f9 concretamente \u2014 e specialmente in Europa \u2014, c\u2019\u00e8 la questione di come trovare il linguaggio opportuno. Stiamo avvertendo che in Europa c\u2019\u00e8 una sete spirituale e che ai giovani manca il vocabolario per esprimere il desiderio di crescere spiritualmente. Come troviamo la liturgia adatta? Come troviamo le parole adeguate per dare risposta, fondamentalmente, a questa sete?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u2014Molte persone parlano in modo molto pessimista della realt\u00e0 attuale. Parlano della diminuzione delle vocazioni con nostalgia del passato; sono tristi perch\u00e9 le strutture che avevamo prima non funzionano pi\u00f9. Tuttavia, ascoltandola, lei trasmette sempre entusiasmo e speranza e parla piuttosto di opportunit\u00e0 che di crisi. Come vede dunque il futuro delle Scuole Pie?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014Beh, mi pare che questo sia un principio quasi vitale, esistenziale, antropologico, fondamentale. Il passato deve nutrirci. Il passato ci nutre di esperienza; ci alimenta di tradizione, di ci\u00f2 che vogliamo comunicare e condividere con le nuove generazioni. Il passato permette che abbiamo scuole cos\u00ec belle e secolari, per esempio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dunque, il passato \u00e8 fondamentale, ma, logicamente, non possiamo vivere ancorati ad esso. Per questo, per esempio, parlavo di fedelt\u00e0 creativa. La nostra vita \u00e8 il presente. E mi sembra un\u2019ingenuit\u00e0 \u2014 con tutto il rispetto \u2014 guardare con molta nostalgia al passato, perch\u00e9 non aggiunge nulla. Il passato deve illuminarci, deve darci conoscenza e deve essere come un trampolino che ci aiuti a vivere meglio il presente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E nel presente abbiamo una serie di condizioni. Forse abbiamo meno vocazioni, statisticamente, rispetto a un tempo; d\u2019accordo. Ma, molto fortunatamente, abbiamo laici molto impegnati, che si sentono molto scolopi, molto Scuole Pie. Forse in passato questo esisteva meno, e ora ha il suo posto. Abbiamo insegnanti competentissimi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E perch\u00e9 ho speranza? A me piace parlare pi\u00f9 di speranza che di ottimismo; infatti, uso molto meno la parola \u201cottimismo\u201d. Fondamentalmente perch\u00e9 la speranza \u00e8 una virt\u00f9 teologale, mentre l\u2019ottimismo \u00e8 soltanto un modo di vedere le cose.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E perch\u00e9 ho speranza? Perch\u00e9 cammino nelle scuole, perch\u00e9 ascolto i collegi docenti, perch\u00e9 parlo con i giovani alunni e, quando parlo con loro, penso: \u00abAndr\u00e0 bene\u00bb. Quando parlo con i giovani dell\u2019ultimo anno, della fine delle scuole superiori, di altri centri, e vedo quanto sono svegli; quando parlo con i giovani animatori del Movimento Calasanz e vedo la voglia che hanno, il tempo che offrono, come si appassionano nel farlo crescere; come sono intelligenti, come studiano in buone universit\u00e0, come sicuramente avranno buoni lavori e, soprattutto, come sono brave persone\u2026 questo funzioner\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Brava gente con talento, brave persone, in un buon contesto, in una terra fertile: questo funzioner\u00e0. \u00c8 come una formula, quasi un\u2019equazione di successo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u2014All\u2019inizio pensavo che la visita generale fosse, pi\u00f9 che altro, un incontro amministrativo su temi di organizzazione ed economia; tuttavia, il centro di questi giorni sono state chiaramente le persone e le comunit\u00e0: i volti, gli incontri personali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014Mi piace molto che lei lo abbia colto, che lo sottolinei e che lo ponga sotto forma di domanda. Logicamente, nella Congregazione Generale avvengono, per cos\u00ec dire, tre cose.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La prima \u00e8 che, secondo le nostre Regole, le visite canoniche le compie anche il Provinciale. E il Provinciale sta gi\u00e0 realizzando una visita canonica molto completa alla Provincia d\u2019Ungheria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La seconda \u00e8 che la comunicazione con il Provinciale \u00e8 molto fluida. Con p. V\u00edctor Zs\u00f3di parliamo ogni settimana. Diciamo che l\u2019informazione che abbiamo \u00e8 costante e ricorrente. Inoltre, hanno preparato ottime relazioni. La parte pi\u00f9 amministrativa, pi\u00f9 statistica o di verifica \u00e8 gi\u00e0 stata svolta in precedenza. E, se c\u2019\u00e8 mai stato qualche problema, lo abbiamo gi\u00e0 affrontato o continuiamo ad affrontarlo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E la terza: con la Congregazione Provinciale, logicamente, trattiamo tutti i temi, all\u2019inizio della visita e anche alla fine. Detto questo, una volta che possiamo metterli da parte \u2014 perch\u00e9 li abbiamo letti, perch\u00e9 li abbiamo trattati o perch\u00e9 possiamo risolverli in modo pi\u00f9 fluido durante l\u2019anno \u2014 possiamo concentrarci su ci\u00f2 che ci sembra fondamentale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nell\u2019Ordine c\u2019\u00e8 una Chiave di Ispirazione che si chiama Sostenibilit\u00e0 integrale, e il primo elemento di questa chiave sono le persone e la loro leadership. Questa \u00e8 la ragione della visita: le persone. Sono il fattore chiave perch\u00e9 le cose accadano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Movimento Calasanz non potrebbe esistere senza gli animatori, senza i leader adeguati, senza i responsabili adeguati. Queste scuole ben guidate, queste \u00e9quipe direttive animate \u2014 che non si arrendono davanti alle sfide, che vogliono costruire \u2014 sono buone perch\u00e9 hanno buoni direttori e buone direttrici, che abbiamo conosciuto. E la Congregazione Provinciale incoraggia e ispira tutti: i responsabili della pedagogia, della pastorale, dell\u2019economia\u2026<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le persone sono fondamentali; e le persone particolarmente fondamentali \u2014 molto, molto fondamentali \u2014 da curare sono gli insegnanti. Non parlo pi\u00f9 degli alunni; non li menziono nemmeno, perch\u00e9 \u00e8 la cosa pi\u00f9 basilare. Esistiamo per gli alunni. Logicamente, nessuna scuola ha senso se non \u00e8 per gli alunni. Sono cos\u00ec fondamentali che quasi li do per scontati: gli alunni sono il primo volto, il volto fondamentale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per questo abbiamo voluto entrare nelle classi. In ogni scuola che abbiamo visitato, in ogni progetto sociale che abbiamo visitato, in ogni residenza che abbiamo visitato, abbiamo detto \u201cciao\u201d, abbiamo salutato gli alunni e i partecipanti; ma coloro che abbiamo voluto sostenere in modo molto diretto e incoraggiare sono stati gli insegnanti: la persona che sta con gli alunni in aula.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quel rapporto cos\u00ec personale insegnante\u2013alunno \u00e8 un rapporto prezioso; e vogliamo incoraggiare molto gli insegnanti, perch\u00e9 grazie a loro avviene l\u2019apprendimento, grazie a loro avviene la crescita integrale degli alunni. Per questo vogliamo essere loro vicini: vogliamo parlare con loro e conoscerli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u2014Durante la visita ha incontrato il nunzio apostolico e il cardinale. Ha potuto dialogare anche con due vescovi della Transilvania, oltre a rivolgersi a religiosi e responsabili di movimenti spirituali. Pensa che questa visita abbia portato frutti anche a livello relazionale o diplomatico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014Devo ringraziare il Provinciale per tutto questo, perch\u00e9 noi diamo molta libert\u00e0 ai Provinciali affinch\u00e9 \u2014 in coordinamento con noi, ma essendo loro i principali responsabili \u2014 pensino, sognino e, dentro il quadro che offriamo per il profilo della visita canonica, la costruiscano. Dunque, \u00e8 stato lo stesso Provinciale, con la sua \u00e9quipe, a pensare che sarebbe stato interessante fare tutto questo. E gliene sono stato molto grato, per due ragioni fondamentali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La prima \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 bello dare risalto alla visita canonica, non perch\u00e9 il Padre Generale venga a visitare \u2014 non per la persona \u2014, ma perch\u00e9 ci sentiamo in comunione di Ordine, rendendo pi\u00f9 visibile che siamo un Ordine in quattro continenti e tutto ci\u00f2 che comporta l\u2019essere Ordine. Credo che questo sia un bene.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma la seconda ragione \u2014 forse ancora pi\u00f9 importante \u2014 \u00e8 che siamo Chiesa. Gli Scolopi sono Chiesa e la nostra proposta \u00e8 lavorare e vivere in grande comunione con la Chiesa, fondamentalmente con la Chiesa locale, attraverso il suo pastore, che \u00e8 il vescovo. E in ogni incontro \u2014 sia con mons. Banak, il Nunzio, sia con Sua Eminenza il cardinale P\u00e9ter Erd\u0151; con l\u2019arcivescovo Gergely Kov\u00e1cs o con mons. Jen\u0151 \u2014 abbiamo concluso offrendoci e dicendo che siamo a loro disposizione. E la frase \u00e8 stata sempre la stessa: \u00abSiamo Chiesa; Eccellenza \/ Eminenza, ci mettiamo a vostra disposizione.\u00bb<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u2014Detto tutto questo, per me \u00e8 stato evidente che l\u2019incontro con i giovani \u00e8 stato una priorit\u00e0 per lei. Credo che, in coerenza con la sua identit\u00e0 di Scolopio ed educatore, la si vedeva a suo agio tra i bambini a scuola, a tutti i livelli. Che cosa li ha incoraggiati a fare? Lo chiedo perch\u00e9 loro l\u2019hanno ascoltata, ma molti studenti non erano presenti. Allora vorrei chiedere anche questo: qual \u00e8 il suo messaggio per coloro che non ha potuto incontrare personalmente?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014Vorrei cominciare rispondendo all\u2019inizio della tua domanda: sia Jacek sia io siamo Scolopi e, dunque, il nostro luogo naturale \u00e8 l\u2019aula, la parrocchia, il gruppo, l\u2019istituzione socio-educativa, la casa, l\u2019universit\u00e0\u2026 insomma, tutte quelle piattaforme del nostro ministero nelle quali siamo vicini alla nostra ragione d\u2019essere, che sono i bambini, i giovani e anche le loro famiglie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 vero che il servizio ci porta in altri luoghi, ma ogni volta che abbiamo l\u2019opportunit\u00e0 di ritrovarci con ci\u00f2 che \u00e8 fondamentale, lo viviamo con grande gioia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E il messaggio che offriamo loro, soprattutto in Ungheria, \u00e8 fondamentalmente questo: che colgano questa grande opportunit\u00e0. Viaggiando come viaggiamo per il mondo e vivendo in contesti molto complessi\u2014per la politica, per le dittature, per le malattie, per alcune povert\u00e0, per alcune restrizioni, per certi tipi di Stati\u2014avere la meravigliosa possibilit\u00e0 di contare su scuole belle e secolari, con insegnanti competenti e identificati con gli Scolopi, presenti e capaci di accompagnare, \u00e8 qualcosa di davvero prezioso. \u00c8 un terreno fertile per poter crescere. Che colgano l\u2019opportunit\u00e0 per crescere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La seconda cosa\u2014e a volte la dico come una piccola battuta, ma mi piace ricordarla\u2014\u00e8 che, in greco, la parola \u201cscuola\u201d (in spagnolo; in inglese funziona un po\u2019 meno) viene da <em>schol\u00e9<\/em>, che significa \u201cluogo dove ci si diverte\u201d, \u201cluogo di ricreazione\u201d. E anche loro hanno diritto a essere felici. La scuola non \u00e8 un\u2019accademia dove si impara soltanto. La scuola \u00e8 un luogo dove si costruiscono amicizie, si costruisce una famiglia e si \u00e8 felici. Passiamo molto tempo a scuola: bisogna godersi la scuola, bisogna essere lieti a scuola. La scuola deve avere un tono vitale, gioioso; altrimenti \u00e8 meno scuola o, almeno, un po\u2019 meno scuola scolopia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Credo che una cosa sia il rigore accademico. Il rigore accademico non deve per forza andare insieme alla seriet\u00e0. Mi sembra un errore intenderlo cos\u00ec. Il rigore pu\u00f2 esserci anche con la gioia, e le due cose possono convivere. Abbiamo diritto alla gioia, a quella gioia evangelica, a scuola.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E la terza cosa che direi loro \u00e8 che, quando termineranno le varie tappe, cerchino di mantenere le loro comunit\u00e0. Per esempio, abbiamo un progetto bellissimo: il Progetto Alumni, che ora \u00e8 un progetto mondiale. Si tratta di offrire loro, di invitarli, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che hanno vissuto possa, in qualche modo, continuare. La tappa scolastica finisce, ma non deve finire la relazione con gli Scolopi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In sintesi, che colgano queste opportunit\u00e0 per crescere in modo integrale; che vivano con gioia la loro tappa scolastica, perch\u00e9 lo meritano e devono farlo; e desideriamo\u2014e li invitiamo\u2014a continuare questa bella comunit\u00e0 attraverso un progetto cos\u00ec forte, internazionale e globale, come il Progetto Alumni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u2014Grazie per aver trascorso questo tempo con la famiglia scolopia ungherese; per i momenti condivisi; per aver incoraggiato tutti, dai pi\u00f9 piccoli, passando per i collaboratori e i membri dell\u2019Ordine, fino ai responsabili. Buon viaggio verso le terre dei nostri fratelli in altri Paesi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014Grazie di cuore. E concludo con una benedizione, che \u00e8 il modo migliore di terminare un incontro: augurare il bene agli altri attraverso l\u2019intercessione, in questo caso, di san Giuseppe Calasanzio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Chiediamo al Padre buono, al Padre pieno di bont\u00e0, che benedica le vostre vite, le vostre famiglie, le vostre scuole e i vostri insegnanti; e che possiate anche ricorrere a Calasanzio quando ne avrete bisogno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un grande abbraccio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"et_pb_slider et_pb_slider_fullwidth_off et_pb_gallery_post_type\">\n\t\t\t\t<div class=\"et_pb_slides\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_1962.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_1992.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2017.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2091.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2134.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1225131.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1225441.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1225531.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1225583.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1226034.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1226047.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1236114.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1236175.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1236766.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1236885.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1236916.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1237026.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1237099.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1237140.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1237157.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1237175.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1237337.jpg);\"><\/div><div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: url(https:\/\/scolopi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P1237363.jpg);\"><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista con p. 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