Dall’11 al 14 ottobre si è svolta in Perù la Giornata della Gioventù Calasanziana. Fin dal primo giorno dell’incontro, la gioia è stata contagiosa per tutti i giovani calasanziani. È stata un’esperienza di incontro tra le due opere in cui sono presenti gli scolopi: Fe y Alegría 41 Calasanz (la prima opera dove sono arrivati 6 anni fa) e Fe y Alegría 5 Calasanz (opera dove sono arrivati nel bel mezzo della pandemia, nel 2020).
La Giornata è iniziata con la possibilità di essere vicini a se stessi, vivendo quella realtà così chiara e opportuna che il Calasanzio insegna: “non c’è miglior inizio della vita spirituale che quello della propria conoscenza”, così hanno avuto la possibilità di vivere spazi diversi per scoprire i tratti più preziosi dell’essere. In seguito, i giovani si sono messi a servizio con le loro capacità e i loro doni in una casa di riposo per donne anziane, dove hanno accompagnato, riso e goduto di questo spazio, esprimendo anche la loro arte attraverso danze tipiche come la marinera, alcune canzoni e altre espressioni che hanno permesso loro di riconoscere l’esperienza della vicinanza agli altri.
Il secondo giorno è stato caratterizzato da un itinerario spirituale intorno alla persona di Glicerio Landriani, con il suo cuore di povero, di santo e di angelo. Il viaggio li ha portati alla cascata Antankallo nel distretto di Matucana, a circa 2 ore da La Era (Lima). Lì i giovani hanno potuto sentirsi vicini a Dio, vivendo momenti di preghiera, incontro e raccoglimento, mescolati alla possibilità di godere dell’acqua fredda della cascata dell’amicizia.
Al ritorno dalla passeggiata, è stato il momento di fare un bilancio dell’esperienza di questi giorni, a partire dalla cerimonia di chiusura, in cui i giovani hanno preparato un regalo per il loro compagno/a di stanza, e poi la festa tra tutti attraverso una piccola condivisione intervallata da danze, canti e tanta allegria.
La GGC Perù 2022 si è conclusa venerdì 14 ottobre con un approccio agli spazi che costruiscono la vita comunitaria scolopica, come modo per continuare a crescere in tutto ciò che si è vissuto in questi giorni, e con la celebrazione dell’Eucaristia ringraziando Dio e il Calasanzio per sentirsi più fratelli, più calasanziani.
Daniel del Toro, Sch. P.