Per tre giorni hanno lavorato sull’accompagnamento, sulla vocazione dei giovani e sul progetto pastorale condiviso

Sotto il motto «Convocare a partire dalla nostra radice», le équipe di Pastorale delle tre Province scolopie della Penisola Iberica (Betania, Catalogna ed Emmaus) si sono incontrate a Barcellona nei giorni 16, 17 e 18 marzo. Carles Gil, Padre Generale delle Scuole Pie; Jacek Wolan, Assistente per l’Europa; Jordi Vilà, Provinciale delle Scuole Pie di Catalogna; e Jesús Elizari, Provinciale della Provincia Emmaus, hanno accompagnato i responsabili scolopi della pastorale.

L’obiettivo di questo incontro era riconoscere, interpretare e scegliere come accompagnare, a partire dal nostro carisma scolopio, le sfide antropologiche, culturali e religiose che oggi viviamo nella nostra pastorale, e farlo insieme come équipe.

Primo giorno: Riconoscere

Lunedì 16, giornata dedicata al Riconoscere, ogni équipe ha presentato due buone pratiche di pastorale che porta avanti nelle proprie presenze, con l’obiettivo di condividerle e di cercare sinergie e opportunità di lavoro interprovinciale. Dalla Catalogna sono stati condivisi il percorso formativo Cristianismo Vivo, che nella prossima edizione compirà 15 anni e al quale hanno già partecipato circa 300 educatori catalani, e la proposta Dies Diferentes, rivolta ai giovani di questa Provincia, che celebra già 20 anni di vita.

Prima dell’incontro, ogni équipe aveva lavorato su tre sfide da mettere in comune in questi giorni, condividendo le grandi questioni aperte in questo ambito. Si sono affrontati temi come la formazione dei leader e degli operatori pastorali, il rafforzamento delle équipe e della struttura, la trasmissione dell’identità scolopia, oppure come valorizzare le esperienze delle periferie per suscitare vocazioni cristiane impegnate, promuovere la dimensione celebrativa o l’accompagnamento vocazionale dei giovani. Tra tutte queste sfide, i partecipanti hanno deciso di concentrarsi su due per il resto dell’incontro, tenendo conto tanto della realtà attuale quanto della nostra radice scolopia: rafforzare le équipe, la struttura e il progetto pastorale condiviso, e l’accompagnamento vocazionale dei giovani, all’origine della missione scolopia, intendendo la vocazione come quella ricerca di senso e di cammino.

Si è parlato della necessità di équipe forti e responsabilizzate, formate e con tempo da dedicare, così come di strutture che generino lo spazio e il momento necessari per il compito pastorale, riconoscendone l’importanza e ponendolo al centro.

Per quanto riguarda il lavoro vocazionale, si è parlato ancora una volta della necessità di creare momenti, facilitare spazi e offrire accompagnamento, perché i giovani possano conoscersi meglio, interrogarsi su come vogliono vivere, in senso profondo, e rispondere a domande trascendenti come quale tipo di persona o di cittadino desiderano essere, quale vita professionale vogliono sviluppare, se desiderano seguire una vocazione religiosa oppure orientarsi a costruire la propria famiglia.

Per orientare il lavoro, diversi partecipanti esterni hanno accompagnato le équipe in presenza o online. Eloi Aran, responsabile della Pastorale della Fondazione delle Scuole Cristiane di Catalogna; Jorge Sierra, religioso de La Salle responsabile della pastorale in Spagna-Portogallo; Fran Ramírez, laico di Azione Cattolica e direttore della Sottocommissione per la Gioventù e l’Infanzia della Conferenza Episcopale Spagnola; e José Antonio Rosa Lemus, laico responsabile della pastorale con adolescenti e giovani delle 4 Province mariste in Europa, hanno offerto alcune chiavi di lettura sulla realtà dei giovani in Spagna, sulla loro ricerca di senso, sui progetti e sulle iniziative. Allo stesso modo, Mayte Ortíz, direttrice generale della Fondazione SM, ci ha condiviso la sua analisi sulla gioventù di oggi. Al termine della giornata, come negli altri giorni, c’è stato un tempo dedicato a conoscersi, rafforzare i legami e condividere un momento di riflessione e di preghiera.

Secondo giorno: Interpretare

Martedì 17, giornata dedicata a Interpretare, si è lavorato sui due temi in piccoli gruppi interprovinciali per poi condividere, nel gruppo grande, le intuizioni e le proposte su entrambi. In serata, un gruppo di giovani della Provincia di Catalogna, legati a diversi progetti, ha condiviso la propria testimonianza di vita scolopia. Sara e Anna hanno raccontato le esperienze trasformative vissute dopo aver trascorso un anno a Tijuana, partecipando come volontarie ai progetti educativi e comunitari della Vice-Provincia delle Californie. Hanno condiviso l’impatto spirituale dei loro incontri con le donne, i bambini e la comunità scolopia in uno dei quartieri più duramente colpiti di quella città. Roser, ex alunna di Escola Pia, membro del movimento MOU-TE e attualmente membro dell’équipe di Pastorale di Escola Pia, ha raccontato il suo cammino scolopio dall’infanzia fino a oggi, ciò che ha trovato in questa comunità e ciò che si aspetta da essa e desidera offrire. Neus e Claudia, dell’équipe di Pastorale dei Giovani, hanno condiviso la loro esperienza a Taizé e l’hanno resa vissuta ed esperienziale per tutti i presenti.

Terzo giorno: Scegliere

L’ultimo giorno dell’incontro, dedicato a Scegliere, il Padre Generale, Carles Gil, e l’Assistente per l’Europa, Jacek Wolan, dopo aver ascoltato i partecipanti e aver contribuito con il loro lavoro a quello delle équipe, hanno offerto il loro apporto personale, incoraggiando i partecipanti ad assumere le sfide condivise. Sono state inoltre decise azioni concrete da pianificare insieme, per continuare a restare collegati come équipe di pastorale e accompagnarsi nei percorsi affrontati durante l’incontro.

Questi tre giorni di incontro hanno permesso, oltre a condividere inquietudini e conoscenze, riflettere e dibattere, costruire linee di lavoro o dare corpo a intuizioni e sogni, di rafforzare i legami tra le persone delle équipe pastorali, condividendo lo sguardo scolopio e mettendo sempre al centro i nostri bambini e giovani, il loro presente e il loro futuro.