La 2ª Conferenza di Ricerca sulle Scuole Pie in Catalogna approfondisce gli stretti legami tra Mataró e l’Istituzione, con una partecipazione di successo
Oltre cinquanta persone hanno preso parte alla seconda edizione della Jornada de Recerca sobre l’Escola Pia de Catalunya, promossa dall’Archivio Provinciale dell’Ordine, svoltasi sabato 22 marzo. Il Cafè Nou di Mataró ha fatto da cornice alla presentazione dei più recenti studi sulla storia delle Scuole Pie e sul loro radicamento nel territorio, con particolare attenzione ai legami stabiliti nel corso dei secoli con la capitale del Maresme.
All’evento è intervenuta María Beatriz Delgado, Assessore all’Istruzione, Formazione Professionale, Università e Sport del Comune di Mataró, che ha dato il benvenuto ai partecipanti e ha aperto ufficialmente i lavori. Delgado ha sottolineato la lunga storia di relazione tra l’Ordine e la città, la sua vocazione di servizio e il gran numero di generazioni che hanno frequentato le aule della Scuola Pia di Santa Anna. Hanno preso parte alla giornata anche Jordi Truñó, Direttore della Scuola Pia di Mataró; Carles Ruiz, Direttore Generale della Scuola Pia della Catalogna; e Jordi Vilà, Provinciale delle Scuole Pie.
Mataró e la Scuola Pia: un legame di lunga durata
Sia la conferenza inaugurale sia il primo blocco di interventi degli esperti si sono incentrati sul tema dell’educazione nei secoli a Mataró, dove i Padri Scolopi fondarono la loro presenza nel 1737. Montserrat Gurrera Lluch, professoressa emerita di Teoria e Storia dell’Educazione presso l’Università di Barcellona, membro della Società di Storia dell’Educazione e profonda conoscitrice della storia della capitale del Maresme, ha aperto gli interventi offrendo una retrospettiva sull’educazione a Mataró tra il XVIII e il XIX secolo, con una relazione dal titolo L’Escola Pia de Santa Anna i seva rellevància en l’origen de la xarxa escolar a Mataró (1737-1868) (La Scuola Pia di Santa Anna e la sua rilevanza nell’origine della rete scolastica a Mataró, 1737-1868).
Le relazioni successive hanno approfondito il rapporto tra la città e la Scuola Pia. Héctor López Silva, storico specializzato nello studio della Chiesa nell’Età Moderna, ha presentato una comunicazione su La Germandat de la Mare de Déu dels Desemparats de Mataró (La Confraternita di Nostra Signora degli Abbandonati di Mataró). Nicolau Guanyabens, storico e responsabile dell’Archivio-Museo di Santa Maria de Mataró, insieme a Enric Correa, membro dello stesso ente, hanno evidenziato il ruolo svolto negli anni ’60 da L’Associació d’Antics Alumnes de l’Escola Pia de Santa Anna (Associazione degli Ex Alunni della Scuola Pia di Santa Anna), come piattaforma di apertura sociale e di affermazione della catalanità. Pur non essendo presente, è stato presentato anche il lavoro di Quim Graupera, dottore in Storia dell’Arte, ricercatore e saggista di arte catalana, specializzato in patrimonio artistico medievale, dedicato a La construcció de l’església de Santa Anna (La costruzione della chiesa di Santa Anna).
Un’indagine “cinematografica” e un approfondimento legato al Fondatore, Giuseppe Calasanzio
Gli interventi successivi si sono concentrati sulla ricerca di figure strettamente legate alle Scuole Pie. A partire da una vecchia fotografia “maledetta”, rinvenuta in fondo a un archivio a Cuba — dove le Scuole Pie mantennero una presenza significativa fino ai primi anni ’60 — Marga Ortiz Morillas, archivista, bibliotecaria e direttrice della rivista L’Esquitx, ha presentato il suo lavoro intitolato I a tu qui t’estima, carnisser? (E chi ti ama, macellaio?). La ricerca l’ha portata a contattare i discendenti di un soldato sconosciuto che appare nell’immagine, accompagnata soltanto da una nota scritta attorno, con l’avvertimento di non divulgarla. Ortiz ha affascinato il pubblico con una presentazione dinamica, capace di sollevare più domande che risposte sulla fotografia e sui suoi protagonisti.
Il Fondatore dell’Ordine, Giuseppe Calasanzio, è stato uno dei protagonisti della relazione successiva. Ignasi Fernández Terricabras, professore di Storia Moderna presso l’Università Autonoma di Barcellona (UAB), dottore di ricerca in Storia e specialista in Storia della Chiesa in Età Moderna, ha approfondito la relazione tra Josep Calassanç i Baltasar Comte, canonge de Tarragona (Giuseppe Calasanzio e Baltasar Comte, canonico di Tarragona). La biografia di Comte fu segnata da alcuni scandali e da diversi processi giudiziari. Perché dunque Calasanzio gli prestò una somma di denaro appena giunto a Roma nel 1592?
Moià, scuola o ospedale da campo?
Il terzo blocco di interventi ha raccontato storie legate a diverse Scuole Pie. Elvira Permanyer, bibliotecaria e membro dell’Associazione Modilianum di Moià, ha trasportato il pubblico negli anni della Guerra Civile Spagnola con il suo studio su L’Escola Pia de Moià com hospital de les Brigades Internacionals (La Scuola Pia di Moià come ospedale delle Brigate Internazionali). Enric Sàrries Ribalta, insegnante in pensione, autore di un libro sulla storia della Scuola Pia di Nostra Senyora e attualmente impegnato in una ricerca sulla Scuola Pia di Puigcerdà, ha presentato Els quaderns del Pare Joan Cura a l’Escola Pia de Puigcerdà (I quaderni di Padre Joan Cura alla Scuola Pia di Puigcerdà), in cui ha raccolto le valutazioni soggettive degli alunni che ha accompagnato nel corso di vent’anni.
Infine, Miquel Puig i Reixach, membro della Società di Storia dell’Educazione e storico esperto dell’educazione catalana in età moderna e contemporanea, ha presentato la sua ricerca su L’escola calassància o Calassanciat (1913-1971) (La Scuola Calasanziana o Calassanciat, 1913-1971).
Nel pomeriggio, dopo il pranzo, si è svolta la seconda parte della giornata, proposta dal Museu-Arxiu de Santa Maria de Mataró: una visita guidata, molto apprezzata, agli archivi della parrocchia di Santa Maria e all’insieme dedicato alla Vergine Addolorata.