Negli ultimi tre anni, un’équipe di Padri Scolopi della Provincia polacca ha portato avanti un progetto di ritiri per bambini, ossia per alunni della scuola primaria (tra i 7 e i 15 anni). Rafał Stenka e Jacek Wolan (una volta con l’aiuto di Jarosław Kuczaj, junior) hanno già frequentato le scuole gestite dai padri scolopi, scuole scolopica o scuole pubbliche delle parrocchie scolopiche nei seguenti luoghi: Cracovia, Rzeszów (due scuole), Bolesławiec, Katowice, Elbląg, Jelenia Góra – Cieplice, Varsavia, Poznań. Continueremo negli altri luoghi durante la prossima Quaresima; e con altri – che desiderano unirsi a questo progetto.

Il narratore degli esercizi spirituali è San Giuseppe Calasanz, ma in modo non tipico e singolare, vale a dire che viene presentato come un pupazzo a mano. Calasanz racconta alcune brevi storie ed esperienze della sua vita, tra cui come ha affrontato i compagni che si prendevano gioco della sua santità, come ha sviluppato i suoi talenti apparentemente usuali, come ha perdonato coloro che gli hanno fatto del male. I temi catechistici sono sviluppati dai Padri Scolopi, presentati come suoi figli, membri del suo ordine e collaboratori nel suo presente. Appaiono sempre nell’abbigliamento formale dei religiosi scolopi, cioè con l’abito.

Nel corso di un ritiro di tre giorni, viene raccontata la storia di Giuseppe d’Egitto, tratta dal Libro della Genesi. I partecipanti apprendono le vicissitudini di questo protagonista: Giuseppe, amato figlio di Giacobbe; punito e venduto dai suoi fratelli; ridotto in schiavitù e poi consegnato alla prigione in Egitto; viene spiegato il sogno del Faraone sulle vacche grasse e magre; Giuseppe, viceré e amministratore delle risorse dell’Egitto; un incontro emozionante con Giuseppe, riconosciuto dai suoi fratelli; l’arrivo dell’intera famiglia di Giacobbe nella terra d’Egitto. Tutta la sua storia è rappresentata in episodi teatrali, e alcune trame in dramma per invitare il pubblico a interagire. Due attori cambiano i loro costumi e interpretano il ruolo dei personaggi principali della storia, soprattutto quando Giuseppe è vestito con una tunica con maniche ornate, e il suo vecchio padre, Giacobbe.

La narrazione della storia di Giuseppe è suddivisa in modo tale da affrontare i temi più importanti della storia. Viene narrata dai Padri Scolopi nella dinamica di una breve catechesi che sviluppa i seguenti temi: la vita di ogni bambino radicata nella sua famiglia; l’atteggiamento di gratitudine; i risultati del vivere l’invidia; la valanga di bugie; la voce della coscienza e della ragione; il prezzo dell’onestà; la denigrazione e i peccati della lingua; lo sviluppo dei talenti; le tracce inaspettate della provvidenza di Dio; la possibilità di vendicarsi o di perdonare; la gioia del perdono.

Per enfatizzare alcuni dei temi sopra menzionati, le parabole vengono recitate utilizzando delle marionette a mano. Per ogni giorno è stata scelta una parabola. La prima riguarda gli operai che lavorarono nella vigna per un giorno intero, per alcune ore o per una sola ora (Matteo 20,1-16). Ci mostra, da un lato, la giustizia e, dall’altro, la generosità del proprietario e, allo stesso tempo, l’invidia del primo bracciante. La parabola dei talenti, divisi da un proprietario tra tre servi in base alle loro capacità, per cinque, due e uno (Matteo 25,14-30). Il servo che ricevette un solo talento e che, sebbene fosse di grande valore, non moltiplicò nemmeno questo talento. Il terzo giorno ha come titolo il perdono e la misericordia (Matteo 18,23-35). Il Signore misericordioso perdonò al suo servo una somma inconcepibile di diecimila talenti, mentre lui stesso era molto crudele e non volle perdonare al suo collega solo cento denari.

Durante i tre giorni di ritiro, i bambini imparano una canzone con elementi coreografici. Le loro parole e i loro gesti sono legati ai temi che emergono dalla storia di Giuseppe. “No, no, non aver paura, non arrenderti, perché il buon Dio è qui. Lui ti tirerà fuori da tutto” – dice il ritornello.