La sede Trinitarios dell’Università Cattolica di Valencia ha accolto, mercoledì 6 maggio, le giornate annuali dell’Istituto San Giuseppe Calasanzio, giunte alla loro tredicesima edizione, un appuntamento imprescindibile nel calendario accademico.
L’incontro è iniziato con l’intervento del Rettore, D. José Manuel Pagán, il quale ha sottolineato che l’uso dell’intelligenza artificiale non deve provocare un “momento Oppenheimer”, nel quale ci si penta di aver creato uno strumento utile, ma con rischi evidenti da tenere in considerazione. In questo senso, ha sostenuto l’importanza del ruolo del maestro, all’interno di una giusta gerarchia, e ha invitato a non assolutizzare le tecniche senza tenere conto delle persone.
Successivamente ha preso la parola il Segretario dell’Istituto, Dr. Ricardo Cerverón, che ha ripercorso brevemente le attività e le pubblicazioni realizzate durante lo scorso anno accademico. In seguito, p. José Luis Zanón, direttore dell’Istituto, ha presentato il relatore, cogliendo l’occasione per manifestare il proprio punto di vista personale davanti all’inizio di un’era irreversibile alla quale, in un modo o nell’altro, dobbiamo adattarci.
Il relatore, Dr. Jesús Conill, ha iniziato il suo intervento precisando i termini tecnica e tecnologia, affermando l’appartenenza di quest’ultima al logos. In questo senso, l’intelligenza artificiale è una tecnologia, τέχνη + λόγος, «uno strumento che non può essere separato dall’umano», ha affermato. Questa unità si rompe nella modernità quando la tecnologia invade tutti gli ambiti della vita, alterando l’ordine unitario e provocando una scissione tra ragione tecnica ed etica. Per questo motivo, ha sostenuto il relatore, «il senso della tecnica deve essere umanizzante», in quanto deve offrire benessere, sottolineando che una delle funzioni educative dell’Intelligenza Artificiale è quella di aiutarci a conoscere noi stessi come esseri umani.
D’altra parte, il professor Conill ha segnalato che dobbiamo essere consapevoli del fatto che la tecnologia non è neutrale e introduce nuovi valori, come un’altra nozione di verità, il che comporta rischi evidenti, specialmente politici e legati al potere.
Entrando nello specifico dell’ambito educativo, il conferenziere ha sottolineato la personalizzazione dell’insegnamento, la facilitazione dei compiti collaborativi e la semplificazione come grandi vantaggi dell’uso dell’intelligenza artificiale, precisando però che essa non può mai sostituire il maestro. E, citando Jonathan Haidt, ha indicato come principali sfide di fronte al suo uso dipendente, specialmente nei minori, il «prendersi cura del rispetto dell’intimità e della libertà della persona».
L’intervento del cattedratico ha poi favorito un intenso dibattito con il numeroso pubblico, che gremiva il salone della sede Trinitarios.
A conclusione della giornata, il Prof. José Mula ha dato la parola ad alcuni studenti dell’Università Cattolica, che hanno illustrato le loro pratiche interculturali in America Centrale, realizzate grazie all’iniziativa dell’Istituto.
Jesús Conill è Professore emerito di Filosofia morale e politica presso l’Università di Valencia, riconosciuto per il suo lavoro come codirettore della Fondazione ÉTNOR. La sua traiettoria accademica e le sue numerose pubblicazioni si distinguono per l’integrazione della filosofia classica con le sfide etiche della società tecnologica contemporanea.
L’Istituto Universitario San Giuseppe Calasanzio, fondato nel 2007, è un Centro a titolarità condivisa tra l’Università Cattolica di Valencia San Vicente Mártir e l’Ordine delle Scuole Pie, con sede nella suddetta Università e con fondi archivistici, bibliografici e documentari nei centri delle Scuole Pie della stessa città. La finalità dell’Istituto comprende i seguenti obiettivi:
- Promuovere e realizzare attività di studio e ricerca al fine di approfondire la conoscenza della figura di san Giuseppe Calasanzio.
- Ricercare e far conoscere l’evoluzione storica dei contributi pedagogici delle Scuole Pie e la loro situazione attuale.
- Contribuire alla formazione del corpo docente, a partire dallo stile educativo scolopico.
- Promuovere e gestire la realizzazione di pratiche interculturali per studenti universitari nei Centri scolopici dell’America Latina.
Comunicazione Betania